Wanderlust – Malati di viaggio

Avere la voglia di viaggiare nel sangue…letteralmente!

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Viene chiamata Wanderlust, la voglia irrefrenabile di partire, di viaggiare, di scoprire posti nuovi…quasi come una vera e propria malattia. Questo, secondo alcuni studi, sembrerebbe essere riconducibile al gene DRD4, soprannominato gene Wanderlust, associato ai livelli dopamina prodotta nel cervello ed è correlato a stati di curiosità e irrequietezza.

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Questo spiega perchè sto sempre più male a svegliarmi sempre nello stesso posto, nel vedere sempre la stessa casa dalla finestra, nel frequentare sempre le stesse persone.

Giusto ieri parlavo con una mia amica del fatto che mi piacerebbe trasferirmi. Quando lo dico, spesso mi viene chiesto “Ma non ti dispiacerebbe lasciare i tuoi amici?”

Mi considero egoista, ma, no, non mi dispiacerebbe. La voglia di andarmene è persino più forte di qualsiasi legame che io possa avere stretto nella mia vita. Ed è ogni giorno peggiore.

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Ni parolas pri…

L’Esperanto

(Traduzione titolo: Parliamo di…)

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Nato da un ideale di pace, collaborazione e intercomprensione tra gli uomini, l’esperanto si pone l’obbiettivo di abbattere una delle barriere che da tempo separano gli uomini del nostro pianeta.

« Non ricordo quando, ma in ogni caso abbastanza presto, cominciai a rendermi conto che l’unica lingua [soddisfacente per il mondo intero] avrebbe dovuto essere neutra, non appartenente a nessuna delle nazioni ora esistenti… Per qualche tempo fui sedotto dalle lingue antiche e sognavo che un giorno avrei potuto viaggiare per il mondo e con discorsi ardenti avrei convinto gli uomini a riesumare una di queste lingue per uso comune. In seguito, non ricordo più come, giunsi alla precisa conclusione che questo era impossibile e cominciai a sognare nebulosamente di una NUOVA lingua artificiale. »

(L.L. Zamenhof nella sua lettera a Nikolai Afrikanovich Borovko)

Si tratta di una lingua ideata dal medico polacco Ludovico Lazzaro Zamenhof e da esso sviluppata per cinque anni, dal 1882 al 1887.

Questa lingua si basa su principi di semplicità derivati dalle altre lingue esistenti.

Le regole della grammatica dell’esperanto sono state scelte da quelle di varie lingue studiate da Zamenhof, affinché fossero semplici da imparare e nel contempo potessero dare a questa lingua la stessa espressività di una lingua etnica. Anche i vocaboli derivano da idiomi preesistenti, alcuni da lingue non indoeuropee come il giapponese, ma in gran parte da latino, lingue romanze (in particolare italiano e francese), lingue germaniche (tedesco e inglese) e lingue slave (russo e polacco).

Essa si proprone come lingua neutra che non vuole, in alcun modo, andare a rimpiazzare la nostra lingua d’origine. Studiata come seconda lingua andrebbe a dissolvere il problema delle difficoltà di comunicazione tra le diverse culture e creerebbe un punto di contatto.

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L’idea di parlare tutti una stessa lingua sembra un po’ un’utopia e da un lato, forse, può anche intimorire. Questa nuova lingua potrebbe apparire come un invasore che desidera solo imporsi e rimpiazzare la nostra lingua madre.

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La lingua fa parte della nostra cultura, un po’ dice chi siamo e non potremmo mai abbandonare i nostri accenti e i nostri modi di dire per un idioma artificiale, creato in una provetta

Ma allo stesso tempo non sarebbe bellissimo che una barriera culturale come la difficoltà di comprendersi venisse abbattuta? Segnerebbe senza dubbio una svolta nella cultura dell’intero pianeta e allora si che potremmo definirci Cittadini del Mondo.

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Mi sono particolrmente interessata alla causa dell’esperanto e la trovo un’idea ambiziosa e probabilmente di difficilissima realizzazione, ma condivido l’idea di diffondere una lingua comune a tutti che, ovviamente, non vada a sostituirsi alla nostra, ma che si affianchi e la supporti laddove subentra il problema della comunicazione con terze parti.

L’esperanto è una lingua timida, nuova, non è una lingua preesistente che cerca di dominare tutte le altre, è qualcosa da conoscere dal principio tutti insieme.

Voi cosa ne pensate? Ne avevate mai sentito parlare prima? Quali sono le vostre opinioni? Sono davvero curiosa!

Per maggiori informazioni vi lascio il link del sito ufficale della fondazione esperantista italiana

http://www.esperanto.it/index.htm

Steampunk – Cos’è?

È da pochissimo (tipo due giorni) che mi sto interessando al mondo Steampunk. 

