Lettura notturna di Pirandello

Ora bisogna sapere che a me non è mai bastato rappresentare una figura d’uomo o di donna, per quanto speciale e caratteristica, per il solo gusto di rappresentarla; narrare una particolar vicenda, gaja o triste, per il solo gusto di narrarla; descrivere un paesaggio per il solo gusto di descriverlo.

Ci sono certi scrittori (e non pochi) che hanno questo gusto e, paghi, non cercano altro. Sono scrittori di natura più propriamente storica.

Ma ve ne sono altri che, oltre questo gusto, sentono un più profondo bisogno spirituale, per cui non ammettono figure, vicende, paesaggi che non s’imbevano, per così dire, d’un particolar senso della vita, e non acquistino con esso un valore universale. Sono scrittori di natura più propriamente filosofica.

Io ho la disgrazia d’appartenere a questi ultimi.

Sei personaggi in cerca di autore

Netflix: Una serie di Sfortunati Eventi – Recensione

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Violet, Klaus e Sunny, più spesso conosciuti come i fratelli Baudelaire, sono eccezionali ragazzini dalle straordinarie capacità.

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Violet, la più grande, ha quattordici anni, e non c’è soluzione che non sappia risolvere e marchingegno che non sappia inventare. Tutti sanno che, quando si lega i capelli con un nastro, vuol dire che sta pensando a qualcosa, e la soluzione arriverà in un attimo.

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Il più adatto a mettere in pratica le idee di Violet è suo fratello Klaus, di un anno più piccolo, che, con due grandi occhiali sul naso, è un vero e proprio topo di biblioteca. Di tutti i libri che legge non c’è niente che gli sfugga e così ha accumulato un grande sapere che spazia dalla nautica al penale.

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E infine c’è Sunny, la più piccola che, anche se ancora non sa parlare, sa bene come farsi capire dai fratelli e ha grande piacere nel mordere le cose…

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Rimasti orfani a causa di un incendio scoprono ben presto che una sinistra figura, che porta il nome di Conte Olaf, vuole impadronirsi dell’immensa fortuna che i genitori hanno lasciato loro in eredità.

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Inizialmente i tre fratelli vengono affidati proprio a lui, ma dopo il suo tentativo di sposare Violet per impossessarsi del patrimonio, la tutela dei bambini viene assegnata al loro zio dal bizzarro nome Montgomery Montgomery, studioso di serpenti.

Per un po’ la loro vita sembra andare bene in compagnia dello zio che ce la mette tutta per farli sentire a proprio agio, ma la sfortuna non tarda ad arrivare.

Il Conte Olaf uccide lo zio Monty fingendo l’attacco di un serpente.

La vita dei giovani Baudelaire continua così, passati dalle mani di un tutore ad un altro, che il Conte Olaf riesce prontamente a far sparire…intorno a tutta la vicenda, però, aleggia un mistero. Chi è davvero il Conte e cosa ha da spartire con l’incendio della casa Baudelaire? Ma soprattutto, cosa legava i genitori di Violet, Klaus e Sunny e gli zii che i tre si ritrovano a conoscere e di cui non avevano mai sentito parlare prima?Risultati immagini per una serie di sfortunati eventi jim carrey

Questa, pressapoco, è la trama di “Una serie di Sfortunati eventi”, una brillante saga che nasce come libri per ragazzi scritti da Lemony Snicket e che aveva già avuto una trasposizione cinematografica nel 2004 col film omonimo che vedeva Jim Carrey come interprete del Conte Olaf.

Ho visto per la prima volta il film intorno ai dieci anni e mi era piaciuto molto, tanto che io e mio fratello avevamo passato le settimane successive ad inventare giochi che vedevano il Conte Olaf come il cattivo e con svariati enigmi da risolvere.

Così quando ho scoperto che Netflix ha deciso di cimentarsi in un altro adattamento della storia realizzando una prima stagione di una serie TV non ho potuto non guardarla.

Per entrare nel mondo di “Una Serie di Sfortunati Eventi” bisogna essere ben consci di una cosa: capiteranno cose assurde, esagerate, inverosimili, assolutamente improponibili…solo una volta che avrete coscienza di ciò e avrete abbandonato tutti i canoni della realtà, allora potrete apprezzare appieno la storia.

Non è certo la serie tv del secolo, però è piacevole e scorrevole e gli otto episodi non pesano per nulla; a serie è stata conclusa prima che potesse diventare esasperante.

La mia recensione è quindi positiva.

Sul set cinematografico riescono a ricreare un ottima ambientazione Steampunk, certo, ogni tanto gli effetti speciali sono un po’ ridicoli, ma per una volta non sottilizzeremo.

Ho interpretato questa serie come una critica nei confronti degli adulti.

Quanto spesso i genitori, i “grandi“, credono di avere tutte le risposte e nemmeno ascoltano il parere dei più piccoli, considerandoli infantili? Questa critica è leggibile in tutte le figure adulte della storia: i piccoli Baudelaire ripetono fino allo sfinimento che il Conte Olaf vuole far loro del male, ma nessuno vuole crederci, anche quando l’intento è palese.

