Passate a trovarmi

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Avete mai sentito parlare delle “community” di Google+?

Io le trovo degli spazi molto carini per la condivisione di informazioni.

La grafica semplice ed intuitiva di Google le rende accessibile a tutti ed è permesso crearne di qualsiasi tipo. Scegliendo un argomento si può entrare in contatto con altri utenti che condividono gli stessi interessi, si possono pubblicare commenti, idee, immagini, video, il tutto con una semplicità estrema.

Anch’io mi sono lanciata in due differenti community che ruotano attorno a due argomenti di cui vi ho già parlato ampiamente:

La prima è dedicata alla serie di libri “Ulysses Moore”

https://plus.google.com/u/0/communities/114161918293961065102

 

mentre la seconda, nata qualche minuto fa, è dedicata alla serie tv “The Flash”

https://plus.google.com/u/0/communities/116595557871565387774

 

 

Intervista a Pierdomenico Baccalario

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Solitamente cerco sempre di pubblicare articoli scritti dalla sottoscritta, questa volta però vi metterò semplicemente a parte di un’intervista che avevo scovato in rete un po’ di tempo fa e che oggi mi sono ritrovata a rileggere ed essendo che ormai ho già cominciato ad asfissiarvi con la mia ossessione per Ulysses Moore, tanto vale continuare.

Sul sito “il viaggiatore curioso” è stata trascritta un’intervista che l’autore dei miei amati libri ha rilasciato, mi pare, nel 2010, vi metto dunque a parte di questa intervista per svelarvi altre piccole curiosità sui Luoghi Immaginari.

INTERVISTA

Come le è venuta l’idea per la saga di Ulysses Moore?
PB: Da un viaggio in Cornovaglia e un baule pieno di oggetti, che mi sono ritrovato tra le mani. Sono cresciuto in una famiglia che mi ha insegnato a curiosare tra le cose vecchie, prima di entusiasmarmi troppo per quelle nuove.

Come mai ha scelto la Cornovaglia e ha inserito continui richiami all’Odissea?
PB: È una terra molto bella, con uno splendido mare, soprattutto in inverno. Non amo particolarmente il mare come caldo, spiaggia e ombrellone. Ma amo le scogliere e i luoghi silenziosi.

Quale libro della saga è stato più divertente/interessante da scrivere?
PB: Il primo. L’ho scritto in cinque giorni. E il settimo, che dà il via alla seconda saga.

Ha intenzione di scrivere altri libri con gli stessi personaggi della saga facendoci sapere qualcosa di più sugli altri Luoghi Immaginari?
PB: Sì. Uno uscirà nella primavera del 2012 e si intitola “La Bottega Battibaleno”. Pierdomenico esce allo scoperto, firma il libro, ma continuano ad esserci i viaggiatori immaginari, e le quattro chiavi. Quindi, l’esplorazione continua. Un’altra storia con i viaggiatori immaginari è Maydala Express, titolo sciagurato per un libro che io volevo intitolare “Un Biglietto per Chissàdove”, scritto con l’amico Davide Morosinotto, ora impegnato in un’esplorazione della giungla australiana (dico davvero). E un altro bel viaggio è quello di Otto Folgore Perotti in Cyboria – il Risveglio di Galeno, dove si cominciano a chiudere i collegamenti tra viaggi immaginari, costruttori di automi, e… bè. Mica posso dirvi tutto!

Quanto della seconda serie è stato creato dopo la scrittura della prima? Quali cose erano già nel progetto originario e quali sono state aggiunte o modificate?
PB: La struttura del labirinto sotterraneo non mi era venuta in mente durante la prima serie. Sapevo della spaccatura, ma non di cosa potesse esserci sotto. E sapevo di Spencer, perché era il segreto iniziale della sparizione di Penelope. Andate a cercarvi la storia misteriosa di questi personaggi e di come sono scomparsi e riapparsi nella storia.

