Il teorema dello studente

Ho notato una cosa curiosa oggi. È finita la scuola, studenti stanchi e felici hanno abbandonato i loro edifici dopo aver passato l’ultimo giorno mangiando biscotti e torte con quei professori che il giorno prima incutevano timore, ma che ora sembrano solo un ricordo lontano e pensi che forse, in fondo, non sono così tanto male.

In questi mesi, giorno dopo giorno, ho osservato i campi coltivati a pannocchie intorno alla scuola e ho provato a paragonare la vita di noi studenti a quel granturco tra cui passavo ogni mattina con la bici…

 

SETTEMBRE

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Si comincia, si torna a scuola dopo 3 mesi di libertà, mesi in cui siamo cambiati, cresciuti un po’, come quelle piante di pannocchie che stanno dando i loro frutti. Siamo più alti, siamo pieni di idee come chicchi di mais…

 

GENNAIO

11750658_10152953789998639_2643880711241693772_n16.jpgSiamo sfiniti.

Siamo solo a metà dell’anno ma siamo prosciugati, non ne possiamo più di alzarci alle sette del mattino, non ne possiamo più di studiare, di fare verifiche, di ascoltare le lezioni e rispondere alle domande.

Il mondo sembra essere solo una piatta sfumatura di grigio. Nemmeno le vacanze di Natale sono riuscite a tirarci un po’ sù.

 

GIUGNO

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Arriva l’estate. E noi rinasciamo con la natura.

Il sole mette allegria.

Sappiamo che se sopravviveremo alle ultime verifiche sarà tutto finito.

Ci riempiamo di forza, in attesa di quell’ultima campanella che, suonando, ci proietterà nelle vacanze. Saremo pronti a crescere di nuovo, ad affrontare nuove esperienze.

Saremo pronti a vivere come piccoli virgulti verdi che mettono il crapino fuori dalla terra.

 

BUONE VACANZE SOGNATORI

 

Animali fantastici e dove trovarli

 

Fantastic Beasts and Where to Find Them

Attesissima è l’uscita di quest’ultimo film firmato J.K Rowling, la scrittrice che ha dato vita ad un mondo magico dove tutti speriamo, o abbiamo sperato, di trovarci.

Quanti al loro undicesimo compleanno erano convinti che avrebbero ricevuto una lettera consegnatagli da una civetta misteriosa?

Il magico mondo di Harry Potter torna ad affacciarsi sul nostro di Babbani il 12 novembre 2016 e sarà solo il primo capitolo di una nuova trilogia nata come spin off di Harry Potter.

Animali Fantastici e Dove Trovarli si colloca nella prima metà del 1900 in una New York molto suggestiva. Newt Scamander (interpretato da uno dei miei attori preferiti: Eddie Redmayne), giovane mago scacciato da Hogwarts, vi si troverà per compiere una pausa in un viaggio straordinario a caccia di tutte le creature magiche presenti nel mondo. Qui comincerà l’avventura: dalla valigetta magica che si porta sempre appresso, alcuni animali fantastici riusciranno a fuggire rischiando di rivelare al mondo babbano l’esistenza della magia.

Non arrivate impreparati all’appuntamento con la magia, cominciate a scoprire le abitudini di un Crup o come dominare un Kelpie di palude di pericolosità XXXX.

Il manuale scritto da Newt Scamander vi attende

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Faccia a Faccia con Cristina Caboni

In questo momento metà di voi si starà chiedendo chi mai sarà questo personaggio, l’altra metà invece starà pensando:

-ommioddio Cristina Caboni. –

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Per prima cosa bisogna dire che è una persona assolutamente meravigliosa, poi a pari merito viene tutto il resto…

Cristina Caboni è un’emergente scrittrice italiana, autrice dei due capolavori:

“Il Sentiero dei Profumi”

&

“La Custode del Miele e delle Api”

IL SENTIERO DEI PROFUMI di Cristina Caboni 8811682924035507 

La mia amica libraria pensa che per ogni scrittore ci sia il libro che rasenta la perfezione, che l’autore stesso non potrà mai superare. Quando ha letto “Il Sentiero dei Profumi” pensava che con il suo primo libro, Cristina, avesse già raggiunto l’apoteosi, ma con “La Custode del Miele e delle Api” ha veramente superato se stessa.