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Wikipedia lo definisce così:

Lo steampunk è un filone della narrativa fantastica-fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica, spesso l’Ottocento e in particolare la Londra vittoriana dei romanzi di Conan Doyle e H. G. Wells.

Già questa semplice definizione basta per catturare la mi attenzione perché, in poche righe, condensa molti dei miei gusti:

Punto primo: narrativa fantastica

Lo sapete ormai che amo leggere, che mi piacciono le storie che permettono di fuggire con la fantasia. Viaggi attraverso il tempo, in mondi magici o anche dietro casa, oppure al centro della terra…

Punto secondo: tecnologia anacronistica

Pur non apprezzando il delirio tecnologico che rende schiavo il nostro mondo ammetto di nutrire un amore incondizionato verso i computer. Ci faccio davvero di tutto e me la cavo abbastanza, tanto che a scuola sono soprannominata “consulente informatico” perché devo sempre aiutare i prof a fare qualcosa (grande idea mettere le lavagne multimediali al posto delle classiche e introdurre il registro elettronico con prof di ottant’anni che pensano funzioni per magia, e non scherzo) . Oltre al semplice computer, però, adoro i robot. Da piccola ho sempre cercato di costruirne uno (ovviamente senza successo) e film come “Io Robot ” li vedrei all’ infinito. Per quanto riguarda la parola “anacronistica” ci vuole poco: sono affascinata dai paradossi temporali, traete voi le conclusioni.

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Punto terzo (e anche quarto e quinto) : Ottocento,Londra vittoriana, Conan Doyle.

L’ Ottocento è la mia epoca preferita (anche se penso che preferirei essere uomo se vivessi nell’ 800) e Londra è una città che vorrei visitare da sempre. Aggiungetevi l’ ultimo fattore e la somma darà come risultato Sherlock Holmes. E su questo personaggio vi ho già stressato abbastanza.

Un altro fattore particolarmente bello dello Steampunk sono i disegni che si trovano in giro e i cosplay presenti alle fiere…

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Per concludere questo articolo che non ha un vero e proprio senso vi lascio un disegno leggermente in stile Steampunk fatto poco fa  (e pur non essendo chissà cosa sono soddisfatta di averlo fatto senza copiare nulla! )

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Lungo i Canali di Ultrecht – Olanda

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Quest’oggi ci recheremo in una delle più antiche città d’Olanda, un luogo insolito che, visto per caso su una rivista, mi ha rubato il cuore…

E proprio da quella rivista traggo queste parole:

Nei canali Medievali di Ultrecht si specchiano castelli, monumenti protetti dall’Unesco, architetture. Mentre le notti si accendono di quelle visioni che qui chiamano trajectum lumen, installazioni luminose che vari artisti hanno ideato per vivacizzare ponti e scorci d’acqua, sette notti su sette, dal tramonto a mezzanotte.

Fonte: Traveller

Ieri

La città ebbe origine nel 47 d.C. come insediamento romano di truppe ausiliarie e nel Medioevo divenne una delle città più importanti dei Paesi Bassi.

Oggi

In questo momento, Utrecht è oggetto di un grande progetto di riqualificazione urbanistica detto “Master Plan”. Nel progetto si prevede la riqualificazione dell’area della stazione ferroviaria, che comprende la costruzione di nuovi canali, strade e di un nuovo palazzo della musica.

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Il centro urbano è costruito attorno alla Torre del Duomo che, con i suoi 112 metri è la più alta (e più antica) del Paese e svetta sulla città visibile da ogni punto. Impossibile perdersi dunque!

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Prima di conquistare la vetta e godersi il panorama mozzafiato si dovranno salire 465 gradini…

Io sono conquistata dall’idea di ambientare un libro in questa città. Mi affascina e mi intriga…un po’ come se fosse una Venezia più misteriosa. (Questo probabilmente è dovuto al fatto che Venezia l’ho visitata e Ultrecht no e, come si suol dire, l’erba del vicino è sempre più verde)

WikiLeaks

Ecco un altro sguardo sul mondo del Web…

Conoscete WikiLeaks?

Si tratta di un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo, grazie a un contenitore protetto da un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto e poi li carica sul proprio sito web

Fonte: Wikipedia

Wikileaks sviluppa una specie di Wikipedia non censurabile, destinata alla pubblicazione massiva e all’analisi di documenti segreti. Il termine “to leak”, (letteralmente, trapelare) significa rendere pubblica un’informazione senza autorizzazione ufficiale, nonostante gli sforzi per tenerla segreta. Il nostro principale interesse è smascherare le azioni di regimi oppressivi in Asia, nell’ex blocco sovietico, nel Medio Oriente e nell’Africa Sub-sahariana, ma collaboriamo anche con le persone che desiderano svelare comportamenti non etici dei loro governi e delle loro aziende. Puntiamo ad ottenere il massimo impatto politico. La nostra interfaccia è simile a quella di Wikipedia, ed è usabile da qualunque tipo di persona. Fino ad ora abbiamo ricevuto più di 1,2 milioni di documenti provenenti da gruppi dissidenti e fonte anonime.

