Let’s Change

Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere ciò che hai sempre avuto.
(Warren G. Bennis)

Curiosando nel web ho trovato questa frase che mi ha ricordato un libro sulla fisica quantistica spiegata ai ragazzi che ho letto da bambina (quando ero intelligente…quelli sì che erano bei tempi) e che cominciava così:

“Se vuoi che succedano cose diverse, smettila di fare sempre le stesse cose.”

Sembra qualcosa di banale, ma estremamente vero.

Siamo così abituati a vivere nella routine che anche lamentarci della routine è diventato routine.

Ma facciamo mai davvero qualcosa per uscirne, da questa routine?

Forse la verità è che ci da sicurezza, fare tutto come il giorno prima e sapere che il giorno dopo sarà uguale ci fa sentire al sicuro. Non c’è niente di cui preoccuparsi.

Credo che per riuscire a fare qualcosa di davvero diverso serva molto coraggio.

In fondo noi non siamo che fatti di ciò che è stato e di ciò che avrebbe potuto essere, di ciò che saremo e di ciò che potremmo essere. Ogni scelta fatta la mattina fa deviare la nostra storia personale su un possibile futuro, più è monotona la nostra vita più sarà monotono ciò che la vita ci darà in cambio.

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Keep on Walking è online!!

Dopo aver lasciato il video a caricare per 27 ore per riuscire a pubblicarlo in HD era finalmente arrivato all’80% e io, presa da un attimo di totale deficienza, dopo aver controllato le mail, ho spento il computer…

Così addio altadefinizione e ho deciso di pubblicarlo con un peso minore e così:

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Non ci posso credere! Sono davvero riuscita a cominciare questo progetto 🙂

Se foste interessati a dare una sbirciatina…

Keep on Walking

Buonasera cari lettori affezionati! (Come no…)

Sono tornata dalle vacanze pasquali carica di progetti e novità…cosa bolle in pentola? Non voglio anticipare troppo (ma sono davvero euforica quindi probabilmente lo farò).

Ormai mi conoscete, non sto mai ferma e ho sembre idee in corso e ora sto per lanciare un nuovo progetto. Ma facciamola breve: nella mia presuntuosità sto per aprire un canale youtube derivato dalla passione per i viaggi e per la nuova mania di filmare (nata dalla mia adorazione nei confronti di PIF).

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Negli ultimi tre giorni non ho fatto che montare tutte le riprese fatte in vacanza e tra un paio di giorni dovrei pubblicare il mio primo video…

Di cosa tratterà? Ammetto che non mi sarei mai aspettata di fare un video del genere, in vacanza mi sono ritrovata nell’Oasi Dunale del Gineprino, in Toscana, un’area naturale protetta ormai un po’ trascurata e da questo è partito una sorta di appello…

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E qui mi fermo, il resto lo troverete nel video!

Intanto un ringraziamento speciale a tutte le persone che hanno sopportato le mie imbarazzanti interviste a random e che hanno così reso possibile la realizzazione del video!

Il canale si chiamerà “Keep on Walking” e niente, tutto qui…ci vediamo tra un paio di giorni su youtube!

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Back on Track – Band Emergente

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Giovedì 30 marzo mi sono ritrovata al locale “Legend Club” di Milano in una serata dedicata al contest musicale Emergenza Festival, il più grande festival del mondo dedicato alla musica emergente.

Protagonisti della serata sono dunque nuovi volti, giovani e no, che si sono affacciati sul mondo della musica pronti ad essere giudicati dal pubblico attraverso voto aperto: se la band ti è piaciuta basta alzare la mano. Metodo semplice ma efficace.

Ed è stato con 90 voti che i “Back on Track” si sono aggiudicati la vittoria e sono passati in finale, serata che si terrà il 12 maggio al “Tunnel” altro locale Milanese e poi chissà…forse arriveranno anche all’Alcatraz.

Ma andiamo a conoscere più da vicino questi giovani ragazzi che animati da una sincera passione per la musica sono riusciti a conquistare il pubblico:

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Ilaria Cuzzola, 17 anni, cantante.

Mattia Scravaglieri, 18 anni, tastiera.

Mattia Zerbinati, 16 anni, chitarra.

Marco Fiorentino, 17 anni, basso.

Stefano Pollet, 16 anni, batteria.

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Su facebook si descrivono semplicemente come una “rock band formata da cinque ragazzi” e certo, potrei fermarmi qui, ma non credo che renderei loro giustizia.