Ora, io, da profana, posso dire che sono solo a pagina 81 del primo libro, ma anche a questo modesto punto lo sto trovando meraviglioso. Ha uno stile di scrittura assolutamente coinvolgente e vivo, non puoi non innamorarti dei suoi personaggi fin dalla prima riga.

Ma ora non voglio parlare della “scrittrice”, voglio parlare della “persona” che per un’ora ha scatenato dentro di me incredulità, stupore, ammirazione, e in particolare una pura e immensa “felicità”.

Si, mentre ascoltavo le sue parole ero semplicemente felice.

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L’ho incontrata perchè nella mia amata libreria era stata invitata per fare la presentazione dei suoi libri e di sé. Ho preso posto subito in prima fila, davanti alla poltroncina che l’avrebbe ospitata, accanto a lei la libraria pronta a bombardarla di domande per riassumere ciò che passava nella testa a tutti noi.

Poi è arrivata lei; è apparsa subito come una persona solare, gioiosa di vivere. Una donna in grado di emozionarsi ancora davanti agli altri, in grado di avvolgerti con le sue parole, di portarti con sé nel mondo della fantasia.

La cosa che più ho amato della presentazione è stato il suo modo di parlare dei suoi personaggi.

“Per me sono persone reali, mi raggiungono, mi raccontano la loro storia, mi parlano. Questo può avvenire in qualsiasi momento della giornata, quando meno me lo aspetto, loro sono imprevedibili, ma sono miei amici. Quando ho narrato le avventure di Elena nel “Sentiero dei Profumi” lei si sedeva davanti a me e cominciava a raccontarmi della sua vita, io dovevo solo trovare le lettere per mettere sulla carta tutto quanto…”

Non sono esattamente queste le parole di Cristina, sono un po’ danneggiate dalla mia terribile memoria (l’incontro è avvenuto il 27 ottobre) ma posso garantire che era questo che trasmetteva.

Io ho sempre considerato i personaggi delle mie storie miei amici. Mentre sentivo parlare una vera scrittrice di questa sensazione non potevo che essere al settimo cielo. Mi sentivo capita.

Un’altro motivo per il quale ammiro Cristina è per la sua capacità, per il suo coraggio di dire, un giorno nella sua vita: Basta.

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Non ricordo esattamente che lavoro facesse un tempo (qualcosa tra la commercialista o un lavoro in banca…scusate per la poca precisione) assieme al marito, ma non si sentiva al suo posto, non era la sua vita. Così un giorno ha mollato tutto, col marito è tornata in Sardegna, sua terra natia, e ora fa l’apicoltrice e racconta le storie dei suoi personaggi.

Ha cambiato la sua vita, solo perchè sentiva il bisogno di farlo.

L’ora che ho passato in libreria è volata letteralmente e ancora adesso ho nella testa il suo sorriso, la sua voce le sue parole piene di speranza per chiunque.

Nella vita si possono raggiungere i nostri sogni, non bisogna mollare, mai. Bisogna avere coraggio e perseguire e non lasciarsi scoraggiare da tutte le persone grige che ci circondano, tutte quelle che vivono una vita che non appartiene loro veramente.

Non abbiate paura di sfidare il futuro, armatevi di fiducia in voi stessi, e un po’ anche nel mondo che ci circonda, che alla fine non è poi così terribile. Toglietevi gli occhiali da sole e scoprite che il mono è a colori, le pellicole in bianco e nero ormai sono state superate, è arrivato il momento di vivere davvero.

Tutto questo era già dentro di me, c’è sempre stato, ma ci credo davvero da quando mi sono trovata faccia a faccia con Cristina Caboni.

