La grammatica è un optional?

Amo scrivere. Ho bisogno di scrivere, per me è essenziale come è essenziale respirare. Senza non c’è vita, per me. Scrivo ogni giorno, ogni volta che posso: storie, racconti, saggi, monologhi teatrali. Scrivo su fogli, a mano, a macchina, al computer, sul banco, su post-it…

È dunque scontato dire che bazzico anche i più conosciuti siti di pubblicazione libera di storie. La mia prima iscrizione a EFP risale a quando avevo dodici anni (cinque anni fa…come passa in fretta il tempo!).

Da tre anni scrivo invece su Wattpad.

Raramente leggo storie su internet, per il semplice motivo che se voglio leggere preferisco avere un libro tra le mani piuttosto che stare davanti allo schermo. Ogni tanto però mi capita di curiosare tra le storie, sia quelle più famose, sia le nuove.

Di storie belle ce ne sono…basta trovarle.

Sì perchè sono sommerse tra centinaia (se non migliaia) di storie considerabili spazzatura. Trame inconsistenti, banali, già viste e riviste.

E la grammatica.

Non parliamo della grammatica. Verbi, congiunzioni, costruzioni di frasi…tutto che pare essere fatto completamente a caso.

E le virgole?

O non ce n’è proprio, o ce n’è troppe: state certi che in ogni caso saranno sempre al posto sbagliato.

E la cosa peggiore è vedere queste storie ricevere centinaia, migliaia, di voti e letture quando magari storie molto più valide vengono ignorate perchè i protagonisti non sono gli One Direction o non c’è nessuno che si fa una ragazza ogni capitolo.

Per non parlare delle commentatrici che credono di essere a conoscenza di tutto lo scibile umano e correggono parole che in realtà sono giuste (e questo mi è capitato in prima persona ed è piuttosto irritante. Avete mai aperto un dizionario nella vostra vita?)

Oggi ho conosciuto una ragazza che condivideva le mie stesse idee in merito. Anche lei scrive su Wattpad e ho pensato di dare un’occhiata alla sua storia.

No comment. Rispecchia esattamente la categoria di storie che lei stessa critica declamandosi una scrittrice in gamba.

Così, dopo aver abbandonato il suo lavoro alla terza riga ho pensato

“Ora resto qui finché non trovo una storia con i congiuntivi al posto giusto.”

L’ho pensato alle sei di questo pomeriggio.

Sono ancora qui.

Scusate lo sfogo.

Amo scrivere. Ho bisogno di scrivere, per me è essenziale come è essenziale respirare. Senza non c’è vita, per me. Scrivo ogni giorno, ogni volta che posso: storie, racconti, saggi, monologhi teatrali. Scrivo su fogli, a mano, a macchina, al computer, sul banco, su post-it

e vedere come certe persone trattano la nostra lingua, le nostre belle parole, mi fa venire la nausea.

 

 

 

In any other World \2

in-any-other-world

2

[Qui il primo capitolo]

Adrien alza lo sguardo per osservare il cielo che si sveglia. La primavera è in arrivo, sente la sua leggerezza nell’aria, i profumi fanno capriole al ritmo del vento, salgono e scendono. Un po’ come i sentimenti nel suo cuore. E nel suo stomaco.

E’ questo essere innamorati? Si chiede. Se è così non vuole smettere più di esserlo. Innamorato.

Fa quasi paura pensarlo. Una parola così piccola, così innocua e, allo stesso tempo, nello stesso numero di sillabe, così carica di paura, di incertezze.

Si è alzato prima del solito, vuole arrivare presto davanti a scuola, vuole assaporare ogni istante in sua compagnia.

Adrien ha paura. Sta scoprendo qualcosa, qualcosa di sé, che lo spaventa ancora di più di quella piccola parola che è amore.

Sente qualcosa, dentro di sé, e capisce che è diverso da quello che gli è sempre stato sempre detto.

Sa che dovrebbe fermarsi a pensarci, darsi una risposta. Ma la paura è troppa, e quindi sceglie di non porsi nemmeno la domanda, perchè rispondere significherebbe scegliere una parte, e lui non è sicuro di quale sia la parte giusta.

Ma d’altronde esiste una parte giusta?