In uno spazio sul palco di solo mezz’ora sono riusciti a scaldare il pubblico con la loro simpatia e la loro bravura suonando cover come “Feeling Good” – Muse, “In The Heat Of The Moment” – Noel Gallagher’s High Flying Birds o “Johnny B. Goode” – Chuck Berry.

Ma ciò che probabilmente ha attirato davvero l’attenzione è stata la presentazione del loro primo inedito:

“At the Moment”

Chi dice che i giovani d’oggi non hanno nulla da dire? Con la loro canzone questi cinque ragazzi sembrano affermare proprio il contrario.

Spazio ai giovani dunque! È proprio questo lo scopo di Emergenza Festival, andare a scoprire nuovi talenti, come potrebbero essere i “Back on Track”…

Continuiamo a seguirli in questa avventura tra i locali di Milano, io ci sarò, e voi?

Appuntamento il 12 maggio, ore 21.00 al Tunnel Club.

Nell’attesa, se voleste saperne di più:

Resetta

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Vi è mai capitato di arrivare ad un momento della vostra vita in cui avete avuto bisogno di un reset?

Un periodo durante il quale avete cominciato a sviluppare un carattere che non vi rispecchiava davvero e non riuscivate più a sentirvi voi stessi e siete riusciti a fermarvi e mettere ordine, per poi ripartire?

Io credo che ieri sia stato il mio giorno di reset.

Ormai è dall’estate 2016 che sono andata avanti un po’ a sbalzi d’umore tra periodi di completa “accidia” (citando Petrarca) e periodi isterici pieni di impegni…avere avuto un’estate piuttosto difficile, diciamo dal punto di vista psicologico, ha compromesso l’inizio dell’anno scolastico durante il quale mi sono un po’ trascinata, non tanto per quanto riguarda lo studio e il profitto scolastico, ma da un punto di vista emotivo e caratteriale.

In poche parole: non ero più io.

Se penso a me prima di questa estate penso ad una persona solare, determinata, sempre ottimista e propositiva, ora invece mi guardo e vedo una ragazza polemica, mai contenta, piena di grandi propositi per i quali non fa nulla affinché si realizzino…

Diciamo che tutto questo è stato alimentato da un po’ di motivi, alcuni dei quali non citerò perchè eccessivamente personali e altri come la morte di mia nonna paterna seguita dalla caduta in depressione della nonna materna. E questi due sono stati fattori molto importanti, seguiti da altri più stupidi come la nascita di sentimenti verso un ragazzo rivelatosi gay (un ragazzo del quale ora non potrei fare a meno, ma scontrarmi con la sua vita ha comportato l’immergersi in un’altra realtà complessa e non sempre felice) e le recenti incomprensioni con un’amica alla quale tengo molto. Mettiamoci poi la totale perdita di fede, la consapevolezza di non poter fare nulla di fronte alle grandi disgrazie che colpiscono ogni giorno il nostro mondo…questo tanto da cadere nel loop del sentirsi in colpa per sentirmi male con me stessa quando apparentemente la mia vita andava bene e invece nel mondo c’erano situazioni molto più serie.

E così, dopo otto mesi in questa situazione, ieri mi sono detta “basta!”.

Mi sono presa un giorno di vacanza e non sono andata a scuola così da avere un attimo di respiro per poter riprendere in mano la mia vita. Ho finalmente messo in ordine la camera, ripreso a leggere, mi sono rimessa in pari con i compiti e lo studio…

Pochi giorni fa in un’intervista a non mi ricordo chi ho sentito l’intervistato dire “siamo noi che scegliamo di essere felici” e mi sono resa conto che un tempo anch’io ci credevo ed è stato il punto di partenza del mio reset.

Obiettivo?

Cancellare questi otto mesi per tornare ad una situazione di equilibrio.

Cancellare apparenti amicizie che in realtà sono solo dannose.

Cancellare l’apatia.

Cancellare le spalle curve e lo sguardo basso.

Cancellare le polemiche.

Certe cose non si possono cancellare…certe cose scoperte questa estate rimarranno sempre qualsiasi cosa faccia, ma sono io che scelgo come vivere domani, quando ormai il ieri è immodificabile.

 

Il monologo che devo studiare per teatro termina così:

“Forse siamo fatti in ugual misura di ciò che è stato e di ciò che avremmo potuto essere.”

Ancora ho centinaia di futuri possibili davanti, sta a me scegliere quale vivere.

