Back on Track – Band Emergente

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Giovedì 30 marzo mi sono ritrovata al locale “Legend Club” di Milano in una serata dedicata al contest musicale Emergenza Festival, il più grande festival del mondo dedicato alla musica emergente.

Protagonisti della serata sono dunque nuovi volti, giovani e no, che si sono affacciati sul mondo della musica pronti ad essere giudicati dal pubblico attraverso voto aperto: se la band ti è piaciuta basta alzare la mano. Metodo semplice ma efficace.

Ed è stato con 90 voti che i “Back on Track” si sono aggiudicati la vittoria e sono passati in finale, serata che si terrà il 12 maggio al “Tunnel” altro locale Milanese e poi chissà…forse arriveranno anche all’Alcatraz.

Ma andiamo a conoscere più da vicino questi giovani ragazzi che animati da una sincera passione per la musica sono riusciti a conquistare il pubblico:

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Ilaria Cuzzola, 17 anni, cantante.

Mattia Scravaglieri, 18 anni, tastiera.

Mattia Zerbinati, 16 anni, chitarra.

Marco Fiorentino, 17 anni, basso.

Stefano Pollet, 16 anni, batteria.

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Su facebook si descrivono semplicemente come una “rock band formata da cinque ragazzi” e certo, potrei fermarmi qui, ma non credo che renderei loro giustizia.

In uno spazio sul palco di solo mezz’ora sono riusciti a scaldare il pubblico con la loro simpatia e la loro bravura suonando cover come “Feeling Good” – Muse, “In The Heat Of The Moment” – Noel Gallagher’s High Flying Birds o “Johnny B. Goode” – Chuck Berry.

Ma ciò che probabilmente ha attirato davvero l’attenzione è stata la presentazione del loro primo inedito:

“At the Moment”

Chi dice che i giovani d’oggi non hanno nulla da dire? Con la loro canzone questi cinque ragazzi sembrano affermare proprio il contrario.

Spazio ai giovani dunque! È proprio questo lo scopo di Emergenza Festival, andare a scoprire nuovi talenti, come potrebbero essere i “Back on Track”…

Continuiamo a seguirli in questa avventura tra i locali di Milano, io ci sarò, e voi?

Appuntamento il 12 maggio, ore 21.00 al Tunnel Club.

Nell’attesa, se voleste saperne di più:

#StaseraCasaMika

Latte, biscotti e “Stasera Casa Mika”

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Ammiro davvero tantissimo il cantante libanese e non solo perché amo le sue canzoni, ma perché lo considero una persona che ha capito come vivere senza curarsi dei pregiudizi e di ciò che pensano gli altri. Ha avuto il coraggio di essere se stesso è ha dei pensieri davvero profondi. È tra le poche persone dello spettacolo che stimo davvero moltissimo. E vederlo questa sera su Rai due in compagnia di Pif è stato fantastico, due menti geniali non potevano non incontrarsi. Buona serata a tutti 🙂

Introverso

…ma quando ti ricapita di stare zitto
e smetterla di prendere opinioni in affitto

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Oggi, ascoltando una canzone di Daniele Silvestri su youtube è comparsa nella fascia laterale una canzone intitolata “Introverso” di Chiara Dello Iacovo…persona a me assolutamente sconosciuta…la consapevolezza di dovermi alzare per andare a leggere i Promessi Sposi mi ha convinta a fermarmi a perdere altro tempo al computer finendo così per cliccare sulla canzone.

L’ho trovata diversa dalle solite e molto orecchiabile (anche il video è carino a differenza di molti altri che girano) e ho scelto di evidenziare quelle due righe del testo che avete letto qui sopra.

Quante volte parliamo senza dire nulla? Giusto per essere un po’ al centro dell’attenzione?

Quella frase, posta con semplicità e con una rima musicale, sottolinea questo parlare per frasi fatte, questo voler dire assolutamente la nostra opinione che forse tanto nostra non lo è nemmeno…

A volte non è forse molto più pieno di significato un dolce e vero silenzio?