Così Adrien non se lo chiede, perchè finché non se lo chiede non risponde e finché non risponde tutte le risposte sono possibili. Così riempie le sue giornate tra gli amici, lo studio e lo musica. Fa sempre in modo di non essere nel silenzio perchè è nel silenzio che i pensieri trovano più facile farsi strada.

Cominciano ad avanzare sulle punte dei piedi, non te ne accorgi, sono così sottili e flebili che non ti viene difficile ignorarli, ma poi, eccoli, spietati, ti mettono al muro, ti si stringono attorno alla gola e ti soffocano con le loro pretese e devi cedere e rispondere.

E capire chi sei.

Ma se come Adrien capire chi sei ti spaventa, scegli di tenere lontani i pensieri e devi fare attenzione a non farti cogliere impreparato.

Adrien cammina nella luce del mattino e si concentra sulle parole di una canzone che ricorda poco. E’ solo una scusa, a lui non importa davvero di quella canzone. Deve solo smettere di pensare. Non cominciare proprio.

 And when the night is cloudy,
There is still a light that shines on me,
Shine on until tomorrow, let it be…[1]

E poi? Come continuava?

Green Hill si sta svegliando. Un piccolo paese perso tra le verdi colline della Cornovaglia. Ogni tanto Adrien si chiede come sia il mondo fuori da lì. Lontano dalle tende di pizzo che si sollevano ogni volta che in strada accade qualcosa e, dietro ad esse, occhi curiosi sbirciano e bocche scattano, pronte a commentare. Non sei libero di essere chi sei se chiunque è pronto a giudicarti.

I cancelli della scuola sono ancora chiusi. Il sole spunta da sopra il tetto della scuola. In primavera il viso di Adrien si riempie di lentiggini. E’ esile, a volte si sente un sottile foglio di carta in balia del vento.

Questo vento a volte è forte, impetuoso e lo sbatte nella vita, e lui non può opporsi, deve lasciare che sia.

Let it be…

Altre volte è delicato e lo guida dolcemente sui suoi passi. Lo saluta, scherza e gioca coi suoi capelli biondi. Adrien è bello, ma non lo sa.

Non la solita bellezza, quella che vedi sulle riviste che ti macchiano le dita con l’inchiostro troppo carico, una bellezza un po’ unica. Rara. Come lui.

Ha un sorriso storto, ma non sorride spesso, quindi i suoi sorrisi diventano qualcosa di speciale, che desideri collezionare, come i francobolli colorati che arrivano dall’Oriente.

Ora che è innamorato Adrien sorride un po’ di più, ma di nascosto, quando sa che nessuno lo vede.

Quando sa che lui non lo vede.

Sì, perchè a Green Hill Adrien non potrebbe mai ammetterlo.

Ammettere di essere innamorato di un ragazzo.

– Come sei mattiniero oggi. – Adrien sobbalza terrorizzato dall’idea che Elizabeth possa aver capito tutto dalla sola espressione sul suo volto.

– Arriva la primavera. – risponde lui  senza però guardare l’amica negli occhi. Elizabeth ci è abituata, ormai conosce Adrien e il suo sguardo sfuggente, che non incontra ma quello degli altri. Sembra andare oltre, raggiungere luoghi che lei non potrebbe vedere nemmeno socchiudendo gli occhi. Anche il modo di parlare di Adrien a volte è inusuale, si esprime come se molte cose fossero scontate e per lui lo sono davvero, ma non tutti lo capiscono e quindi Adrien ha pochi amici.

Pochi, ma speciali.

– Non immagini cosa mi sia successo ieri, stavo andando con mia sorella…-

Elizabeth parla. Ad Adrien piace quando Elizabeth parla perchè ha una voce leggera e profumata come i fiorellini azzurri che ricoprono i prati quando la natura si sveglia. Myosotis o non ti scordar di me, è così che si chiamano quei fiori. Adrien non potrebbe mai scordarsi di Elizabeth. Potrebbe stare ad ascoltarla per ore, lasciando che quella voce lo porti lontano come quando lei racconta dello zio che viaggia spesso e che un giorno è stato in Italia e un altro ancora è stato in America. Oppure vicino, proprio dietro l’angolo, oltre il bancone di “La Casa del Bottone”, la colorata sartoria dove Elizabeth passa a volte per aiutare la madre.