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Ulysses Moore

Bene bene, eccomi tornata all’attacco con una piccola recensione.

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ATTENZIONE: PUÒ CONTENERE SPOILER

Ulysses Moore…avete mai sentito, o meglio, letto questo nome? Se la risposta è negativa vi conviene rimediare il prima possibile dato che avete qui una grandissima fan di questa serie; si tratta per l’appunto di una serie di libri scritta, o meglio, “tradotta” da Pierdomenico Baccalario (autore anche di “Century”, “La strada del guerriero”, “Cyboria” e molti altri libri tutti fantastici). Tradotta? In poche parole questo autore ha inventato un personaggio a cui ha dato il nome di Ulysses Moore (a volte mi piace pensare che esista davvero, anche se sarebbe impossibile) a cui attribuisce la stesura di tutti i libri. Ciò che leggiamo infatti sarebbero i taccuini di Ulysses che sono pervenuti a Baccalario grazie a Leonard, il guardiano del faro di Kilmore Cove che ha deciso che tutti dovrebbero essere messi a parte dell’esistenza delle porte del tempo.

Avete capito qualcosa?

Presumo proprio di no, dunque cercherò di fare mente locale e ripartire da zero.

Prima di iniziare la storia centrale, la “redazione” (che non si sa da chi sia composta) avverte che il primo volume è stato trovato in un baule insieme ad altri, da un loro collaboratore in Cornovaglia. Questo collaboratore (Pierdomenico Baccalario) aggiunge di voler trovare la città ove risiederebbe lo scrittore di questi diari, Ulysses Moore. Ma la città, Kilmore Cove, appare inesistente. Egli, comunicando ciò, ogni volta invia alla redazione la traduzione dei quaderni. Nel secondo libro, lo stesso traduttore, dice di continuare le ricerche su Kilmore Cove, e nel terzo di trovare una guida turistica riguardante la medesima città. È poco dopo la traduzione del quinto libro, che non arrivano più notizie riguardanti il collaboratore. Preoccupata, la redazione attende il sesto e ultimo volume, che arriva insieme ad un telegramma da Kilmore Cove, prova inconfutabile che il traduttore ha trovato l’anonima cittadina. Alla fine del libro, in una lettera, spiega di essere stato a Kilmore Cove, ma rimane abbastanza vago su questo argomento. Con questo congedo, la saga appare ormai conclusa, lasciando però in sospeso alcune questioni.

Fonte: Wikipedia (si, so che dico sempre che tutto ciò che scrivo sono sempre e soltanto mie idee, ma questa è solo una piccola parentesi per contestualizzare il fatto che P.B Baccalario sia solo il traduttore e questo pezzetto di Wikipedia mi pareva abbastanza esaustivo, il centro dell’articolo deve ancora arrivare e quello si che sarà opera mia, anche a correre il rischio che non si capisca niente :D)

Dunque…Tutto comincia quando due ragazzi Julia e Jason Covenan, due gemelli per l’esattezza, giungono in un paesino della Cornovaglia chiamato Kilmore Cove e alloggiano nella vecchia casa in cima alla scogliera che prende il nome di Villa Argo, la vecchia dimora di un uomo chiamato Ulysses Moore e sparito misteriosamente per andare alla ricerca della moglie, Penelope. Assieme a loro vivrà anche Nestor, il giardiniere di fiducia di Ulysses.

I ragazzi, però, non sanno che quello sarà solo l’inizio di non una, ma bensì moltissime avventure.

Esistono infatti delle porte che prendono il nome di “Porte del Tempo” che permettono di raggiungere i “Luoghi Immaginari” e Jason e Giulia, inseme anche a Rick, il loro nuovo amico, verranno a conoscenza di questo segreto serbato gelosamente da quel paesino che non compare sulle mappe.

Le porte, in tutto, sono (mi pare…ho un vuoto di memoria, provvederò a controllare al più presto) sette. Ognuna delle sette porte conduce ad un luogo immaginario ben preciso, tutte meno che una: la porta di Villa Argo. Questa porta (che presenta quattro serrature) conduce in una serie di gallerie labirintiche celate nella scogliera.