Per dare vita ai protagonisti ha preso ispirazione da persone reali? Se sì, da chi?
PB: Come sempre si fa, si usano nei libri le persone che si conoscono. Mi piace immaginare che il carattere di Nestor e il suo modo di risolvere i problemi sia quello di mio padre. E credo di assomigliare nell’avventatezza un po’ a Jason. Julia è ispirata a Beatrice, una mia grande amica dell’adolescenza, che ora vive a Ceylon, che ho “usato” anche per un altro libro, il Codice dei Re (dove si scoprono cose sulle lingue proibite, che sono un ulteriore collegamento con quanto si scoprirà nella Bottega Battibaleno e sulla lingua del Disco di Festo). Rick è liberamente ispirato al mio amico Andrea Olivieri, che forse ora tanto amico non lo è più, nel senso che è cresciuto e diventato un avvocato importante, mentre io, come vedete, ho scelto le storie.

C’è un personaggio a cui si è affezionato particolarmente o che ha trovato stimolante sviluppare?
PB: Credo Peter Dedalus, perché è il più controverso e misterioso.

Ulysses Moore – Dettagli

Qual è la pronuncia del nome “Ulysses Moore” di colui che l’ha creato?
PB: Ulisses. Senza la “iu” iniziale.

Cosa rappresenta l’immagine al centro del logo di Ulysses Moore nel nono libro?
PB: E’ una mappa. Ma per ora non posso dirvi davvero niente di più. Tranne forse che potreste cercare online informazioni sullo spato islandese, o cristallo dei vichinghi. C’è stato recentemente un bell’articolo sul National Geographic.

Chi è la donna del logo dell’undicesima copertina?
PB: Lo saprete questo autunno.

Prima della data di pubblicazione effettiva dei volumi, in rete sono circolate alcune versioni “alternative” delle copertine del settimo e del decimo libro (di cui abbiamo parlato in questo e inquesto articolo). Un utente afferma addirittura di essere riuscito ad acquistare una versione de Il Paese di Ghiaccio con la “copertina fantasma”. A cosa sono dovute queste incongruenze?
PB: Credo che l’utente abbia ragione. E’ uscita una versione particolare di alcuni libri. A volte sono copie che vengono portate fuori in gran segreto dalle case editrici, chissà da chi. Ulysses Moore suscita sempre molto interesse e curiosità. E ci sono decine di immagini ancora mai pubblicate, che speriamo prima o poi che vedano la luce.

Sempre tramite Internet era stato reso noto il titolo del decimo volume come Il Libro del Vento. Pura invenzione di qualche sito?
PB: No. La notizia è vera. Era il titolo che Ulysses voleva.

Come funziona il tempo nei Luoghi Immaginari? Mettiamo che io attraversi la Porta della Casa degli Specchi e mi rechi nella Venezia del 1700 e che qui faccia varie cose, conosca persone, eccetera; poi torni a casa. Quando tornerò a Venezia, in quale momento sarò arrivato: prima o dopo aver conosciuto quelle persone? Pian piano quella Venezia si trasformerà in una Venezia sempre più moderna?
PB: No. Non è una questione di tempo. Non tutti i luoghi “storici” sono diventati immaginari. Venezia è il problema principale. Ma ce ne sono altri almeno altri quattro, di cui per ora ho avuto modo di ricostruire una Vienna, una Londra e una Buones-Aires, che vivono questa doppia vita. Mi spiego. Eldorado, Atlantide, Mu e tutti i vari luoghi “immaginari” raggiungibili da quelli reali sono semplici da spiegare: sono luoghi al di fuori del tempo, che così rimangono sempre. Ciò che accade lì accade lì e basta. Non c’è un’evoluzione o una storia per cui questi luoghi diventano qualcosa d’altro. Immaginali come all’interno di una bolla. I luoghi più complicati, come Venezia, contengono dentro di sé una di queste bolle, che rimane staccata dalla Venezia storica, quella che possiamo visitare tutti i giorni. Staccati eppure presenti, come un’ombra continua, un fantasma, un’idea. E magari raggiungibili svoltando in un certo momento in un certo vicolo. Per quanto riguarda lo scorrere del tempo, mi risulta che sia costante, almeno in tutti i luoghi immaginari di cui ho conoscenza.

