Winnie the Pooh

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[Seconda Stesura: questa pagina è stata tra le prime iniziative del blog. Ora, per il suo secondo compleanno, ho intenzione di riprenderla e di sistemarla…spero vi piaccia!]

Si, avete letto benissimo, mi riferisco proprio all’orsetto giallo con la maglietta rossa amante del miele e che abita nel Bosco dei Cento Acri.
Questo è un libro che ha segnato gran parte della mia infanzia e che ancora oggi non smetto di amare.
Il nome “Winnie Pooh” lo conoscerete di sicuro tutti, ma quanti possono affermare di conoscere davvero la storia? Quanti sanno chi è Christopher Robin? Quanti sanno che il vero nome di Pooh è Orso Edoardo e quanti ancora sanno il perchè è stato soprannominato Pooh?
Ho deciso di raccontare, capitolo per capitolo, le avventure di Puh e i suoi amici, cosicché anche coloro che non hanno mai avuto l’intenzione di leggere il romanzo possano rendersi conto di quanto le storie semplici e classiche possano essere meravigliose.

Il giorno 26 ottobre 2016 ho trovato in biblioteca una fantastica copia del libro in inglese con le illustrazioni originali di E.H Sheperd colorate (la mia copia del libro le ha in bianco e nero) ed è proprio da quella copia che ho tratto le foto per questa pagina.

Prima di partire con l’analisi di ogni capitolo, però, sarà bene fare una panoramica generale:

Com’è nato Pooh? L’autore, A.A Milne, comincia a scrivere le avventure di Pooh e dei sui amici per entrare nel mondo del figlio Christopher Robin, un mondo di fantasia dove lui vive momenti meravigliosi assieme ai suoi peluche, peluche che corrispondono, rispettivamente, ad un orso, un maialino, un asino e molti altri.

Chi è, dunque, Winnie Pooh? Era, semplicemente, il giocattolo preferito di Robin e quello che prendeva parte a tutte le loro avventure
Risultati immagini per winnie the pooh and christopher robin realForse la gran parte di voi conoscono il riadattamento della Disney, quindi ci sono già dei nomi con cui avete familiarità…bene, io stravolgerò tutto ciò che credevate di sapere.

Winnie Pooh rimane Winnie Pooh, ma dimenticatevi nomi come Ih-Oh, o Pimpi. Rispettivamente l’asino triste e il maialino gentile si chiamano Isaia e Porcelletto. Seguono poi Tigrotto al posto di Tigro, e, con poca fantasia, Uffo e Conigio al posto di Uffa e Tappo.

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Cangù, Tigrotto, Uffo, Porcelletto e Pooh sono i peluche che Christopher davvero possedeva e, nella storia, sono quelli un po’ più “sciocchi” perchè hanno il cervello di segatura. Coniglio e Uffo sono animali che il bambino immagina come veri animali popolanti il Bosco dei Cento Acri e sono, quindi, “Dotati di Cervello” e dunque più intelligenti degli altri. Uffo è per esempio l’unico che sa leggere ed è a lui che si rivolgono tutti gli altri quando devono decifrare i messaggi di Christopher Robin.

Ma come mai Pooh è stato soprannominato Pooh? Questo lo scoprirete andando avanti con la lettura..

CAPITOLO PRIMO: DOVE SI FA CONOSCENZA CON WINNIE THE POOH E QUALCHE APE, E HANNO INIZIO LE NOSTRE STORIE

Fin dalla prima pagina emerge la dolcezza dello stile in cui la storia di Winnie the Pooh è scritta. Impariamo dalle prime poche righe a conoscere la personalità dell’orsacchiotto di pezza. E’ un personaggio semplice, ma allo stesso tempo perfettamente caratterizzato. Un po’ ingenuo, forse, ma buono e gentile.

Di Pooh amo i ragionamenti:

“Ecco Orso Edoardo che viene giù per le scale bump bump bump, sulla nuca, dietro Christopher Robin. Questo è, da che lui sappia, l’unico modo per scendere le scale, ma talvolta pensa che ci dovrebbe proprio essere un altro modo e se solo smettesse di rimbalzare ci potrebbe pensare sopra…”

Nelle prime righe della storia ci viene presentato come Orso Edoardo e Alexander Milne ci dice che, la prima volta che ha sentito quel nome, ha pensato che fosse un bambino…

Dopo la breve introduzione il papà di Christopher Robin comincia a raccontare la storia vera e propria
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Comincia la storia dell’Orso Edoardo dal Bosco dei Cento Acri. L’orso di pezza viveva “sotto il nome di Sanders”

E, ancora una volta, a catturare l’attenzione è il modo di Pooh di pensare:

” Questo ronzio significa qualcosa. Non si sente un ronzio come questo, che ronza e ronza, senza che voglia dire qualcosa. Se c’è un ronzio, qualcuno sta ronzando, e ch’io sappia, l’unica ragione perchè uno ronza è perchè è un’ape ”

Ma andiamo ora a scoprire come Orso Edoardo si è guadagnato il soprannome di Pooh…

Dopo aver adocchiato l’ape in questione, sentita ronzare nel primo capitolo, e dopo essergli nata la voglia di mangiare il miele decide di arrampicarsi sull’albero dove si trova l’alveare.

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Segue, però, una brutta caduta, accompagnata da una delle sue riflessioni più simpatiche.  La voglia di miele, però, non cala e questo lo porta a chiedere aiuto a Christopher Robin. Pooh chiede al bambino un palloncino ad elio azzurro. Dopo essersi rotolato nel fango si appende al palloncino e si finge una nuvoletta carica di pioggia, e canta pure una “canzone da nuvola” (?) « è bello essere Nuvole che volano nel blu, persino le più piccole ripeton su per giù…»

Veniamo ora al succo del discorso: il miele lo prende? Purtroppo no, le api non cascano nel tranello e Pooh precipita nuovamente, ma ha le zampe ormai indolenzite dopo essere state per così tanto tempo appese al palloncino e rimangono sollevate, così che ogni volta che gli si posa una mosca, o un ape, sul naso deve sbuffare per scacciarla, producendo un suono molto simile a “Pooh”

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CONTINUA…

2 pensieri su “Winnie the Pooh

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