Però ora non riesce proprio ad ascoltarla perchè da sopra la sua spalla vede Edward e allora la voce di Elizabeth diventa uno sfondo indefinito, come il mondo fuori dalla finestra bagnata dalla pioggia, distorto dalle goccioline d’acqua.

– Adrien, ma mi stai ascoltando? – chiede Liz piccata. Non capita spesso che l’amico non la ascolti e ci deve essere qualcosa che non va. E’ arrossito.

Ora lui annuisce, poco convinto. Ma va bene così perchè è arrivato anche Colin e quando arriva Colin per Elizabeth è come quando per Adrien arriva Edward.

“L’unica differenza” pensa Adrien “è che anche per Colin è così.”

Farebbero invidia a chiunque quei due. Ma non ad Adrien, lui riesce solo ad essere felice per loro.

Adrien ha sempre ammirato Colin. Alto, con le spalle larghe, lo sguardo sempre fiero, sicuro di se. Lo ha preso sotto la sua ala dal primo giorno, quando è arrivato in quello strano paesino in quello strano posto chiamato Cornovaglia. Sono passati anni da quel giorno, ma ad Adrien manca ancora la Francia. Si ricorda gli infiniti campi viola di lavanda e quell’odore penetrante che fa parte della sua anima. Ripensa spesso ai bombi che ronzavano sui fiori, da un pistillo all’altro, facendo vibrare l’aria.

Il ricordo del suo Paese si sovrappone al bacio che Elizabeth e Colin si stanno scambiando. Adrien si sorprende a pensare che lui non sa di che cosa sappiano i baci. Forse di lavanda…

Il piazzale della scuola si riempie di studenti e i ragazzi si trovano circondati da una manciata di loro coetanei. Si conoscono un po’ tutti, condividono le stesse vie, le stesse giornate, tutti sanno tutto a Green Hill.

Sembra tutto come sempre. Come ogni mattina. Sono lì, davanti a quel cancello un po’ scrostato. Colin, Elizabeth, Adrien e Edward.

E come ogni mattina Jodie è in ritardo. Però quel giorno cambierà qualcosa. Chissà, se loro lo avessero saputo, se si sarebbero comportati diversamente.

***

– E dopo la partita potremmo andare al cinema, il film su Dracula [2] potrebbe essere interessante. –

Faccio fatica a seguire il discorso di Colin, c’è qualcosa che mi occupa i pensieri, ma allo stesso tempo non posso rischiare di finire a vedere uno dei suoi terribili film, quindi storco un po’ la bocca e rispondo:

– Che ne dici invece de “Gli Aristogatti”, deve essere carino. –

Ogni tanto mi piace ancora perdermi in qualche film d’animazione e tornare bambina. Il mondo va troppo in fretta, perchè siamo costretti a seguirlo? Non c’è forse permesso un intervallo, proprio come al cinema? Mettiamo tutto in pausa e possiamo riprendere fiato tra un atto e l’altro. Poi tutto ricomincia come se non fosse mai successo nulla. Il film riparte. La vita riprende.

Prima che Colin raggiunga la sua classe mi decido a esporgli ciò che mi preoccupa:

– Non ti sembra che Adrien sia un po’ strano in questo periodo? –

Lui sembra pensarci su. Ma d’altronde che posso aspettarmi? “E’ un ragazzo”mi diverto a pensare. Infatti:

– Che cosa vorresti dire? A me sembra il solito Adrien, taciturno e riservato. –

– Non so…- in effetti non so bene spiegare cosa sia, ma sento che c’è qualcosa.

– Ne parliamo dopo meglio se vuoi. –

Colin mi stampa un bacio sulla guancia ed entra in classe.

Io proseguo lungo il corridoio ma vengo fermata da un tornado:

– Eccomi! – strilla Jodie appoggiandomi le mani sulle spalle per frenare la sua corsa sfrenata. Quasi perdo l’equilibrio e scoppio a ridere.

– Lasciami indovinare, oggi è stata la sveglia a non suonare. –

– Magari! – sbuffa lei alzando gli occhi al cielo e io aspetto il racconto del giorno che giustifichi il suo ritardo.

– Quel teppistello di Carl ha pensato bene di infilarsi una biglia nel naso e non riusciva più a levarsela. Io lo avrei anche mandato a scuola così, tanto respirava, ma Susan si è messa a piangere dicendo che lei in classe con uno con una biglia nel naso non ci sarebbe andata. –

Ho sempre considerato la famiglia di Jodie incredibile. I suoi fratelli sarebbero capaci di far tremare il mondo intero se non ci fosse lei a gestire tutto.