Nell’ultimo volume viene detto che le vele nere ritrovate nel Club dei Viaggiatori Immaginari vengono montate sulla nave volante di Pandora, ma questa si trova nell’isola inospitale delle scimmie nei Porti Oscuri. Come possono aver raggiunto questo luogo con le vele senza la nave, che appunto si trova già “imprigionata” a destinazione? O viceversa, il problema è il medesimo.
PB: Dal dodicesimo libro è stato tolto un intero capitolo che lo spiegava. Cercherò di recuperarlo e di mandarvelo. Ma non credo che sarà una cosa semplice.

Nel nono libro, Ultima dà a Rick il suo carnet, poi Rick entra nella porta d’Avorio che, dopo aver affrontato la creatura oscura presente nel Labirinto, torna a Kilmore Cove insieme ai fratelli Forbice, Jason e Anita. Come mai nel 10 libro, il carnet è di nuovo in mano a Ultima?
PB: Anche qui è colpa di un taglio del testo. Ora controllo sui diari. Se non ricordo male, Rick lasciava il carnet di nascosto prima di entrare nella porta, decidendo, con un gran sospiro, di affrontare la parte oscura senza il libro-finestra. Nel labirinto, di fatto, Rick non usa il libro, ma arriva al momento dello scontro con la creatura oscura (il minotauro del labirinto). Tra l’altro, nel labirinto Rick ha un incontro molto particolare, che non è rivelato nel testo, ma che potrebbe esserlo in futuro.

A Bologna vi è una fontana con tre tartarughe. “Raymond Moore” lo sapeva? È mai stato a Bologna?
PB: Non credo che lo sapesse. Direi che bisognerà informarne Ulysses e controllare tra i libri di Raymond.

Ulysses Moore – Il film

È vero che si è pensato di portare la serie di Ulysses Moore sul grande schermo?
PB: Sì. Ci abbiamo pensato.

Come procede il progetto?
PB: C’è un trailer e una pre-produzione. Ma niente di più. Stiamo a vedere.

Domande personali

Come ha avuto l’idea di catapultarsi all’interno della saga, sotto le vesti del misterioso Traduttore?
PB: Mi piaceva avere un ruolo defilato rispetto all’autore, e credo che il ruolo del traduttore fosse la cosa migliore. La casa di cui parlo nel libro era la mia casa di Verona. E da lì si citano Emilio Salgari e La Spezia, che è la città di Iacopo Bruno, l’altra grande mente che si nasconde dietro all’universo visivo e fantastico di Ulysses Moore. Ricordatevi che, se avete amato Ulysses Moore, lo dovete sia alla fantasia di chi l’ha scritto, sia di chi l’ha disegnato.

Alcune delle ambientazioni della saga di Ulysses Moore sono state mete dei suoi viaggi? Se sì, quali sono stati i suoi preferiti?
PB: Tutte le foto che sono presenti nel libro sono foto reali e tutte di luoghi davvero “particolari”, come quelle che vi ho messo online e che potete vedere. (Guarda le foto)

Ha in progetto altri libri? Se sì, potrebbe darci un’anticipazione?
PB: Di Ulysses Moore? Lui non ne vuole sapere. Ma c’è un certo fermento nei Viaggiatori Immaginari. Quindi è possibile che lo tireranno per la giacchetta e lo convinceranno. Se sarà così, vi avvertirò.

Spero che l’articolo sia stato d vostro gradimento 🙂 spero sempre che qualche altro fan della saga scovi miracolosamente uno dei miei post così che io possa trovare qualcuno con qui perdermi in teorie di viaggi immaginari 🙂

In ogni caso, per i pochi vagamente interessati, sono ancora motivata nello scrivere i riassunti di tutti i libri, voglio però essere assolutamente precisa, quindi scriverò il riassunto relativo al secondo dopo averlo riletto…in questo momento ho un sacco di libri tra le mani (la saga di “Sono il numero 4” l’ultimo di libro di Sherlock Holmes scritto da Arthur Conan Doyle e altri vari libri ispirati al personaggio ma scritti da altri autori come “la soluzione sette per cento” o “il mandala di Sherlock Holmes – gli anni mancanti”, altro libro che aspetto di leggere da una vita è “Nessun Dove” di Neil Gaiman, finalmente prenotato in biblioteca…quindi, per farla breve, ci sarà tempo anche per Ulysses Moore “la bottega delle mappe dimenticate”, devo solo divorare prima qualche libro

Le porte del Tempo

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Rieccomi tornata all’assalto…ho deciso di gettare anche chiarezza sul numero esatto delle porte del tempo e sulla loro destinazione. Qui sopra la cartina con le varie posizioni.