Fonte: WikiLeaks

Julian Paul Assange è una figura particolarmente interessante nella storia della nascita di WikiLeaks:

Nasce nel 1971 a Townsville, in Australia e, da bambino, ha cambiato casa 37 volte senza mai andare a scuola: studiando da autodidatta in biblioteca.

A 16 anni scriveva già programmi per il Commodore64 (comuter nato nel 1981)

A diciott’anni si sposò e diventò padre, prima di divorziare.

Verso la fine degli anni ottanta entrò a far parte del gruppo di hackers “International Subversives”. Da quel momento in poi ha subito un’incursione in casa da parte della polizia con l’accusa di essere entrato nel Dipartimento di Sicurezza Americano  e ha ricevuto 24 capi di accusa per reati di pirateria informatica.

Il 19 giugno 2012 si è rifugiato presso l’ambasciata Ecuadoriana a Londra dove si trova ancora; su di lui pende un’accusa di violenza sessuale (in Svezia) dal 2010, anno in cui si consegna alle autorità londinesi e viene messo agli arresti domiciliari.

Sembra in oltre che in america sia in corso un’investigazione che potrebbe portare ad incriminare Wikileaks per aver pubblicato documenti governativi segreti.

Io non voglio certo difendere completamente la figura di Julian Assange (sebbene escludendo differenti capi di accusa, una parte di me lo ammiri e lo considererò sempre una persona dalla storia affascinante), però ho voluto scrivere questo articolo per sottolineare due aspetti che mi stanno a cuore:

Il fatto che internet possa essere usato come mezzo capillare per la diffusione di informazioni anche delicate permettendo alle fonti di rimanere anonime e protette. Internet, soprattutto per le persone della mia età, appare più come un luogo dove perdere tempo, dove andare a scopiazzare una risposta per i compiti di storia dell’arte o dove vedere video e ascoltare musica. È giusto ricordarsi che in realtà c’è qualcosa di molto più spesso al di sotto di tutto ciò, anche senza doversi immergere nel Deep Web (di cui ho intenzine di andare a parlare nei prossimi giorni) e che non bisogna essere superficiali di fronte alle cose.

Il secondo punto che chiuderà questo articolo è l’ammirazione per coloro che hanno il coraggio di farsi sentire, una rete di persone che non tacciono di fronte ai torti fatti dai più potenti. Persone che non hanno paura.

 

Link: wikileaks.org

Da vedere: “Il Quinto Potere”

 

 

Chi è Jack Frost?

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Sta notte potevate trovarmi completamente rannicchiata sotto le coperte a guardare “Le 5 Leggende” con l’entusiasmo di una bambina. Ormai avrete capito che, nonostante i miei 15 anni, sono ancora una sognatrice capace di stupirsi di tutto e ancora amante dei fantastici film d’animazione che troppo spesso vengono ignorati da adolescenti e adulti…e di tutto questo non mi vergogno, anzi…

Credo di non essere l’unica ad essere rimasta “innamorata” del personaggio “Jack Frost” e oggi non voglio fare solo una recensione a un film che incoraggia a credere nell’impossibile, voglio scendere più a fondo nella storia di questo personaggio…

Jack Frost non nasce come personaggio computerizzato della Dreamworks, ha origini molto più antiche…si tratta di una leggenda anglossasone che lo vede come collaboratore di Babbo Natale. Secondo le tradizioni gli vengono attribuiti nomi differenti: Padre Inverno, Jack Brina, Jokul Frosti…

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E’ la personificazione dello spirito dell’inverno ed è responsabile del ghiaccio, della brina, del freddo e della neve e anche della colorazione delle foglie in autunno; un’altra sua rappresentazione è infatti quella che lo vede andare per la foresta a tinteggiare le foglie degli alberi con un pennello e una tavolozza ricca di colori…

Babbo Natale, Coniglio Pasquale, Fata dei Denti, Sandman…quanti personaggi incredibili a cui possiamo scegliere se credere o meno, la scelta spetta solo a noi.Rise of the Guardians.jpg

Ora, ogni volta che vedrò una greca di ghiaccio o sentirò un soffio di vento non potrò fare a meno di pensare che forse, da qualche parte, si nasconde Jack Frost.

E tu? Tra un mondo di colori, di fiducia e speranza e uno in toni di grigio che si basa solo su ciò che vedi, cosa scegli?

Te lo stai davvero domandando?

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