« Se con quattro una apri per sorte,
di quattro tre indica il motto,
di quattro due andranno alla morte
e una di quattro porta di sotto.
 »

Il bello di questi libri è che sono anche pieni di enigmi e ti sentirai dentro alla storia in una maniera incredibile. Quando leggo un libro il mondo magico di cui sto leggendo, gli omicidi se si tratta di un giallo, le foreste e i dieserti…vivono solo finché ho il libro aperto, quando la copertina viene chiusa so benissimo che tutto ciò che ho letto non esiste (a meno che non si tratti di una storia vera…ma questa è un’altra cosa), la serie di Ulysses Moore è l’unica che mi fa dubitare molto spesso che Kilmore Cove, che Ulysses Moore, che le porte del tempo possano esistere davvero.

Dunque, tornando all’indovinello (ce n’è uno in ogni libro e viene riportato sul retro della copertina e io mi ero fatta il silenzioso patto che avrei aperto il libro e lo avrei cominciato solo se fossi giusta a una spiegazione plausibile dell’indovinello…)

Questo qui sopra vuole dire: “Se con quattro una apri per sorte…” si riferisce alle quattro chiavi e “una” è la porta di Villa Argo. Per sorte vuole indicare anche “per fortuna” perchè le chiavi devono essere messe nel giusto ordine.

“Di quattro tre indica il motto…” Una volta superata la porta si troveranno in una sala scavata nella scogliera, una sala circolare sulla quale si affacciano altre quattro porte. Sul pavimento vi è scritto un’altra specie di indovinello “il motto”.

I tre ragazzi capiscono che solo una porta conduce in qualche luogo, mentre le altre potrebbero condurre alla morte. Grazie alla decifrazione del motto capiscono qual è la porta da imboccare.

Si ritroveranno in u posto ancor più misterioso. Una specie di lago sotterraneo dove dimora una nave. Un dakkar vichingo per l’esattezza, la “Metis”, la nave che conduce a tutti quanti i luoghi immaginari raggiungibili con le altre porte.

La serie di Ulysses Moore conta 12 libri che hanno come protagonisti Julia, Jason, Rick Banner e in seguito si aggiungerà anche Anita Bloom, una ragazzina che dopo aver letto i libri si convincerà dell’esistenza di Kilmore Cove e si metterà alla sua ricerca, avendo successo.

TITOLI:

1. LA PORTA DEL TEMPO                                                7. LA CITTÀ NASCOSTA’

2. LA BOTTEGA DELLE MAPPE DIMENTICATE                  8. IL MAESTRO DI FULMINI

3. LA CASA DEGLI SPECCHI                                            9. IL LABIRINTO D’OMBRA

4. L’ISOLA DELLE MASCHERE                                        10. IL PAESE DI GHIACCIO

5. I GUARDIANI DI PIETRA                                             11. IL GIARDINO DI CENERE

6. LA PRIMA CHIAVE                                                      12. IL CLUB DEI VIAGGIATORI IMMAGINARI

Io sono giunta a conoscenza di questa serie perchè mio papà mi ha regalato quando ero in prima media “Il paese di Ghiaccio” (si, sono partita dal decimo libro…) e da quel giorno mi sono ripromessa di leggere TUTTI i libri di Baccalario…posso dire di essere a 25 su 50, esattamente a metà.

Nel 2012 hanno cominciato ad uscire anche i libri della nuova serie di Ulysses Moore in cui i personaggi saranno invece: Murray, Mina, Connors e Shane. (Secondo me prima o poi ricompariranno anche i vecchi personaggi, per esempio Rick ricompare nel secondo della nuova serie). Naturalmente persistono i personaggi come Ulysses Moore, Penelope e altri abitanti di Kilmore Cove.