  1. Faro: chiave del Mammut: Siberia

  2. Fattoria Beamish (stazione): chiave del Cavallo: Medio Evo XIII secolo

  3. Libreria Isola di Calypso: chiave della Balena: Atlantide

  4. Pasticceria Chubber: chiave della Scimmia: Eldorado

  5. Giardini Turtle Park: chiave del Drago: Cina Antica

  6. Casa Biggles: chiave del Gatto: Antico Egitto

  7. Owl Clock: chiave del Leone: Venezia del 700

  8.  Torre di Salton Cliff (Villa Argo): 4 chiavi: Ovunque

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Ulysses Moore – La porta del Tempo

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Mi sono resa conto (guardando le statistiche del sito) che un sacco di gente finisce sul mio blog per ricerche legate a Ulysses Moore, una saga di cui avevo parlato qualche tempo fa. Nell’articolo precedente avevo semplicemente fatto una panoramica sull’intera saga, notando però queste curiosità ho deciso (per quanto mi sarà possibile) di approfondire ogni capitolo della saga.

Si parte così dal primo libro:

La porta del tempo

(ATTENZIONE: l’articolo potrebbe contenere spoiler [anticipazioni])

Questa storia comincia con un trasloco. La famiglia Covenant, composta da due gemelli; Julia e Jason Covenant e dai due genitori, abbandona la città per scappare dal casino, giungendo a trovar un paesino sperduto, nemmeno segnato sulle mappe, che porta il bizzarro nome di Kilmore Cove. Non solo questo paesino e la loro nuova casa, avranno addirittura l’opportunità di alloggiare nella casa più bella della zona: Villa Argo.

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Villa Argo è una casa dalle moltissime stanze, abbarbicata in cima alla scogliera di Salton Cliff. I due ragazzi, distinguendosi dal resto degli adolescenti, non criticano la scelta dei loro genitori di andare a vivere in un posto dove nemmeno prende internet, anzi, Jason, fissato coi fumetti, si mette subito alla ricerca di fantasmi. Precisamente alla ricerca del vecchio proprietario.

Perchè il vecchio proprietario, il signor Ulysses Moore è sparito, dopo la presunta morte dell’amata moglie Penelope.

Compagno delle avventure dei due fratelli sarà preso Rick Banner, ragazzo del paese che ha sempre avuto il sogno di entrare a Villa Argo e, grazie alla sua amicizia coi gemelli, in un giorno di diluvio, avrà addirittura l’occasione di passarci la notte.

I signori Covenant, per via di problemi con l’agenzia di trasporti, sono costretti a tornare in città, lasciando i ragazzi alle cure di Nestor, lo scorbutico giardiniere che si prende cura della casa da moltissimi anni.

Non ci vorrà molto ai ragazzi per scoprire il lato buono e disponibile dell’anziano.

Quelle di Jason non sono solo fantasie, a Villa Argo si nasconde davvero qualcosa, qualcosa che loro non possono nemmeno immaginare, ma che in poco tempo scopriranno.

E sarà una disgrazia a metterli sulla pista giusta.

Il pomeriggio prima del temporale i ragazzi si ritroveranno a correre sulla scala di pietra che dalla casa porta alla spiaggia.

Jason, inciampando nei gradini si ritroverà appeso per miracolo a uno spuntone di roccia, sotto di lui la scogliera.

Lentamente cecherà degli appigli più saldi.

Infilando la mano in un buco.

In quella fessura troverà un pacco.

I misteri di Villa Argo sono difficili da decifrare, servono logica, coraggio e gioco di squadra.

Cosa fareste voi se vi trovaste in mano un pacchetto contenente il modellino di una nave e un scatolina contenente “Terra-Luce”; ovvero così definite da un foglietto delle palline di terra.

Nella scatola vi è anche un messaggio in lingua sconosciuta, ma il vecchio proprietario non si faceva mancare nulla, nell’immensa biblioteca i ragazzi trovano subito ciò che serve: il dizionario dei linguaggi dimenticati.

