Generazione Schifo #3

Buonasera a tutti! Come state? E’ da un po’ che non ci si sente…un tempo mi lamentavo dei miei impegni? Non erano nulla in confronto a quelli di questa settimana!

Ma finché riesco a gestire tutto perché preoccuparsi?

Come dice la mia prof di storia dell’arte “E’ felice chi arriva a letto stanco” perché vuol dire che si è dato da fare durante il giorno e che non è stato con un barattolo di Nutella in mano davanti alla TV…non siete d’accordo?

In questi ultimi quattro giorni praticamente non ho nemmeno visto la mia famiglia (e forse questa è l’unica cosa negativa), ma sto quasi vivendo in Croce Rossa.

Settimana scorsa sono stata nominata responsabile pediatria e ciò mi ha resa molto felice perché dopo soli pochi anni le persone attorno a me si sono accorte che lavoro duro e sono sempre disponibile e questa cosa è stata ripagata con un ruolo, per me, molto importante.

Perché vi sto dicendo tutto questo? Perché è l’introduzione al nuovo appuntamento con la rubrica Generazione Schifo che ormai ha raggiunto il terzo capitolo (QUI il precedente).

Generazione Schifo #3

In qualità di responsabile pediatria sono stata presente alla riunione con i nuovi volontari entrati dall’ultimo corso.

E’ stata una serata traumatica, sono uscita da quella stanza con la pelle d’oca.

Andiamo con ordine: alle nove di sera ci siamo trovati davanti a sette ragazzi tra i 14 e i 19 anni. La responsabile di Area 5 (area giovani), la mitica G, ha cominciato raccontando tutte le attività che noi giovani CRI possiamo fare e ha passato a me la parola per promuovere le attività di pediatria del sabato pomeriggio.

Dopo il nostro discorso è stato il momento di coinvolgere il nostro uditorio con le classiche domande che riassumerò con:

  • Come ti chiami?
  • Cosa ti piace fare nella vita? Parlaci un po’ di te…
  • Come mai la scelta di entrare in Croce Rossa?

E da qui è cominciato il delirio:

Partiamo con L…

Riporto qui sotto la conversazione come si è svolta:

Io: Ciao! Partiamo da te, come ti chiami? Hai voglia di raccontarci qualcosa? Così cominciamo a conoscerci.

L: Mi chiamo L. e ho quattordici anni…e bho…

Io: Dai ci sarà qualcosa che ti piace…

L: Beh ho mollato la scuola perchè c’è, che sbatti studiare.

Tutti: A quattordici anni non c’è l’obbligo di frequenza?

L: Mah…esiste una specie di patto…non so. Se i genitori si prendono la responsabilità di far studiare il figlio a casa si può non andare…Ma hai miei non frega molto, quindi io in pratica non studio…

Io: ah non sapevo. Interessante…Come mai sei entrato in Croce Rossa.

L: (alza le spalle) Boh.

Io: ci sarà qualcosa che ti piace fare.

L: Mah…non faccio un cazzo. Ah sì, ogni tanto vado in palestra.

 

Agghiacciante. E poi tutto detto con un tono di voce scialbo e irritante, proprio da “che cazzo ci faccio qui”

Passiamo alla seconda sedia. Non mi ricordo il nome della ragazza, per convenzione la chiameremo Mortisia (visto i capelli neri da emo, la pelle pallida e l’abbigliamento in stile gothic):

Mortisia: Ciao, io sono Mortisia, ho diciannove anni. Mi hanno cannata due volte all’istituto tecnico informatico e non so che cazzo fare della mia vita.

Cominciamo bene…

Io: Tu come mai sei entrata in Croce Rossa?

Mortisia: Boh…per fare qualcosa.

Mortisia: Senti, posso chiederti una cosa? Se mi tatuo in faccia posso continuare a fare attività coi bambini?

Io: non saprei…cosa vorresti farti?

Mortisia: (Tira fuori il cellulare e mi fa vedere una foto: in pratica vorrebbe tatuarsi la retina degli occhi di viola e delle righe sulla fronte in stile alieno…)

Io: facciamo che ti farò sapere…

Che dovevo dirle? Non potevo uscirmene con una frase del tipo: “Ma sei pazza o cosa?”

Passiamo alla terza (e poi mi fermo qui se no facciamo notte, basta per rendervi l’idea)

A: Mi chiamo A., ho sedici anni, studio al liceo scientifico tradizionale e sono entrata in Croce Rossa perché mi piace aiutare le persone, infatti faccio volontariato in altri posti.

Io: (tiro un sospiro di sollievo “wow c’è qualcuno di normale”…non l’avessi mai pensato.”)  Che altri tipi di volontariato fai?

