In any other world

Ho ripreso a scrivere…mi mancava troppo.

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1

Nevica. I fiocchi bianchi sono delicati, come le loro vite di un tempo. Prima che andasse tutto storto, prima che aprissero gli occhi. Prima che si fossero trovati nel mondo dei grandi.

Ma ora non c’è altro modo per rimediare.

– E’ davvero la giusta cosa da fare? – la voce di Jodie è solo un sussurro nella notte, mentre si stringe al braccio di Thomas. Lui, più alto di lei di una spanna, si perde nell’odore dei suoi capelli. Sì, è davvero la cosa giusta da fare, se non vuole perdere quelle sensazioni.

I cristalli di neve si illuminano per un istante quando sfiorano la luce del lampione, per poi cadere nell’oscurità.

– Sei ancora in tempo per tirarti indietro. – le ricorda Colin senza voltarsi. La sua voce è sicura. Forse troppo.

Forse a voler nascondere l’insicurezza che lo attanaglia.

– No, mai! – il viso di Jodie si imporpora, non per il freddo. Hanno fatto una promessa, la notte prima. Avevano promesso di farlo insieme. E di non voltarsi indietro.

Non era stato difficile scegliere dove. Quella panchina, sotto quel lampione. Era lì che aveva avuto inizio tutto. Quello era stato il luogo da dove si erano affacciati sul mondo. E da lì dovevano lasciarlo, quel mondo.

Colin si ferma sotto il fascio di luce mentre un sottile strato di nevischio va a depositarsi sulle sue spalle larghe. Nuvolette di fiato escono dalle loro bocche che respirano sempre più affannate. Negare di essere spaventati sarebbe una bugia.

Accanto a Colin c’è Elizabeth. Ed è sempre stato così. Nessuno potrebbe immaginare Colin senza Elizabeth e Elizabeth senza Colin. Una di quelle storie d’amore che credi di poter trovare solo nei libri, ma in questo caso sono loro ad essersi trovati, già da molti anni.

Rimasti indietro sono Adrien e Edward. Il passo del primo è così leggero da non lasciare quasi impronte sulla neve. Il secondo lo osserva di sottecchi e pensa che non è mai stato così bello, con i fiocchi di neve che si impigliano alle ciglia e le lentiggini coperte dal rossore delle gote infreddolite.

Dopo le prime parole tacciono tutti. Sentono il peso del momento farsi strada tra di loro. Quasi non hanno il coraggio di guardarsi tanta è la paura che provano, ma temono che se i loro sguardi si incrociassero allora scoppierebbero a ridere e direbbero che si tratta solo di uno scherzo, che mica vogliono farlo loro, di scappare.

Però vogliono scappare tutti, quindi nessuno alza lo sguardo.

– Come avevamo pensato? – domanda Colin rompendo il silenzio.

E’ sempre stato lui il leader del gruppo, quello che sa prendere le decisioni difficili.

La domanda non ha bisogno di risposta. Edward annuisce ed è il primo a girarsi.

Si danno tutti le spalle. Si toccano, schiena contro schiena.

Le dita di Elizabeth tra quelle del suo ragazzo. Così come quelle di Jodie stringono la manica di Thomas.

Le mani di Adrien tremano ancora sfiorando Edward.

E’ una notte senza luna. Buia come il loro futuro. Senza certezze, ma affascinante e intrigante come non mai. Pieno di promesse.

– Ci rivedremo? – domanda Jodie timidamente. Non poteva andarsene senza averlo domandato, senza averlo sperato.

– Tra quindici anni di nuovo qui. Va bene? Qui, sotto questo lampione! – Colin si infervora al pensiero. L’idea di un futuro in cui le loro vite sono migliori e possono incontrarsi un’altra volta nella loro vecchia vita.

Immagina quando arrivando scorgerà Adrien seduto sulla panchina, sempre guardando in basso. Fantastica sull’arrivo di tutti i suoi amici. Rideranno tanto. Diranno “Ti ricordi…” e ricorderanno. E rideranno ancora.

Poi si incammineranno verso il Connor Pub, il bizzarro bar irlandese all’angolo. Insieme.

E davanti una tazza di cioccolata potranno raccontarsi le loro vite.

Il freddo fa tornare Colin al presente. Gli altri sono d’accordo.

Si rivedranno, è una promessa. Ma ora devono andare.

Muovono insieme quei passi carichi di speranze tanto da essere quasi troppo pesanti.

Prendono tre direzioni diverse e camminano.

Non si voltano indietro.

Forse Jodie sì, ma lo negherà sempre.

La notte inghiotte le tre coppie che svaniscono senza lasciare traccia.

Quando al mattino il paese si sveglierà sentirà un vuoto. La colpa aleggerà nell’aria ghiacciata d’inverno. E tutti si sentiranno colpevoli di aver ferito quelle giovani vite. Per averle schiacciate sotto i pregiudizi. Per averli stretti nella morsa dell’ignoranza. Per averli messi con le spalle al muro.

Colin, Elizabeth, Jodie, Thomas, Adrien e Edward, troppo giovani per ciò che hanno affrontato, ma ancora una volta pronti a rimettersi in piedi.

Mentre i volti stanchi si affacciano alle finestre osservando i ricami di ghiaccio che ha tracciato l’inverno loro sono già lontani e ripensano a come tutto ha avuto inizio, a come da semplici bambini sono cresciuti e si sono scontrati contro il mondo.

***

Il primo personaggio ad essere nato è stato Adrien. Settimana scorsa è venuto a farmi visita cominciando a raccontarmi la sua storia. Una storia piena di gioie e di tristezze. Lo avrete capito, Adrien è gay e, nel suo paesino dalla mentalità ristretta è stata dura convivere con se stesso. E così ha cominciato a sfogarsi raccontandomi del bullismo, delle prese in giro e della reazione dei suoi genitori e dei vicini.

Dopo un po’, grazie ai suoi racconti, ho conosciuto anche Colin e Elizabeth i suoi migliori amici. Anche loro hanno avuto una storia difficile e Adrien infine me li ha presentati.

Da poco sono comparsi anche Thomas e Jodie, ma non li conosco ancora bene…

Non so cosa verrà fuori da questa storia, ma la considero una storia importante per me e per chi come me ora si trova in quello strano periodo detto “adolescenza”. Se deciderete di andare avanti anche voi conoscerete Adrien, Edward, Colin, Elizabeth, Jodie e Thomas e non ve li toglierete più dalla testa.

[La storia continuerà su Wattpad: https://www.wattpad.com/story/92283301-in-any-other-world]

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6 pensieri su “In any other world

  1. Heylá! Se vi piace scrivere, fate un giro sul mio blog. Troverete stralci di racconti, di personaggi, idee e spunti da manipolare. Sembra una brutta televendita, ma non lo é. Ogni racconto é volontariamente aperto, per chi volesse “rubarlo”. Date un’occhiata 🙂

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