Le nuove avventure per ora sono tre:

1. LA NAVE DEL TEMPO

2.VIAGGIO NEI PORTI OSCURI

3. I PIRATI DEI MARI IMMAGINARI

Ho finito oggi il terzo uscito l’anno scorso, mi pare ad ottobre.

I primi 12 sono i migliori, ma anche questi qui sono molto belli e li consiglio a tutti!

“I pirati dei mari immaginari” mi ha fatto rinascere ancor più forte l’idea che Ulysses esista davvero, e adesso vi spiegherò il motivo.

Come ho detto vi sono anche alcuni enigmi da risolvere e nel capitolo 11 a pagina 137 troviamo una serie di numeri. Sono disposti in tre colonne e sono, in tutto, 22 righe.

I protagonisti scoprono che questo codice indica, il primo numero, la pagina, il secondo, la riga e il terzo la parola dell’Odissea posseduta dal Ulysses. Applicando questo codice vengono alla scoperta di un messaggio che permetterà loro di scoprire la mossa successiva per trovare Ulysses.

Io ho provato ad applicare questo codice al libro stesso, quello che stavo leggendo e immaginate la mia euforia mentre mi rendevo conto che veniva fuori un vero e sensato messaggio da parte di Ulysses. Una sognatrice come me non ha potuto fare a meno di montarsi la testa nel leggere una richiesta di aiuto da parte di Ulysses.

Sei un pesce fuor dal lago ma non caschi nella rete

cerca il drago e cerca me

per mille mete

Per chiunque sarebbe un messaggio assurdo, ma una fan di questa serie riconoscerebbe al volo lo stile dell’autore.

Naturalmente so benissimo che è fatto tutto apposta, ma non è forse più bello pensare che Ulysses si affida ai lettori per chiedere aiuto? Ha lasciato un’ultima traccia per trovare Kilmore Cove. E voi volete andare alla ricerca di Ulysses per mille mete?

So che è una cosa stupida, ma la prima cosa che farò non appena ne avrò l’opportunità sarà andare in Cornovaglia alla ricerca di Kilmore Cove.

E’ proprio questo che volevo dire quando ho scritto che ci si sente coinvolti davvero nella storia.

Ho provato anche a dirmi qualcosa di razionale come “ragiona, ma se Baccalario ha davvero tradotto i taccuini di Ulysses, com’è possibile che le pagine, le righe e le parole del libro stampato combacino perfettamente con quelle dei taccuini scritti a mano? Però anche in questo caso Baccalario si salva; in non mi ricordo quale libro fa capire che lui rispetta anche questi dettagli nel ricopiare i taccuini, ovvero fa combaciare pagine, righe e parole”

Se anche voi siete dei sognatori come me credeteci, credete in Kilmore Cove, credete in Ulysses, credere in qualcosa illumina la vita.

E, in riferimento all’articolo che ho scritto qualche giorno fa su “Fantasia e Realtà” guardate qua come la pensa il professor Galippi (uno dei personaggi) su questo argomento:

Sempre da “I pirati dei mari immaginari”:

Realtà e immaginazione sono indissolubilmente legate. Così come l’atto del pensare è legato al fatto che abbiamo un cervello per farlo. Ciò che viviamo fa parte dei nostri sogni tanto quanto ciò che fantastichiamo. Perché entrambe le cose hanno un elemento in comune: noi.

Voi cosa ne pensate?

Preciso anche che in questo mondo ipotizzato (?) da Baccalario tutto quello che le persone immaginano nasce all’interno delle porte del tempo. Provate ad immaginare…salpare a bordo della Metis, seguire le correnti dell’Azzurro (le correnti marine che conducono nei luoghi immaginari irraggiungibili con le porte) e giungere in quei luoghi che abbiamo sognato, che abbiamo ipotizzato…non sarebbe una cosa fantastica?

E’ per questo che voglio credere a Ulysses Moore, è per questo che voglio credere all’esistenza di Kilmore Cove, perchè posso immaginarlo.