A: Volontariato al canile, volontariato di qui, di là e bla bla bla (ho smesso di ascoltare scusate)

Io: Ti capisco, anch’io sono sempre in giro, faccio un sacco di cose, ma per la Croce Rossa si trova sempre il tempo.

A: Senti zia, io di cose ne faccio di più.

Io: (respira, respira, respira. Ignora che ti abbia chiamata zia con una voce da saccente che la uccideresti ora. Respira.)

A: tu che cosa studi zia?

Io: frequento il liceo artistico.

A: Ah…no senti, ma ogni tanto io dirò che ad un’attività di Croce Rossa ci sono ma poi non potrò venire, sai com’è zia, noi allo scientifico studiamo anche.

Io: (e che vorresti dire, che noi all’artistico ci grattiamo la pancia? Respira) guarda, ti dico subito che se dai la disponibilità poi ci devi essere…per attività come pediatria riusciamo a sostituirti, ma per i profughi se non vieni salta tutto e non si fa il servizio. E poi sfatiamo un mito: all’artistico si studia.

[…] taglio un pezzo se no dura troppo.

A: che cosa vorresti fare dopo la scuola?

Io: sono indecisa, o l’accademia di fumetto oppure tre anni di filosofia e due di storia dell’arte.

A: perché, tu studi filosofia?

Io: Pensa un po’, all’artistico studiamo filosofia.

A: Ah, pensavo si facesse solo al classico e allo scientifico.

Io: No guarda…facciamo anche chimica e fisica.

A: Davvero? Ma quante ore fai alla settimana zia?

Io: 35, arrivo a casa alle 14.10. Tu?

A: Io 30…ma anch’io arrivo a casa alle due perchè vado a scuola a Milano zia che lì la scuola è più figa…

Fermiamoci qui.

Davvero questi sono il futuro? Davvero la Croce Rossa sarà in mano a questi elementi? Per metà mezzi depressi (a dir la verità L. sembrava fatto) e per metà presuntuosi e irritanti come questa? Ogni volta che mi chiamava “zia” avrei voluto ucciderla, ma come dice la G.

“Ricordati che in Croce Rossa diamo una possibilità a tutti.”

Però, anche lei che è più tollerante di me, è uscita dalla riunione allibita e senza parole. Lei che per la Croce Rossa ha messo l’anima perchè, quando sette anni fa è entrata, i Giovani CRI non esistevano ed è grazie a lei e pochi altri che oggi possiamo fare tutto quello che facciamo. Come possiamo mettere il futuro in mano a persone simili?

Non sono persone…sono parassiti della società. Con questi loro modi di fare scazzati, toni di voce lenti e stanchi, occhi vuoti. Niente sogni. Niente progetti. Mentalità chiusa.

E se questi sono quelli che vengono a fare volontariato, figuriamoci il resto…

Con questa visione catastrofica vi lascio e vado a finire matematica, perchè, penate un po’, all’artistico ci danno pure i compiti. Sensazionale no?

Alberelli di Natale – Come fare

Nel pieno dello spirito Natalizio, dopo la renna di cartone, ecco altre idee per lo stand della Croce Rossa che terremo domenica in piazza…

Come costruire un alberello di Natale di cartoncino [Tutorial]

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Photo by me

Semplici, ma efficaci, basteranno pochi minuti per creare un alberello di cartoncino dallo spirito natalizio.

Occorrente:

  • Cartoncino Verde
  • Compasso
  • Forbici
  • Colla
  • Polistirolo
  • Bicchierino \ Vasetto
  • Foglio bianco
  • Stuzzicadenti lungo

1.

Per prima cosa occorrerrà disegnare sul cartoncino verde cinque\sei cerchi di misure differenti (da una misura più grande a una più piccola) per poi ritagliarli.

 

2.

Piegate tutti in cerchi per otto volte, così da ottenere 16 spicchi.

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3.

Con la punta del compasso forate il centro dei cerchi e infilateli (dal più grande al più piccolo) sullo stuzziacadenti. Sulla punta incollate la sagoma di una stella ritagliata dal foglio bianco.

 

4.

Ora riempite il bicchierino con il polistirolo e infiltatevi lo stuzzicadenti che sporge da sotto l’albero…

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Ed ecco il vostro alberello natalizio!

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Fatemi sapere se volete provare a farlo, mi farebbe piacere 🙂

Intanto: #Waitingforchristmas

Preparativi Natalizi

Quest’anno il Natale lo sento troppo distante: la scuola è troppo stressante e non vedo i miei amici da secoli perché devo studiare, non sono ancora nemmeno stata a vedere l’albero in Piazza Duomo…

E non solo non ho ancora preso i regali, ma non li ho nemmeno pensati!