Jodie. Sotto quel caschetto di capelli neri si nasconde una forza incredibile. Piccolina, con un paio di occhi verdi che sembrano nascondere foreste e un affilato naso all’insù sembra la ragazza più debole e indifesa del mondo, ma io penso che non ci sia nulla che lei non sappia e non possa fare.

Adrien ha ragione, sta arrivando la primavera, la natura si stiracchia e con essa ci stiamo svegliando anche noi.

NOTE:

[1] Let it Be – Beatles

[2] Il Conte Dracula (1970)

***

Angolo autrice:

Ho paura di essermi imbarcata in un’impresa troppo ardua, non ho mai gestito storie con più di due personaggi principali, ma Adrien insiste e non riesco a trattenermi dallo scrivere questa storia. Grazie a chi ha cominciato a entrare tra le strette vie di Green Hill. Anche se piccola sarà facile perdesi tra le sue storie.

Animali Fantastici – copertina

Prima dell’estate avevo cominciato una storia che vedeva come protagonista Newt Scamander e come sempre ho cominciato a pubblicarla su Wattpad.

Per qualche mese l’ho poi lasciata in sospeso fino a che, ricevendo recensioni positive, mi sono decisa a tornare all’opera. Curiosando poi su Wattpad nella categoria di “Animali Fantastici ” ho scoperto la storia di un’altra ragazza con la mia stessa copertina.

La MIA copertina.

E la cosa mi ha dato particolarmente fastidio…

Questo, però, oltre a portarmi a lasciarle una recensione in cui le ho sottolineato che avrebbe anche potuto chiedermi il permesso, ha fatto sì che mi decidessi finalmente a ridisegnare la copertina in questione nello stile usato anche per le storie di Sherlock (Anche un Orologio Rotto e Remember)

Che ne dite?

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In any other world

Ho ripreso a scrivere…mi mancava troppo.

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1

Nevica. I fiocchi bianchi sono delicati, come le loro vite di un tempo. Prima che andasse tutto storto, prima che aprissero gli occhi. Prima che si fossero trovati nel mondo dei grandi.

Ma ora non c’è altro modo per rimediare.

– E’ davvero la giusta cosa da fare? – la voce di Jodie è solo un sussurro nella notte, mentre si stringe al braccio di Thomas. Lui, più alto di lei di una spanna, si perde nell’odore dei suoi capelli. Sì, è davvero la cosa giusta da fare, se non vuole perdere quelle sensazioni.

I cristalli di neve si illuminano per un istante quando sfiorano la luce del lampione, per poi cadere nell’oscurità.

– Sei ancora in tempo per tirarti indietro. – le ricorda Colin senza voltarsi. La sua voce è sicura. Forse troppo.

Forse a voler nascondere l’insicurezza che lo attanaglia.

– No, mai! – il viso di Jodie si imporpora, non per il freddo. Hanno fatto una promessa, la notte prima. Avevano promesso di farlo insieme. E di non voltarsi indietro.

Non era stato difficile scegliere dove. Quella panchina, sotto quel lampione. Era lì che aveva avuto inizio tutto. Quello era stato il luogo da dove si erano affacciati sul mondo. E da lì dovevano lasciarlo, quel mondo.

Colin si ferma sotto il fascio di luce mentre un sottile strato di nevischio va a depositarsi sulle sue spalle larghe. Nuvolette di fiato escono dalle loro bocche che respirano sempre più affannate. Negare di essere spaventati sarebbe una bugia.

Accanto a Colin c’è Elizabeth. Ed è sempre stato così. Nessuno potrebbe immaginare Colin senza Elizabeth e Elizabeth senza Colin. Una di quelle storie d’amore che credi di poter trovare solo nei libri, ma in questo caso sono loro ad essersi trovati, già da molti anni.

Rimasti indietro sono Adrien e Edward. Il passo del primo è così leggero da non lasciare quasi impronte sulla neve. Il secondo lo osserva di sottecchi e pensa che non è mai stato così bello, con i fiocchi di neve che si impigliano alle ciglia e le lentiggini coperte dal rossore delle gote infreddolite.

