Parole in Corso

 

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Parole in Corso procede e tutti siete invitati a partecipare: in che cosa consiste? Stiamo scrivendo una storia a più mani dove le idee vanno a fondersi dando vita a risvolti interessanti.

Se volete partecipare lasciatemelo detto in un commento, più siamo meglio è!

[cliccate qui per saperne di più…]

Anche Caos ha completato il suo capitolo aggiungendo un altro colpo di scena! La storia sta prendendo sempre più forma, le idee si stanno mescolando in un gioco interessante, è ora il turno di unododici che viene nominato Scrittore del Terzo Capitolo

[ricordo che la mail a cui inviare lo scritto è ihavealittledream@tiscali.it]

Capitolo Secondo

Ma non ho modo di chiedermi altro perché, non appena mi volto indietro tutto quello che riesco a vedere laddove, fino a due secondi fa, c’era la signora del museo dentro la sua macchina,  non è altro che… Vuoto. Un pezzo di strada vuoto, muto, anonimo.
Non sento più il dolore lancinante di poco prima alla gamba, ma sento un’incredibile voglia di gridare e di vomitare invadermi al contempo.
Mi sento ancora confusa e stordita, e non so esattamente per quanti minuti resto lì, davanti alla porta di casa semi-aperta, inzuppandomi tutta di pioggia, sta di fatto che la pioggia ha tutto il tempo di trasformarsi in un bel temporale.
Chiudo gli occhi.
Li riapro e raddrizzo la schiena per potermi guardare meglio intorno.
Sono davvero tornata sulla Terra?
Accarezzo con il pollice il mio tatuaggio, facendogli fare dei movimenti circolari.
Tutti gli anni vissuti nella Terra delle Stagioni… Inglobati in una misera ora terrestre. Quasi non riesco a crederci. È un pensiero che aumenta la mia già considerevole voglia di vomitare.
Dubito di poter stare tranquilla solo perché “sono tornata sana e salva”, comunque. Anche perché, certo, sarò felicissima di rivedere tutti i miei amici… Mamma, papà…
Ma lì, nel Regno di Primavera, mi ero sentita a casa come non mi era mai successo in nessun’altro luogo.
Cerco di respirare a fondo. Non mi sembra proprio il momento di scoppiare a piangere, nonostante la tensione. Resto pur sempre una guerriera dell’Esercito Reale delle Stagioni, Santo Cielo! Mi premo un dito sulla tempia per cercare di ricordare al meglio il mio ultimo giorno sulla Terra…
Era il giorno del mio trentesimo compleanno.
Avevo deciso di passare un giorno di ferie in occasione del mio compleanno per andare al museo da sola, per poi andare a cena dai miei genitori. Il giorno dopo avevo deciso di andare a ballare in un bar con gli amici.
Questo mi fa ripensare, con un’immensa stretta al cuore, ai concerti del Regno di Primavera… Anche se, devo ammetterlo, quelli che sanno farti accapponare la pelle e stringere il cuore come nessun’altro sono quelli del Regno d’Autunno!
Il Regno d’Autunno….
Il violino fatto di foglie. Così fragile, delicato e sfuggente, che solo i più virtuosi musicisti del Regno d’Autunno sono capaci di suonarlo. E fu proprio in mezzo a quel gruppo di musicisti che, un giorno, vidi una ragazza dagli scompigliati boccoli neri e gli occhi castano chiaro.
Gli occhi più belli del mondo…
L’amore della mia vita.
Una stretta, stavolta più forte delle altre, mi attanaglia il cuore e mi fa sfuggire un singhiozzo. Lascio che una lacrima mi righi impunemente una guancia e mi fiondo dentro casa, chiudendo la porta con un sonoro tonfo e buttandomi di peso sul letto del bilocale che affitto. Affondando il viso nel cuscino, lascio finalmente scappare un sonorissimo grido, pieno di frustrazione e disperazione.
Chi era quella Signora? Come faceva a sapere dove abito?
Sicuramente mi ha soccorso e riaccompagnato di proposito, ma… Perché? Che cosa vuole da me?

Dopo aver passato non so quanto tempo a rimuginare sul letto, mi decido finalmente ad alzarmi, svestirmi ed infilarmi nella doccia. Lascio l’acqua calda scivolare lungo tutto il mio corpo per un po’ di tempo.
“Faceva così freddo…”

Sono viva per miracolo. Ma per quale motivo? Se ho davvero lasciato il mio corpo per poter raggiungere la realtà parallela del quadro, perché mi sono svegliata così di colpo? Sono… Sono morta?
La sola ipotesi di non poter mai più mettere piede nel Regno di Primavera mi fa salire nuovamente il magone. Ed il pensiero che segue non migliora affatto le cose.
“Artemis…”

Sei ancora viva?

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6 pensieri su “Parole in Corso

  1. Molto difficile trovare un seguito a una storia che sta prendendo un corso preciso e io sinceramente non sono molto vicino a questo mondo fantasy che si è delineato molto bene. Farò del mio meglio ma non credo sarò così prolifico in fatto di parole come chi mi ha preceduto. 😉

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    • Grazie mille per aver deciso di partecipare anche se la storia si sta allontanando dal tuo genere, il bello è anche questo, non sapere mai cosa aspettarsi 🙂 Sono curiosa di sapere cosa succederà col tuo capitolo!

      Liked by 1 persona

  2. Ciao, ti scrivo per dirti di aver inviato il mio contributo al racconto, l’avviso è solo perchè magari tante volte va a finire in spam. Se invece lo hai visto non tener conto del messaggio 😀
    Inoltre volevo dirti di visitare il mio ultimo post sul blog, Bottoni 5, spero di averti fatto cosa gradita. A presto.

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