Tradotto il messaggio si ritrovano increduli a leggere di una flotta…una flotta nascosta sotto la scogliera di Salton Cliff.

Nella casa troveranno anche la ricevuta di un pacco da ritirare alla libreria Calypso “Buoni libri salvati dal mare”.

Il pacco contiene quattro chiavi molto bizzarre.

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Alligatore. Istrice. Rana. Picchio. Sono questi gli animali in ferro battuto che le ricoprono.

Si sa, le chiavi servono ad aprire, ma cosa aprono a Villa Argo?

E’ una porta, una porta nera, graffiata e vecchia ma indistruttibile che era stata nascosta dietro un armadio.

Posizionate le chiavi nel giusto ordine nelle quattro serrature (dopo vari tentativi decifrano il codice: vanno inserite seguendo l’ordine della catena alimentare) la porta si socchiude, conducendoli all’interno della scogliera.

Si trovano in una sala con quattro porte, ogni porta un simbolo. Sul pavimento c’è incisa una frase, tracciata circolarmene e ripetuta in maniera palindroma, attraverso la decifrazione di anche questo enigma sceglieranno la giusta porta e proseguiranno per stretti cunicoli.

Troveranno anche il modo di utilizzare la Terra-Luce.

In un angusto spazio completamente buio seguito da un crepaccio Jason si metterà a lanciare le palline e sentendole rimbalzare riesce a capire di quanto eve saltare per superare il buco.
La meta del percorso è una grotta sotterranea rischiarata da sciami di lucciole. Un lago ricopre gran parte del terreno e, senza che nessuno sappia come vi è arrivata, in mezzo al lago, ondeggia una nave.
Una nave vichinga: un Dakkar per l’esattezza.
Sarà Jason a muovere la nave grazie all’immaginazione.
E la nave li porterà sull’altra riva, dove un’altra porta li attende.
Ma dietro la porta, cosa si nasconde?
E così si conclude il primo libro, lasciandoti pieno di domande e dubbi irrisolti.
Ma ormai sono qui e alcune curiosità su come funzionano le porte del tempo posso anche elencarvele.
Prima di tutto bisogna dire che Kilmore Cove sorge su un intricato sistema di gallerie sotterranee che collegano Villa Argo, il parco e altri vari luoghi interessanti. Ancora più in profondita vi è il labirinto e altri luoghi detti “immaginari”. E’ a questo che servono le Porte del Tempo (8 in tutto) ognuna conduce in un luogo immaginario differente, mentre la porta di Villa Argo porta a tutti, basta saper indirizzare la Metis (la nave) col giusto coraggio verso la meta desiderata.
Le porte del tempo hanno una legge: per quante persone attraversano la porta all’andata altrettante dovranno tornarne. Finché non vi sarà il rientro le porte resteranno chiuse dal lato di Kilmore Cove.
Per oggi credo che possa bastare così, il primo libro lo conosco piuttosto bene, ma spero di riuscire a fare un resoconto preciso anche per i prossimi.
Vi lascio di seguito la cartina di Kilmore Cove, la mail che “Il Traduttore” (per delucidazioni date un’occhiata al post “Ulysses Moore”) invia alla casa editrice e uno scorcio di un sentiero della Cornovaglia nei pressi del paesino Zennor dal cui l’autore si è ispirato per far nascere le avventure di questo libro.

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*Andando avanti coi libri si scoprirà che non è stato Ulysses Moore a commissionare la traduzione dei suoi taccuini, ma Leonard Minaxo, il guardiano del faro, che vuole far conoscere al mondo le Porte del Tempo e la loro storia.

Indovinello primo libro

« Se con quattro una apri per sorte,
di quattro tre indica il motto,
di quattro due andranno alla morte
e una di quattro porta di sotto.
 »

Ulysses Moore

Bene bene, eccomi tornata all’attacco con una piccola recensione.