Dopo le prime parole tacciono tutti. Sentono il peso del momento farsi strada tra di loro. Quasi non hanno il coraggio di guardarsi tanta è la paura che provano, ma temono che se i loro sguardi si incrociassero allora scoppierebbero a ridere e direbbero che si tratta solo di uno scherzo, che mica vogliono farlo loro, di scappare.

Però vogliono scappare tutti, quindi nessuno alza lo sguardo.

– Come avevamo pensato? – domanda Colin rompendo il silenzio.

E’ sempre stato lui il leader del gruppo, quello che sa prendere le decisioni difficili.

La domanda non ha bisogno di risposta. Edward annuisce ed è il primo a girarsi.

Si danno tutti le spalle. Si toccano, schiena contro schiena.

Le dita di Elizabeth tra quelle del suo ragazzo. Così come quelle di Jodie stringono la manica di Thomas.

Le mani di Adrien tremano ancora sfiorando Edward.

E’ una notte senza luna. Buia come il loro futuro. Senza certezze, ma affascinante e intrigante come non mai. Pieno di promesse.

– Ci rivedremo? – domanda Jodie timidamente. Non poteva andarsene senza averlo domandato, senza averlo sperato.

– Tra quindici anni di nuovo qui. Va bene? Qui, sotto questo lampione! – Colin si infervora al pensiero. L’idea di un futuro in cui le loro vite sono migliori e possono incontrarsi un’altra volta nella loro vecchia vita.

Immagina quando arrivando scorgerà Adrien seduto sulla panchina, sempre guardando in basso. Fantastica sull’arrivo di tutti i suoi amici. Rideranno tanto. Diranno “Ti ricordi…” e ricorderanno. E rideranno ancora.

Poi si incammineranno verso il Connor Pub, il bizzarro bar irlandese all’angolo. Insieme.

E davanti una tazza di cioccolata potranno raccontarsi le loro vite.

Il freddo fa tornare Colin al presente. Gli altri sono d’accordo.

Si rivedranno, è una promessa. Ma ora devono andare.

Muovono insieme quei passi carichi di speranze tanto da essere quasi troppo pesanti.

Prendono tre direzioni diverse e camminano.

Non si voltano indietro.

Forse Jodie sì, ma lo negherà sempre.

La notte inghiotte le tre coppie che svaniscono senza lasciare traccia.

Quando al mattino il paese si sveglierà sentirà un vuoto. La colpa aleggerà nell’aria ghiacciata d’inverno. E tutti si sentiranno colpevoli di aver ferito quelle giovani vite. Per averle schiacciate sotto i pregiudizi. Per averli stretti nella morsa dell’ignoranza. Per averli messi con le spalle al muro.

Colin, Elizabeth, Jodie, Thomas, Adrien e Edward, troppo giovani per ciò che hanno affrontato, ma ancora una volta pronti a rimettersi in piedi.

Mentre i volti stanchi si affacciano alle finestre osservando i ricami di ghiaccio che ha tracciato l’inverno loro sono già lontani e ripensano a come tutto ha avuto inizio, a come da semplici bambini sono cresciuti e si sono scontrati contro il mondo.

***

Il primo personaggio ad essere nato è stato Adrien. Settimana scorsa è venuto a farmi visita cominciando a raccontarmi la sua storia. Una storia piena di gioie e di tristezze. Lo avrete capito, Adrien è gay e, nel suo paesino dalla mentalità ristretta è stata dura convivere con se stesso. E così ha cominciato a sfogarsi raccontandomi del bullismo, delle prese in giro e della reazione dei suoi genitori e dei vicini.

Dopo un po’, grazie ai suoi racconti, ho conosciuto anche Colin e Elizabeth i suoi migliori amici. Anche loro hanno avuto una storia difficile e Adrien infine me li ha presentati.

Da poco sono comparsi anche Thomas e Jodie, ma non li conosco ancora bene…

Non so cosa verrà fuori da questa storia, ma la considero una storia importante per me e per chi come me ora si trova in quello strano periodo detto “adolescenza”. Se deciderete di andare avanti anche voi conoscerete Adrien, Edward, Colin, Elizabeth, Jodie e Thomas e non ve li toglierete più dalla testa.

[La storia continuerà su Wattpad: https://www.wattpad.com/story/92283301-in-any-other-world]

Remember – Sherlock Fanfic

Vi ricordate di “Anche un Orologio Rotto“?