Meno male che la Croce Rossa, con le sue attività, porta un po’ di Natale nella mia vita 😄: questa domenica ci sarà in piazza il Villaggio di Babbo Natale e noi saremo presenti come sempre…intanto vi presento Rudolf, la renna di Babbo Natale appena costruita per il nostro stand:IMG-20161215-WA0015.jpeg

E voi il Natale come lo sentite quest’anno?
Avete fatto l’albero e il presepe? Quali sono le vostre tradizioni?

Impegni e magliette [Sherlock e Animali Fantastici]

Il periodo prenatalizio è sempre pieno di verifiche e questo, come avrete notato, ha comportato un mio allontanamento dal blog…

Quest’anno mi sono trovata davvero molti impegni (Volontaria in Croce Rossa, guida turistica in una villa della zona, ho cominciato un corso di teatro e il mercoledì sera c’è il servizio profughi! Ah giusto, sto anche imparando a suonare la chitarra…) e in tutto questo io devo anche trovare il tempo per fare i compiti e studiare.

[In merito a questo ho anche avuto una discussione con mio padre che settimana scorsa sosteneva che devo rinunciare a qualcosa perchè se no trascuro la scuola. Mi ha dato molto fastidio perchè, è vero, da fuori sembra che non ho un attimo di tempo per pensare alla scuola, ma, caro papà: Ho i voti più alti della classe! Mi pare proprio che la scuola sia l’ultimo dei miei problemi.]

Tutto questo semplicemente per salutarvi e per dirvi che il blog è un po’in pausa, ma dalla prossima settimana dovrei riprendere a scrivere articoli e non solo a mostrarvi qualche disegno (già perchè in tutti i miei impegni trovo ancora il tempo per disegnare, leggere e uscire con gli amici…a scuola scherziamo dicendo che ho la giratempo di Hermiome per poter stare dietro a tutto quanto)

E a proposito di disegni:

L’anno scorso, mi pare che non ve lo avessi raccontato, io e una mia amica abbiamo modificato un disegno trovato su internet e ci siamo fatte stampare una maglietta così:

quasi-defBene…oggi, sull’onda di “Animali Fantastici” di cui poi scriverò anche la recensione, abbiamo inventato questo disegno e settimana prossima, dopo aver trovato una frase da scrivere sotto, lo faremo stampare su un’altra maglia.

Maglietta newt (2).png

Newt Scamander in compagnia dell’adorabile Snaso

 

 

 

560 Sorrisi

Mercoledì ho vissuto un’esperienza che mi ha resa davvero felice perchè mi ha fatta sentire utile. Utile per gli altri, per dare una mano…

Lunedì il mio comitato di Croce Rossa ha dato il consenso ai minorenni di poter partecipare alla consegna del cibo nei campi profughi e così non ho perso tempo, martedì ho ritirato la nuova divisa e mercoledì sera ero già dietro al bancone con cuffietta e grembiule entusiasta all’idea di poter fare qualcosa di concreto.

Risultati immagini per migranti

Non dimenticherò mai questa esperienza e sono pronta a ributtarmici mercoledì prossimo.

Ciò che più mi ha colpita è stato il potere del sorriso.

Quando abbiamo aperto le porte hanno cominciato a entrare in fila ordinata persone proventienti da differenti parti dell’Africa accomunate dall’essere in una terra straniera, diversa da casa loro, magari anche soli…

Si avvicinavano con facce sconsolate, a volte guardando per terra, e ritiravano il loro vassoio con su il piatto della cena. Io ero la terza tappa: dovevo consegnare le bottigliette d’acqua. Un compito semplice, ma che significava fare tanto. E l’ho fatto con un sorriso costante rivolto a tutti.

La cosa bellissima, che davvero mi fa sorridere ancora ogni volta che ci penso, è che ogni volta che davanti a me arrivava uno di quei ragazzi e alzava lo sguardo per prendere l’acqua, vedendomi così sorridente non poteva che ricambiare. Ne ho raccolti tantissimi di sorrisi ieri sera e li porterò tutti con me.

Abbiamo servito 560 persone e io ho riservato a ciascuno di essi il mio sorriso più sincero e smisurato e ne ho ricevuto in cambio uno uguale.

Davvero, forse cado nel banale, ma è quello che sento davvero: è stato qualcosa di magico.

Mi chiedo come si possa essere razzisti. Mi chiedo come possa la mente umana confinare le persone cosiddette diverse in uno spazio ristretto del pensiero. Persone che hanno solo bisogno di un sorriso.