Sono tantissime, troppe, le cose che non ho detto ma non riuscirei mai a raccontarvele tutte a meno di non scrivere un libro intero…quindi non vi resta che lanciarvi nella biblioteca o nella libreria più vicina e non farvi sfuggire “LA PORTA DEL TEMPO” così da tuffarvi in questo mondo strabiliante da cui non riuscirete più a staccarvi. Non so che per età sia indicato, ma secondo me è uno di quei libri che non hanno limiti…ho cominciato a leggerli quando avevo 11 anni e adesso che ne ho quasi 15 non potrei immaginare un mondo senza Ulysses Moore.

Forse è il caso di mettere fine a questo poema che ischio di annoiarvi e basta…ma se vi ho fatto nascere anche un minimo di curiosità ricordatevi di non smettere mai di sognare…

conosco un certo sognatore d’oltremare che forse apprezzerà queste mie parole.

Arrivederci a presto…prima o poi riceverete una cartolina da Kilmore Cove…ve lo prometto 😉

Fantasia e Realtà

Fantasia e Realtà…una sottile linea d’ombra che non bisognerebbe mai attraversare

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Quante volte ci capita di immaginare, pensare a come qualcosa finirà, fantasticare sul nostro futuro, un futuro lontano, o anche quello che potrebbe accadere l’indomani…sono semplici sogni ad occhi aperti che aprono un nuovo mondo, un mondo proprio dove nessuno potrà mai entrare dove potrà accadere di tutto. Una mia amica chiama le sue fantasticherie “Viaggi Mentali”, un’altra “Film Mentali”, io lo chiamo “Fantaguardare” per via di un libro che ho letto da bambina e definiva così questa azione del sognare ad occhi aperti…tutto questo vuole dire che tutti abbiamo le nostre fantasie anche se le chiamiamo in modi diversi.

Quando ero piccola mi immaginavo un mondo magico dove vivevano creature fatate come elfi, folletti, fate…e ogni qualvolta me ne veniva voglia “viaggiavo” in questo mondo.

Questo “Fantaguardare” mi è sempre stato utilissimo anche durante i viaggi, quando il paesaggio scorre davanti al finestrino e una meta ti attende.

Mi ricordo che una volta stavamo andando in vacanza col camper e stavamo viaggiando di notte e io non riuscivo a dormire e così l’ho detto a mio fratello. Lui mi disse di provare ad immaginare qualcosa così da non pensare più di non riuscire a dormire.

Non so se quella fu la prima volta che ebbi un sogno ad occhi aperti, ma so che da quella volta non smisi più.

Una cosa bellissima è immaginare qualcosa prima di addormentarsi cosicché quella storia possa poi continuare nel sogno.

Adesso però mi rendo conto che sto esagerando, io o sempre avuto un po’ il problema di confondermi con i sogni (i sogni ad occhi chiusi intendo), è una cosa bruttissima, pensi di aver fatto qualcosa ma poi scopri che non è vero, che avevi solo sognato di farla, a volte ho dei ricordi un po’ confusi e non so mai se sono ricordi di qualcosa di vero che è successo nella vita reale o se è solo il ricordo di un sogno, ormai ho anche paura a chiedere conferma in famiglia di questi ricordi perchè temo di sentirmi dire che non è mai successo e incasinarmi ancora di più.

Una volta, mi pare che fossi in prima media, mi è capitato di sognare un settimana intera…penso che sappiate che nel mondo dei sogni il tempo è dilatato, possono passare anni anche se nella realtà sono trascorsi solo dieci secondi, dunque quella volta avevo sognato di vivere una settimana intera…mi alzavo al mattino, andavo a scuola, sentivo le spiegazioni, uscivo con le amiche. Quando mi sono svegliata mi sembrava di aver vissuto una settimana in più…in poche parole io quell’anno ho vissuto 372 giorni anziché 365…