Violet, Klaus e Sunny devono cavarsela da soli in un mondo dove gli adulti sembrano avere i paraocchi.

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Bizzarra, stralunata, con colori a volte cupi e a volte pastellosi, “Una serie di Sfortunati Eventi” è di sicuro una serie originale in mezzo a tutte quelle che si inseguono simili ormai da tempo sullo schermo e che vede Neil Patrick Harris (Barney di How I met Your Mother) come ottimo impersonificatore del Conte Olaf con una performance che tiene testa al suo (grande) predecessore, Jim Carrey.

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E già i registi comunicano che è in corso la seconda stagione e che, in tutto, la produzione ne conterà tre, di stagioni, che andranno a coprire l’intera saga di tredici libri.

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Animali Fantastici – copertina

Prima dell’estate avevo cominciato una storia che vedeva come protagonista Newt Scamander e come sempre ho cominciato a pubblicarla su Wattpad.

Per qualche mese l’ho poi lasciata in sospeso fino a che, ricevendo recensioni positive, mi sono decisa a tornare all’opera. Curiosando poi su Wattpad nella categoria di “Animali Fantastici ” ho scoperto la storia di un’altra ragazza con la mia stessa copertina.

La MIA copertina.

E la cosa mi ha dato particolarmente fastidio…

Questo, però, oltre a portarmi a lasciarle una recensione in cui le ho sottolineato che avrebbe anche potuto chiedermi il permesso, ha fatto sì che mi decidessi finalmente a ridisegnare la copertina in questione nello stile usato anche per le storie di Sherlock (Anche un Orologio Rotto e Remember)

Che ne dite?

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In any other world

Ho ripreso a scrivere…mi mancava troppo.

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Nevica. I fiocchi bianchi sono delicati, come le loro vite di un tempo. Prima che andasse tutto storto, prima che aprissero gli occhi. Prima che si fossero trovati nel mondo dei grandi.

Ma ora non c’è altro modo per rimediare.

– E’ davvero la giusta cosa da fare? – la voce di Jodie è solo un sussurro nella notte, mentre si stringe al braccio di Thomas. Lui, più alto di lei di una spanna, si perde nell’odore dei suoi capelli. Sì, è davvero la cosa giusta da fare, se non vuole perdere quelle sensazioni.

I cristalli di neve si illuminano per un istante quando sfiorano la luce del lampione, per poi cadere nell’oscurità.

– Sei ancora in tempo per tirarti indietro. – le ricorda Colin senza voltarsi. La sua voce è sicura. Forse troppo.

Forse a voler nascondere l’insicurezza che lo attanaglia.

– No, mai! – il viso di Jodie si imporpora, non per il freddo. Hanno fatto una promessa, la notte prima. Avevano promesso di farlo insieme. E di non voltarsi indietro.

Non era stato difficile scegliere dove. Quella panchina, sotto quel lampione. Era lì che aveva avuto inizio tutto. Quello era stato il luogo da dove si erano affacciati sul mondo. E da lì dovevano lasciarlo, quel mondo.

Colin si ferma sotto il fascio di luce mentre un sottile strato di nevischio va a depositarsi sulle sue spalle larghe. Nuvolette di fiato escono dalle loro bocche che respirano sempre più affannate. Negare di essere spaventati sarebbe una bugia.

Accanto a Colin c’è Elizabeth. Ed è sempre stato così. Nessuno potrebbe immaginare Colin senza Elizabeth e Elizabeth senza Colin. Una di quelle storie d’amore che credi di poter trovare solo nei libri, ma in questo caso sono loro ad essersi trovati, già da molti anni.

Rimasti indietro sono Adrien e Edward. Il passo del primo è così leggero da non lasciare quasi impronte sulla neve. Il secondo lo osserva di sottecchi e pensa che non è mai stato così bello, con i fiocchi di neve che si impigliano alle ciglia e le lentiggini coperte dal rossore delle gote infreddolite.

Dopo le prime parole tacciono tutti. Sentono il peso del momento farsi strada tra di loro. Quasi non hanno il coraggio di guardarsi tanta è la paura che provano, ma temono che se i loro sguardi si incrociassero allora scoppierebbero a ridere e direbbero che si tratta solo di uno scherzo, che mica vogliono farlo loro, di scappare.

Però vogliono scappare tutti, quindi nessuno alza lo sguardo.

– Come avevamo pensato? – domanda Colin rompendo il silenzio.

E’ sempre stato lui il leader del gruppo, quello che sa prendere le decisioni difficili.

La domanda non ha bisogno di risposta. Edward annuisce ed è il primo a girarsi.

Si danno tutti le spalle. Si toccano, schiena contro schiena.

Le dita di Elizabeth tra quelle del suo ragazzo. Così come quelle di Jodie stringono la manica di Thomas.

Le mani di Adrien tremano ancora sfiorando Edward.

E’ una notte senza luna. Buia come il loro futuro. Senza certezze, ma affascinante e intrigante come non mai. Pieno di promesse.