Quelli dell’artistico…

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Quelli dell’artistico si sono un po’ stancati di sentirsi dire che la loro scuola è inutile e che si disegna e basta. È un mito comune un po’ troppo diffuso che va sfatato…si sa, tra gli adolescenti ci sarà sempre la rivalità del “la mia scuola è migliore della tua” anche se non se ne capisce bene il motivo (dato che a scuola ci andiamo tutti quindi siamo sfigati uguali, scusate il francesismo) e così questa sera raccolgo qui i pensieri più diffusi e condivisi tra i ragazzi dell’artistico che troppo spesso non vengono presi in considerazione da tutti gli altri (liceali).

  • Quelli dell’artistico ci tengono a dirvi che se si chiama LICEO un motivo ci sarà.
  • Quelli dell’artistico, dopo aver studiato come voi filosofia, letteratura, storia, inglese, chimica, fisica, matematica ecc si ritrovano a mezzanotte a ripassare a china la tavola di geometriche…
  • …quelli dell’artistico, quando alle due di notte stanno finalmente ripassando l’ultima riga della tavola di geometriche sbavano e gli tocca ricominciare da capo (perchè due volte su tre usando la lametta bucano il foglio)
  • Quelli dell’artistico vogliono dire a tutti quelli che sostengono che noi non si fa nulla che mentre voi siete ancora ad Aristotele noi abbiamo finito il programma di filosofia e abbiamo cominciato quello di quarta.
  • Quelli dell’artistico si beccano tre in plastiche perchè un primino @?*%%! (ancora devo trovarlo) ha spostato la loro statua sopra il calorifero prima che fosse finita e quella si è seccata, crepata e distrutta una settimana prima della consegna.
  • Quelli dell’artistico si ritrovano in piena notte a dover disegnare ventiquattro piedi copiandoli da quelli di Piero della Francesca (e prendono cinque meno meno perchè dopo i primi sei hanno cominciato a farli tutti uguali).
  • Quelli dell’artistico fanno trentacinque ore alla settimana.
  • Quelli dell’artistico spendono 60 centesimi ogni mattina per comprare un foglio.
  • Quelli dell’artistico a volte si ritrovano un adorabile cugino\cane\gatto\migliore amico che immancabilmente si siede sulla tavola di geometriche il giorno prima della consegna.
  • Quelli dell’artistico arrivano a casa con più trementina nei polmoni che ossigeno.
  • Quelli dell’artistico, considerati drogatissimi, vorrebbero far notare che quando è stata fatta la retata antidroga tutti quelli che son stati beccati erano dello scientifico di fronte.
  • Quelli dell’artistico non si fanno più problemi a girare coi pantaloni sporchi, tanto tra tempere, olio, gesso, creta, plastilina, cera…ce n’è sempre una.
  • Quelli dell’artistico passano tre quarti della loro vita a lavare i pennelli.
  • Quelli dell’artistico detestano le persone che dicono “Ah vai all’artistico, sei bravo a disegnare?”
  • Quelli dell’artistico si ritrovano costretti a Natale a disegnare i bigliettini per i parenti.
  • Quelli dell’artistico devono andare in vacanza con una valigia solo per gli strumenti da disegno perchè avranno qualche centinaio di tavola da fare “per non perdere la mano”
  • Quelli dell’artistico si ritrovano a spacciare gomme perchè il professore gliele ritira perchè sostiene che un vero artista non cancella.
  • Quelli dell’artistico passano così tanto tempo a fare tavole che dimenticano quanto sia bello fare un disegno per il gusto di farlo.
  • Quelli dell’artistico si sentono ripetere ogni giorno che si ritroveranno a vivere sotto i ponti.
  • Quelli dell’artistico vorrebbero dire che se hai una verifica e studi non hai problemi, se hai una verifica di disegno e quel giorno proprio i disegni non ti vengono non c’è nulla che tu possa fare.

 

Quelli dell’artistico sopportano tutto questo perchè loro, a scuola, stanno bene. Perchè all’artistico nessuno ti giudica per come ti vesti, per come cammini, per cosa leggi o cosa ascolti. Perchè siamo stravaganti. Perchè in giro per i corridoi parliamo con tutti, anche se non li conosciamo. Perchè è troppo bello tornare a casa ed esclamare “oggi ho fatto un piede di creta!” ed essere davvero soddisfatti di ciò. Perchè quando torniamo a casa che puzziamo di olio di lino e con le mani sporche ci sentiamo vivi. Perchè siamo artisti, siamo diversi, e non ce ne frega niente se voi pensate di studiare di più: sapete che vi dico? Forse è vero, studierete anche di più; tenevi pure tutte le vostre ore di matematica, noi almeno ci emozioniamo davanti al David di Michelangelo e ogni tanto, quando un disegno ci viene proprio bene, ci sentiamo un po’ Van Gogh.