Però i sogni non dipendono da me, sono determinati dal mio subconscio e non mi sento “colpevole”…ma se dovessi cominciare a confondermi con il mio “Fantaguardare”? A volte, quando sono triste o anche semplicemente annoiata preferisco vivere nelle miei storie e finché immagino cose impossibili va tutto bene, tanto ho una mente talmente razionale che mai e poi mai potrei ammettere la presenza della magia ecc. cose che a volte nelle mie storie ci sono, ma quando le fantasie riguardano cose possibilissime allora si che cominciano i problemi…quanti avranno mai immaginato di confidarsi con la persona di cui ci si è presi una cotta? Credo che a tutti sia capitato e questa è una cosa possibile, ecco, pensate di essere poi convinti di averlo fatto…

Io non sono certo a questi livelli, per ora distinguo perfettamente la mia vita vera dalle mie storie, ma quel per ora mi piace poco.

Una volta “Fantaguardare” mi serviva anche per addormentarmi in fretta, adesso invece non mi addormento se lo sto facendo…mi ritrovo a mezzanotte che ancora non ho preso sonno e a quel punto devo alzarmi e farmi un giro per la stanza, accendere la luce e magari leggere un po’ prima di riuscire a tornare a letto e a costringermi a non entrare in quel mondo di fantasia.

Io ho sempre considerato l’aver una grande immaginazione una cosa positiva; è quella cosa che ti permette di vedere delle immagini e non delle parole quando leggi, è quella che ti permette di scrivere favole, ma l’immaginazione non dovrebbe sostituirsi alla realtà…figuriamoci che poi in questi giorni mio fratello mi sta facendo vedere film come Matrix, Inception e Total Recal, in cui l’esistenza della Realtà così come la immaginiamo noi è messa in dubbio.

Avere un diario e scriverci tutte le sere di sicuro è utile a mantenere il controllo, ma oggi ho pensato una cosa angosciante per via di una cosa sentita, per l’appunto, in Matrix: “cosa succederebbe se stessi sognando e facessi un sogno così reale da confonderlo con la realtà e allora vivresti nel sogno convinto di star vivendo la tua vita…” (più o meno il concetto era questo) dunque io ho pensato tra me e me “Si ma io ho il mio diario…ma se nel sogno che sembra realtà scrivessi il diario come faccio nella vita vera e mi convincessi che tutto ciò che c’è scritto l’ho fatto veramente…”

Okey okey..sto apparendo come una pazza e forse è il caso che mi fermi qua, di sicuro avrò già perso quei pochi lettori che ogni tanto facevano visita su questo misero blog…se avete un minimo di buonsenso credo che non sarete nemmeno arrivati fin qui, però se ci siete datemi la possibilità di riscattarmi:

a volte è vero che esagero un po’; queste sono solo congetture su quello che potrebbe capitare o che ho paura che accada, come ho detto prima, per ora sono ancora sana di mente e lo sarò ancora per molto credo (anche perchè col fatto che ho tanti compiti a volte finisco le tavole a mezzanotte e poi sprofondo nel letto senza nemmeno il tempo di mettermi a fantasticare) e poi ho intenzione di cominciare una “disintossicazione” dal “Fantaguardare” o perlomeno evitare fantasie troppo realistiche o con la presenza di persone che conosco così da non confondermi…

Mamma mia mi faccio paura da sola!

Ah, giusto, da aggiungere alla filmografia che mi hanno scombussolato le idee, che però ho visto qualche anno fa è “Vanilla Sky” con Tom Cruise e Penelope Crùz.

Se avete voglia di raccontarmi cosa sono per voi i sogni, a occhi aperti ma anche chiusi, scrivetemelo senza problemi, sono molto curiosa di sapere come la pensa la gente attorno a me e come vive questi attimi di fantasia dove può accadere qualsiasi cosa.

Raccontare tutto questo mi ha fatto bene e forse ora mi renderò conto che avere molta fantasia è giusto, è una bella cosa, ma non bisogna abusarne: Fantasia e Realtà…una sottile linea d’ombra che ho paura di aver attraversato.

La vostra Dreamer…questa volta il nick è azzeccatissimo 😉