– Ci rivedremo? – domanda Jodie timidamente. Non poteva andarsene senza averlo domandato, senza averlo sperato.

– Tra quindici anni di nuovo qui. Va bene? Qui, sotto questo lampione! – Colin si infervora al pensiero. L’idea di un futuro in cui le loro vite sono migliori e possono incontrarsi un’altra volta nella loro vecchia vita.

Immagina quando arrivando scorgerà Adrien seduto sulla panchina, sempre guardando in basso. Fantastica sull’arrivo di tutti i suoi amici. Rideranno tanto. Diranno “Ti ricordi…” e ricorderanno. E rideranno ancora.

Poi si incammineranno verso il Connor Pub, il bizzarro bar irlandese all’angolo. Insieme.

E davanti una tazza di cioccolata potranno raccontarsi le loro vite.

Il freddo fa tornare Colin al presente. Gli altri sono d’accordo.

Si rivedranno, è una promessa. Ma ora devono andare.

Muovono insieme quei passi carichi di speranze tanto da essere quasi troppo pesanti.

Prendono tre direzioni diverse e camminano.

Non si voltano indietro.

Forse Jodie sì, ma lo negherà sempre.

La notte inghiotte le tre coppie che svaniscono senza lasciare traccia.

Quando al mattino il paese si sveglierà sentirà un vuoto. La colpa aleggerà nell’aria ghiacciata d’inverno. E tutti si sentiranno colpevoli di aver ferito quelle giovani vite. Per averle schiacciate sotto i pregiudizi. Per averli stretti nella morsa dell’ignoranza. Per averli messi con le spalle al muro.

Colin, Elizabeth, Jodie, Thomas, Adrien e Edward, troppo giovani per ciò che hanno affrontato, ma ancora una volta pronti a rimettersi in piedi.

Mentre i volti stanchi si affacciano alle finestre osservando i ricami di ghiaccio che ha tracciato l’inverno loro sono già lontani e ripensano a come tutto ha avuto inizio, a come da semplici bambini sono cresciuti e si sono scontrati contro il mondo.

***

Il primo personaggio ad essere nato è stato Adrien. Settimana scorsa è venuto a farmi visita cominciando a raccontarmi la sua storia. Una storia piena di gioie e di tristezze. Lo avrete capito, Adrien è gay e, nel suo paesino dalla mentalità ristretta è stata dura convivere con se stesso. E così ha cominciato a sfogarsi raccontandomi del bullismo, delle prese in giro e della reazione dei suoi genitori e dei vicini.

Dopo un po’, grazie ai suoi racconti, ho conosciuto anche Colin e Elizabeth i suoi migliori amici. Anche loro hanno avuto una storia difficile e Adrien infine me li ha presentati.

Da poco sono comparsi anche Thomas e Jodie, ma non li conosco ancora bene…

Non so cosa verrà fuori da questa storia, ma la considero una storia importante per me e per chi come me ora si trova in quello strano periodo detto “adolescenza”. Se deciderete di andare avanti anche voi conoscerete Adrien, Edward, Colin, Elizabeth, Jodie e Thomas e non ve li toglierete più dalla testa.

[La storia continuerà su Wattpad: https://www.wattpad.com/story/92283301-in-any-other-world]

Storie per Bambini – intervista ad Angelo Petrosino

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Oggi la serata libri tratterà di un tema che mi ha sempre incuriosita: i libri per bambini. Da piccola ho sempre provato a scrivere storie per bambini sostenendo che, essendo io stessa piccola, sapevo cosa ai piccoli piace. Non era una cattiva teoria e ancora adesso, delle storie che ho scritto, ce ne sono alcune che mi piacciono davvero molto.

Curiosando nell’infinito oceano del web ho pescato un’intervista ad Angelo Petrosino, l’autore di Valentina, una serie di libri per bambine che mi ha accompagnata per il periodo delle elementari. Valentina per me, a quel tempo, non era solo il personaggio di carta di un libro, era una vera amica.

Dunque questa sera non è dedicata alla lettura ma alla scrittura, grazie all’intervista trovata su http://pennablu.it/scrivere-storie-per-bambini/

Come scrivere storie per bambini

Qual è il primo passo da compiere per scrivere una storia per bambini?

Angelo PetrosinoInnanzitutto bisogna possedere una capacità di empatia nei confronti dei bambini che non è affatto scontata. Non basta ripensare al bambino che siamo stati per entrare in comunione efficace con l’infanzia. I pensieri, i sogni, i desideri, le emozioni, insomma tutta la complessità del mondo interiore infantile deve essere ben presente a chi decide di scrivere per i piccoli.

Non si può scrivere per un bambino immaginario. È necessario inoltre conoscere bene il mondo attuale, la cultura diffusa che attornia l’infanzia e che la condiziona.

Per quanto mi riguarda, l’avere io insegnato per quasi quarant’anni, mi mette in una situazione privilegiata quando scrivo per i bambini. Anche se non bisogna essere stati per forza insegnanti per scrivere in modo appropriato per i ragazzi.

È importante la lunghezza del testo? Quanto incide sul livello di attenzione?

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