Ulysses moore

ATTENZIONE: PUÒ CONTENERE SPOILER

Ulysses Moore…avete mai sentito, o meglio, letto questo nome? Se la risposta è negativa vi conviene rimediare il prima possibile dato che avete qui una grandissima fan di questa serie; si tratta per l’appunto di una serie di libri scritta, o meglio, “tradotta” da Pierdomenico Baccalario (autore anche di “Century”, “La strada del guerriero”, “Cyboria” e molti altri libri tutti fantastici). Tradotta? In poche parole questo autore ha inventato un personaggio a cui ha dato il nome di Ulysses Moore (a volte mi piace pensare che esista davvero, anche se sarebbe impossibile) a cui attribuisce la stesura di tutti i libri. Ciò che leggiamo infatti sarebbero i taccuini di Ulysses che sono pervenuti a Baccalario grazie a Leonard, il guardiano del faro di Kilmore Cove che ha deciso che tutti dovrebbero essere messi a parte dell’esistenza delle porte del tempo.

Avete capito qualcosa?

Presumo proprio di no, dunque cercherò di fare mente locale e ripartire da zero.

Prima di iniziare la storia centrale, la “redazione” (che non si sa da chi sia composta) avverte che il primo volume è stato trovato in un baule insieme ad altri, da un loro collaboratore in Cornovaglia. Questo collaboratore (Pierdomenico Baccalario) aggiunge di voler trovare la città ove risiederebbe lo scrittore di questi diari, Ulysses Moore. Ma la città, Kilmore Cove, appare inesistente. Egli, comunicando ciò, ogni volta invia alla redazione la traduzione dei quaderni. Nel secondo libro, lo stesso traduttore, dice di continuare le ricerche su Kilmore Cove, e nel terzo di trovare una guida turistica riguardante la medesima città. È poco dopo la traduzione del quinto libro, che non arrivano più notizie riguardanti il collaboratore. Preoccupata, la redazione attende il sesto e ultimo volume, che arriva insieme ad un telegramma da Kilmore Cove, prova inconfutabile che il traduttore ha trovato l’anonima cittadina. Alla fine del libro, in una lettera, spiega di essere stato a Kilmore Cove, ma rimane abbastanza vago su questo argomento. Con questo congedo, la saga appare ormai conclusa, lasciando però in sospeso alcune questioni.

Fonte: Wikipedia (si, so che dico sempre che tutto ciò che scrivo sono sempre e soltanto mie idee, ma questa è solo una piccola parentesi per contestualizzare il fatto che P.B Baccalario sia solo il traduttore e questo pezzetto di Wikipedia mi pareva abbastanza esaustivo, il centro dell’articolo deve ancora arrivare e quello si che sarà opera mia, anche a correre il rischio che non si capisca niente :D)

Dunque…Tutto comincia quando due ragazzi Julia e Jason Covenan, due gemelli per l’esattezza, giungono in un paesino della Cornovaglia chiamato Kilmore Cove e alloggiano nella vecchia casa in cima alla scogliera che prende il nome di Villa Argo, la vecchia dimora di un uomo chiamato Ulysses Moore e sparito misteriosamente per andare alla ricerca della moglie, Penelope. Assieme a loro vivrà anche Nestor, il giardiniere di fiducia di Ulysses.

I ragazzi, però, non sanno che quello sarà solo l’inizio di non una, ma bensì moltissime avventure.

Esistono infatti delle porte che prendono il nome di “Porte del Tempo” che permettono di raggiungere i “Luoghi Immaginari” e Jason e Giulia, inseme anche a Rick, il loro nuovo amico, verranno a conoscenza di questo segreto serbato gelosamente da quel paesino che non compare sulle mappe.

Le porte, in tutto, sono (mi pare…ho un vuoto di memoria, provvederò a controllare al più presto) sette. Ognuna delle sette porte conduce ad un luogo immaginario ben preciso, tutte meno che una: la porta di Villa Argo. Questa porta (che presenta quattro serrature) conduce in una serie di gallerie labirintiche celate nella scogliera.