La mia prima storia basata su Sherlock Holmes? (pubblicata su Wattpad…se siete interessati cliccate qui)

Ecco…non sono rimasta per molto senza prendere la penna tra le mani. Da quando la monotona routine scolastica è ripresa sono riprese anche le mie normali abitudini e tra esse c’è, ovviamente, scrivere.

E’ così che si sta sviluppando, con molta soddisfazione da parte della sottoscritta, “Remember”, il sequel di “Anche un Orologio Rotto”

E questa è la copertina che ho realizzato (l’idea è nata da un’immagine trovata su We ❤ it)

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La trama in breve:

Londra – Ragazzi spariscono senza lasciare traccia. La polizia brancola nel buio. Seguendo il filo rosso delle tracce solo a lui visibile, Sherlock Holmes sprofonderà nella Londra di Sotto, regno del contrabbando e pratiche immorali di cui i ragazzi sono i protagonisti.
Ma due anni sono lunghi. John ha rimosso il trauma della morte di Sherlock. La sua memoria ha cancellato il passato. Sherlock dovrà fare breccia in quella mente tormentata dal dolore e allo stesso tempo fermare ciò che avviene nella Londra di Sotto

[link diretto: https://www.wattpad.com/story/82182498-remember-sherlock-bbc-fanfic]

 

 

Si ritorna a casa

Tornare dopo un viaggio è sempre strano, ci si divide in due: la voglia di tornare lontano e l’apprezzamento della propria casa (l’amato letto, l’avere i propri spazi…già perchè la vita in camper mette a dura prova la vita familiare)

A casa si riprendono anche le abitudini di sempre…

Ieri, dopo averla abbandonata per partire, ho ripreso in mano la tavola grafica e ho dato vita a questa:

anche un orologio rotto

Si tratta della copertina della storia che ho scritto su Sherlock (storia che inaspettatatmente è sata decorata con la parola “Fine” durante quest’ultima settimana)

E bhe, niente, sono solo particolarmente soddisfatta del disegno perchè ho provato un nuovo modo di disegnare e sono contenta del risultato.

[Se siete interessati o curiosi: https://www.wattpad.com/208879179-anche-un-orologio-rotto-bbc-sherlock-fanfic]

Wattpad

wattpad-review

Conoscete Wattpad?

Per chiunque non sappia cosa sia…si tratta di un sito aperto a tutti gli amanti della lettura e della scrittura…effettuando la registrazione e creando un account in pochissimi semplici passi è possibile immergersi in un mare di libri e storie di qualsiasi genere…certo, poichè chiunque può pubblicare è possibile che si trovino storie che non tutti gli scritti siano di un buon livello, ma a differenza di altri è un sito molto serio e infinite sono le storie valide (vi è anche la presenza di libri esistenti già pubblicati)

Perchè vi sto parlando di tutto questo? Diciamo che devo curare un po’ anche i miei interessi 🙂

Si da il caso che io stia pubblicando una storia che prende il nome di “Ink Town”

Di che cosa tratta? È un racconto che affronta molti temi attuali proiettandoli nella vita di una quindicenne che, schifata dal mondo in cui vive e desiderando un mondo bianco nel quale ricominciare da zero, si ritrova a scoprire che il suo desiderio è stato esaudito. Intorno a lei vi è solo il bianco.

Forse sono troppo piccola per capire appieno certe cose, ma cerco lo stesso di far sentire la mia voce…Ink Town è un inno alla libertà di parola e pensiero, alla giustizia, ma soprattutto è la convinzione che il mondo può essere cambiato…l’importante è crederci davvero. Prendete in mano la vostra matita e disegnare il mondo come lo volete.

Spero di avervi incuriositi…sono indecisa se cominciare a pubblicare la storia anche sul blog…in ogni caso se siete anche voi su wattpad avreste voglia di passare a dare un’occhiata, sono curiosa di sentire l’opinione altrui 🙂

https://www.wattpad.com/story/40579626-ink-town

40579626-368-k465561Un immenso mondo bianco che attende solo di essere riempito.

La disegnatrice; colei che può dar vita ai nuovi elementi.

Delle leggi da rispettare.

Un giuramento che sta per essere infranto.

L’inchiostro sta per prendere vita.