Maurice

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Credo che una cosa bellissima sia riuscire a comprendere il mondo nella sua totalità, riuscire a capire la bellezza in ogni cosa che ci circonda, continuando a meravigliarci ogni giorno, ogni ora, ogni singolo istante che viviamo.
Credere solo e soltanto nelle proprie convinzioni limita il proprio modo di pensare, bisogna essere aperti, pronti ad accogliere la novità.
Non dico di essere perfettamente d’accordo con tutto ciò con cui entriamo in contatto, bisogna essere in grado di elaborare una propria opinione, bisogna creare la propria personalità, non essere in balia delle opinioni altrui, però credo che capire ciò che ci circonda sia un atto di grande coraggio e consapevolezza. Quello che intendo è che non bisogna concordare con qualsiasi cosa, bisogna comprendere

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Imparare a non giudicare gli altri basandosi sui propri ideali a volte può apparire difficile perchè si può essere anche spaventati, si entra in un luogo in cui non si hanno punti di riferimento, si è circondati dalle novità, dal diverso e allora si aggrappa a delle convinzioni solo per avere qualcosa di familiare, per riuscire a tirarsi fuori da questi mondi. Usiamo queste convinzioni come scusanti, diamo loro più potere di quello che hanno in realtà, cosicché acquistano importanza, consistenza, e oscurano tutte le altre opinioni e scuole di pensieri che paiono più piccole, sperdute.
Con queste parole voglio introdurre un tema che scatenerà senza alcun dubbio pareri molto contrastanti: l’omosessualità.

Io sono convinta che ognuno di noi abbia il diritto di vivere la propria vita seguendo ciò che viene dettato dal cuore e dalla mente e che nessuno ci possa porre dei limiti, nessuno ha il diritto di giudicare, di insultare e di maltrattare gli ideali altrui.

L’amore è un sentimento sensazionale, è qualcosa di incredibile e fortissimo che non ha limiti e ogni persona ha il diritto di scegliere su chi riversare questo amore, a chi regalarlo. E’ normale che siamo portati a pensare che questo amore vada riversato nei confronti di un membro del senso opposto, ma perchè dovremmo scandalizzarci se così non dovesse essere? Non dovremmo semplicemente essere felici di sapere che vi è puro e incondizionato amore?

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L’amore che un ragazzo potrebbe provare per un altro ragazzo non è uguale a quello che potrebbe provare per una ragazza? Non si chiama sempre nello stesso identico modo? Non suscita le stesse identiche sensazioni?

Pensare che ancora oggi, nel 2015, ci siano persone dalla mente così ristretta che considerano l’omosessualità una malattia mi riempie di sconcerto, ma anche di tristezza, come se in fondo quest’evoluzione di cui tanto ci vantiamo non ci stia portando ad allargare i nostri pensieri alla semplice accettazione di ciò che è diverso, e che ciò che è diverso può essere semplicemente bello, e non spaventoso e terrificante

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Alan Turing, matematico e crittografo americano, fu un grande uomo. Egli segnò un profondo cambiamento nella sorte del mondo durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu in grado di realizzare una macchina che decifrava i codici tedeschi (precedentemente criptati grazie al sistema “Enigma” ) e ciò porto la guerra a concludersi con maggiore rapidità (gli storici e la statistica pensano che l’intervento di Turing abbia permesso di accorciare il conflitto di 2 anni, e che abbia evitato la morte di milioni di persone)

Alan Turing era omosessuale. In quel periodo, in Inghilterra, vi era ancora in vigore la legge che condannava l’omosessualità considerandola un reato. Nonostante tutto ciò che Alan fece per il mondo intero, quando venne alla luce questo aspetto della sua vita privata, fu condannato alla cura ormonale, cosa che lo fece stare male a lungo fino a che si suicidò. Ecco come morì una delle meni più brillanti di questo mondo, SUICIDATO SOLO PER ESSERE STATO DIVERSO.

(Tutto questo l’ho appreso grazie alla visione del film “The Imitation Game” in cui Alan Turing viene interpretato dal fantastico Benedict Cumberbatch)

Ma il titolo di questo infinito post porta un altro nome…ho deciso di intitolarlo a “Maurice” un film che tratta l’omosessualità con un tatto incredibile, va a toccare la differenza tra l’amore platonico e quello passionale e come entrambi possano nascere tra persone dello stesso sesso.

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La storia è quello di un ragazzo, Maurice, che si trova a dover accettare la sua natura, iniziando nel periodo universitario una relazione con l’amico Clive (interpretato da un giovanissimo [e bellissimo…scusate la divagazione] Hugh Grant), relazione assolutamente casta, che si concluderà, però, in maniera devastante per Maurice. Ci troviamo nel 1910, in Inghilterra l’omosessualità è ancora un reato; Clive, cresciuto, rinnegherà la sua natura, sposandosi con una donna e facendo sprofondare Maurice nella depressione, un Maurice che ha imparato a capirsi e ad accettarsi per come è. Fortunatamente il film si conclude con un lieto fine: Maurice troverà l’amore, non più platonico come con Clive, in Alec Scudder, uno dei membri della servitù di Clive (interpretato da Rupert Graves che in questo film compie la sua seconda apparizione sugli schermi, e che oggi molti di voi conosceranno come il commissario Lestrade nella serie TV Sherlock della BBC).

Questo è un film che obbliga a riflettere, riflessione che porta allo schifarsi nel pensare che un tempo il semplice atto di amare una persona poteva portare all’essere giustiziati. E pensare che ancora oggi in alcuni paesi del mondo avviene ciò è drammatico.

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