« Se con quattro una apri per sorte,
di quattro tre indica il motto,
di quattro due andranno alla morte
e una di quattro porta di sotto.
 »

Il bello di questi libri è che sono anche pieni di enigmi e ti sentirai dentro alla storia in una maniera incredibile. Quando leggo un libro il mondo magico di cui sto leggendo, gli omicidi se si tratta di un giallo, le foreste e i dieserti…vivono solo finché ho il libro aperto, quando la copertina viene chiusa so benissimo che tutto ciò che ho letto non esiste (a meno che non si tratti di una storia vera…ma questa è un’altra cosa), la serie di Ulysses Moore è l’unica che mi fa dubitare molto spesso che Kilmore Cove, che Ulysses Moore, che le porte del tempo possano esistere davvero.

Dunque, tornando all’indovinello (ce n’è uno in ogni libro e viene riportato sul retro della copertina e io mi ero fatta il silenzioso patto che avrei aperto il libro e lo avrei cominciato solo se fossi giusta a una spiegazione plausibile dell’indovinello…)

Questo qui sopra vuole dire: “Se con quattro una apri per sorte…” si riferisce alle quattro chiavi e “una” è la porta di Villa Argo. Per sorte vuole indicare anche “per fortuna” perchè le chiavi devono essere messe nel giusto ordine.

“Di quattro tre indica il motto…” Una volta superata la porta si troveranno in una sala scavata nella scogliera, una sala circolare sulla quale si affacciano altre quattro porte. Sul pavimento vi è scritto un’altra specie di indovinello “il motto”.

I tre ragazzi capiscono che solo una porta conduce in qualche luogo, mentre le altre potrebbero condurre alla morte. Grazie alla decifrazione del motto capiscono qual è la porta da imboccare.

Si ritroveranno in u posto ancor più misterioso. Una specie di lago sotterraneo dove dimora una nave. Un dakkar vichingo per l’esattezza, la “Metis”, la nave che conduce a tutti quanti i luoghi immaginari raggiungibili con le altre porte.

La serie di Ulysses Moore conta 12 libri che hanno come protagonisti Julia, Jason, Rick Banner e in seguito si aggiungerà anche Anita Bloom, una ragazzina che dopo aver letto i libri si convincerà dell’esistenza di Kilmore Cove e si metterà alla sua ricerca, avendo successo.

TITOLI:

1. LA PORTA DEL TEMPO                                                7. LA CITTÀ NASCOSTA’

2. LA BOTTEGA DELLE MAPPE DIMENTICATE                  8. IL MAESTRO DI FULMINI

3. LA CASA DEGLI SPECCHI                                            9. IL LABIRINTO D’OMBRA

4. L’ISOLA DELLE MASCHERE                                        10. IL PAESE DI GHIACCIO

5. I GUARDIANI DI PIETRA                                             11. IL GIARDINO DI CENERE

6. LA PRIMA CHIAVE                                                      12. IL CLUB DEI VIAGGIATORI IMMAGINARI

Io sono giunta a conoscenza di questa serie perchè mio papà mi ha regalato quando ero in prima media “Il paese di Ghiaccio” (si, sono partita dal decimo libro…) e da quel giorno mi sono ripromessa di leggere TUTTI i libri di Baccalario…posso dire di essere a 25 su 50, esattamente a metà.

Nel 2012 hanno cominciato ad uscire anche i libri della nuova serie di Ulysses Moore in cui i personaggi saranno invece: Murray, Mina, Connors e Shane. (Secondo me prima o poi ricompariranno anche i vecchi personaggi, per esempio Rick ricompare nel secondo della nuova serie). Naturalmente persistono i personaggi come Ulysses Moore, Penelope e altri abitanti di Kilmore Cove.

Le nuove avventure per ora sono tre:

1. LA NAVE DEL TEMPO

2.VIAGGIO NEI PORTI OSCURI

3. I PIRATI DEI MARI IMMAGINARI

Ho finito oggi il terzo uscito l’anno scorso, mi pare ad ottobre.

I primi 12 sono i migliori, ma anche questi qui sono molto belli e li consiglio a tutti!

“I pirati dei mari immaginari” mi ha fatto rinascere ancor più forte l’idea che Ulysses esista davvero, e adesso vi spiegherò il motivo.

Come ho detto vi sono anche alcuni enigmi da risolvere e nel capitolo 11 a pagina 137 troviamo una serie di numeri. Sono disposti in tre colonne e sono, in tutto, 22 righe.