Anche questo post, che senso ha? Non è forse solo una scusa per la sottoscritta per rimandare la lettura del romanzo di Manzoni? (che poi non è così terribile come me lo si raccontava, è solo che odio leggere per obbligo, per me leggere è piacere, non puoi darmi una scadenza per un libro…ma ho promesso ai miei compagni che domani mi farò interrogare per parare il culo a un po’ di gente.)

 

 

Meneguinness

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Questa sarà una recensione diversa.

Non tratterà un film trito e ritrito, un cantante famoso o una serie tv. Oggi voglio parlare dei “Meneguinness” e voglio farlo perchè quasi nessuno l’ha ancora mai fatto.

Darò il mio giudizio senza che io mi sia mai confrontata con i mass media che ci condizionano, darò il mio giudizio puramente in base a quello che ieri sera ho sentito e ho provato.

I “Meneguinness” sono una giovane band agli esordi. Una band di Milano che ho avuto l’occasione di sentire dal vivo ieri sera, al locale di mia zia.

La loro musica mi è piaciuta fin da subito…non so per quale ragion. Mi ha colpita e basta, in maniera semplice ma allo stesso tempo indescrivibile.

A volte mi chiedo come si fa ad avere successo. Bisogna piacere al pubblico, ma il successo si basa solo sulle mode, su quello che piace un giorno e che magari il giorno dopo non piace più.

Ciò che oggi viene acclamato domani potrebbe essere stato già dimenticato. Senza una ragione davvero logica, solo perchè ormai è passato. E’ passato e non tornerà.

Ma come si fa a entrare in questo giro? All’inizio non hai paura che non durerà, sei agli esordi, sei giovane, hai voglia di farti conoscere, ci metti anima e cuore, ma gira tutto intorno a ciò che piace agli altri. A ciò che la moda ci propone.

Mi ha colpita ascoltare queste canzoni perchè erano nuove…non erano filtrate attraverso youtube, non venivano sputate fuori da uno stereo. Erano lì, con le note a due centimetri dalle mie dita. Musiche nuove, diverse, ancora sconosciute.

“Meneguinness” è la fusione di due parole, deriva da “Meneghino” che vuol dire Milanese e, come avrete intuito, da “Guinness”, la famosa birra irlandese. Idea di questa band è infatti quella di fondere insieme l’allegra musica iralndese con il rock ‘n roll dando vita a canzoni stupende.

il gruppo è composto da sei componenti: la voce del gruppo, nonché suonatore di chitarra acustico, banjo e armonica è Daniele (e devo dire che la sua voce mi piace un sacco). L’altra sera alla fisarmonica c’era Jan, ma è in grado di suonare anche la tastiera, altro suonatore di chitarra, sia elettrica che acustica è Lorenzo mentre al basso elettrico c’è Fabio, Davide è invece il batterista e per ultimo, ma non meno importante, c’è Mauricio, uno scatenato violinista che è l’unico a non essere milanese, arriva infatti dritto dritto dal Brasile!

Questa Band nasce nel 2012 e nell’autunno dello stesso anno comincia il loro primo tour che li porterà a salire su 100 palchi per regalare la loro musica Irish Rock.

Sono davvero curiosa di sapere fino a dove si spingerà questa band…nel frattempo un saluto a tutti quelli che hanno appena finito questo articolo che non sarà certo uno dei migliori ma che rappresenta qualcosa che volevo condividere.

Music is…life

music is life

Mi sono resa conto solo ora di non aver mai parlato di un aspetto presente nella vita di tutti…

La musica, chi nella sua vita, non ascolta, non ha ascoltato e non ascolterà quelle melodie in grado

di regalarci emozioni indescrivibili…ogni nota, ogni singolo accordo è un’emozione che sgorga da uno strumento, da una

voce.

Noi abbiamo bisogno di musica

                                                               E la musica ha bisogno di noi

E’ per questo che ce n’è di tutti i tipi, cosicché ciascuno possa trovare la propria

come il proprio sentiero, la propria strada, da imboccare e da seguire

ma non per la vita, ci possono essere svolte

queste svolte sono i gusti che cambiano,

gusti che si ampliano, che si mixano, si intersecano con altri,

ma il risultato è uno, uno soltanto.

Noi…

La musica è noi stessi.                                                                                                      La musica è la nostra vita

Musica è vita.

Music is life