Ci sono dei piccoli episodi, accaduti ieri, che non voglio dimenticare, sono davvero minuscoli dettagli, ma che hanno reso la serata speciale…

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Generazione Schifo #2

Risultati immagini per bambini di oggi

È la seconda volta che un post del blog titola così…

[Qui il precedente, di due anni fa.]

Generazione Schifo

A cosa mi riferisco? Mi pare chiaro: il degrado sempre più evidente delle generazioni che vanno sviluppandosi. È vero, ormai è appurato che esista una specie di teorema secondo il quale i  ’99 odiano i 2000, i 2000 odiano i 2001 e così via, ma è anche vero che i 2000 sono peggio dei ’99 (e io, essendo una 2000, so di che parlo) e i 2001 sono peggio dei 2000.

Ma c’è un episodio in particolare che voglio riferirvi:

Oggi mi è stato chiesto di sostituire un volontario malato per fare animazione ad una festa di compleanno con la Croce Rossa (una delle attività dell’Area Giovani). Non lo avessi mai fatto.

Mi sono trovata nel delirio più assurdo: 12 bambini di otto anni pieni di una presunzione e di una strafottenza che facevano venire i brividi.

Non erano capaci di rispettare nemmeno mezza regola, si credevano intoccabili, con degli atteggiamenti da “tamarri” che finora avevo visto solo nei peggiori elementi della mia età.

Irrispettosi in una maniera che rasenta l’impossibile. Io e gli altri due volontari le abbiamo provate tutte per tenere un minimo di ordine, passando dal sorriso alla minaccia e in tutto questo i quattro genitori presenti sono riusciti solo a dirci: -Eh, ora però cercate di farli stare un po’ calmi –

Io non dico molto spesso parolacce, avrete notato, seguendo i miei articoli, che tengo sempre una linea di espressione che evita le volagarità.

Ma quando ci vuole ci vuole:

Quei bambini erano delle gran teste di cazzo!

E i genitori uguali.

E dire una cosa del genere riguardo a bambini di otto anni fa davvero perdere la fiducia nel futuro.

E poi mi chiedono perchè non voglio figli.

 

A ciascuno la sua scatola…

Natale alle porte! Ormai manca davvero pochissimo, un’ultima verifica di inglese lunedì mattina e poi addio impegni scolastici fino al 7 gennaio!

Tra le cose più belle del Natale ci sono i regali…non il fatto di riceverli, mi riferisco al farli. Andare alla ricerca di qualcosa che potrebbe piacere ad un nostro amico o ad un nostro familiare, districarci tra nastrini e carte colorate e per i più creativi non è forse divertente mettersi all’opera per realizzare regali originali e particolari?

Quest’anno sono tornata al voler creare io alcuni regali come facevo da piccola, cosa che nel corso del tempo si era ridotta a dei semplici acquisti e così sono nati diversi lavori che mi hanno lasciata molto soddisfatta e spero che piacciano anche alle persone alle quali li ho dedicati.

Così tra piccoli quadretti e foto incorniciate con decorazioni di pasta di sale sono nate anche 2 scatole…

Conoscete le formiche di Fabio Vettori?

 

No?

Allora correte subito su Google Immagini a rimediare e poi tornate su questa pagina!

Sono dei disegni molto semplici che amo moltissimo e ho deciso di usarle come decorazioni per due regali, uno per una mia amica e uno per mio papà

Una semplice scatola di legno colorata con due colori differenti tra interno ed esterno e tante piccole formichine allegre…il risultato non è adorabile?

Vorrei rendervi partecipi anche di quella che ho fatto per mio papà ma ho pensato solo ora che è già impacchettata e non ho la foto…ve la mostrerò dopo che sarà stata spacchettata. Si tratta di una scatola sempre di legno che ho colorato di giallo e sul coperchio ho disegnato in grande una formica come quelle sopra con una chiave inglese in spalla e i chiodi in mano e in alto c’è scritto “The Box of Tools” e dentro è divisa in piccoli scomparti dove metterò viti, chiodi, bulloni e quant’altro. Questo perchè mio papà è sempre preso dietro lavori di casa fai da te (molti mobili e altre parti della casa le ha fatte lui stesso).

So che questo Natale non sarà particolarmente gioioso per la sottoscritta, ma mi sto godendo il più possibile questi giorni di attesa divertendomi a creare o a passare le domeniche in piazza con la Croce Rossa a fare la tenda di Babbo Natale…domani e mercoledì poi consegneremo i regali in pediatria mentre la sera della vigilia andremo porta a porta nelle case delle famiglie che l’hanno richiesto a portare i regali ai bambini!

E il vostro Natale come si prospetta? Siete stati buoni?