I protagonisti scoprono che questo codice indica, il primo numero, la pagina, il secondo, la riga e il terzo la parola dell’Odissea posseduta dal Ulysses. Applicando questo codice vengono alla scoperta di un messaggio che permetterà loro di scoprire la mossa successiva per trovare Ulysses.

Io ho provato ad applicare questo codice al libro stesso, quello che stavo leggendo e immaginate la mia euforia mentre mi rendevo conto che veniva fuori un vero e sensato messaggio da parte di Ulysses. Una sognatrice come me non ha potuto fare a meno di montarsi la testa nel leggere una richiesta di aiuto da parte di Ulysses.

Sei un pesce fuor dal lago ma non caschi nella rete

cerca il drago e cerca me

per mille mete

Per chiunque sarebbe un messaggio assurdo, ma una fan di questa serie riconoscerebbe al volo lo stile dell’autore.

Naturalmente so benissimo che è fatto tutto apposta, ma non è forse più bello pensare che Ulysses si affida ai lettori per chiedere aiuto? Ha lasciato un’ultima traccia per trovare Kilmore Cove. E voi volete andare alla ricerca di Ulysses per mille mete?

So che è una cosa stupida, ma la prima cosa che farò non appena ne avrò l’opportunità sarà andare in Cornovaglia alla ricerca di Kilmore Cove.

E’ proprio questo che volevo dire quando ho scritto che ci si sente coinvolti davvero nella storia.

Ho provato anche a dirmi qualcosa di razionale come “ragiona, ma se Baccalario ha davvero tradotto i taccuini di Ulysses, com’è possibile che le pagine, le righe e le parole del libro stampato combacino perfettamente con quelle dei taccuini scritti a mano? Però anche in questo caso Baccalario si salva; in non mi ricordo quale libro fa capire che lui rispetta anche questi dettagli nel ricopiare i taccuini, ovvero fa combaciare pagine, righe e parole”

Se anche voi siete dei sognatori come me credeteci, credete in Kilmore Cove, credete in Ulysses, credere in qualcosa illumina la vita.

E, in riferimento all’articolo che ho scritto qualche giorno fa su “Fantasia e Realtà” guardate qua come la pensa il professor Galippi (uno dei personaggi) su questo argomento:

Sempre da “I pirati dei mari immaginari”:

Realtà e immaginazione sono indissolubilmente legate. Così come l’atto del pensare è legato al fatto che abbiamo un cervello per farlo. Ciò che viviamo fa parte dei nostri sogni tanto quanto ciò che fantastichiamo. Perché entrambe le cose hanno un elemento in comune: noi.

Voi cosa ne pensate?

Preciso anche che in questo mondo ipotizzato (?) da Baccalario tutto quello che le persone immaginano nasce all’interno delle porte del tempo. Provate ad immaginare…salpare a bordo della Metis, seguire le correnti dell’Azzurro (le correnti marine che conducono nei luoghi immaginari irraggiungibili con le porte) e giungere in quei luoghi che abbiamo sognato, che abbiamo ipotizzato…non sarebbe una cosa fantastica?

E’ per questo che voglio credere a Ulysses Moore, è per questo che voglio credere all’esistenza di Kilmore Cove, perchè posso immaginarlo.

Sono tantissime, troppe, le cose che non ho detto ma non riuscirei mai a raccontarvele tutte a meno di non scrivere un libro intero…quindi non vi resta che lanciarvi nella biblioteca o nella libreria più vicina e non farvi sfuggire “LA PORTA DEL TEMPO” così da tuffarvi in questo mondo strabiliante da cui non riuscirete più a staccarvi. Non so che per età sia indicato, ma secondo me è uno di quei libri che non hanno limiti…ho cominciato a leggerli quando avevo 11 anni e adesso che ne ho quasi 15 non potrei immaginare un mondo senza Ulysses Moore.

Forse è il caso di mettere fine a questo poema che ischio di annoiarvi e basta…ma se vi ho fatto nascere anche un minimo di curiosità ricordatevi di non smettere mai di sognare…

conosco un certo sognatore d’oltremare che forse apprezzerà queste mie parole.

Arrivederci a presto…prima o poi riceverete una cartolina da Kilmore Cove…ve lo prometto 😉