Intervista a Pierdomenico Baccalario

Ulysses_moore_bg

Solitamente cerco sempre di pubblicare articoli scritti dalla sottoscritta, questa volta però vi metterò semplicemente a parte di un’intervista che avevo scovato in rete un po’ di tempo fa e che oggi mi sono ritrovata a rileggere ed essendo che ormai ho già cominciato ad asfissiarvi con la mia ossessione per Ulysses Moore, tanto vale continuare.

Sul sito “il viaggiatore curioso” è stata trascritta un’intervista che l’autore dei miei amati libri ha rilasciato, mi pare, nel 2010, vi metto dunque a parte di questa intervista per svelarvi altre piccole curiosità sui Luoghi Immaginari.

INTERVISTA

Come le è venuta l’idea per la saga di Ulysses Moore?
PB: Da un viaggio in Cornovaglia e un baule pieno di oggetti, che mi sono ritrovato tra le mani. Sono cresciuto in una famiglia che mi ha insegnato a curiosare tra le cose vecchie, prima di entusiasmarmi troppo per quelle nuove.

Come mai ha scelto la Cornovaglia e ha inserito continui richiami all’Odissea?
PB: È una terra molto bella, con uno splendido mare, soprattutto in inverno. Non amo particolarmente il mare come caldo, spiaggia e ombrellone. Ma amo le scogliere e i luoghi silenziosi.

Quale libro della saga è stato più divertente/interessante da scrivere?
PB: Il primo. L’ho scritto in cinque giorni. E il settimo, che dà il via alla seconda saga.

Ha intenzione di scrivere altri libri con gli stessi personaggi della saga facendoci sapere qualcosa di più sugli altri Luoghi Immaginari?
PB: Sì. Uno uscirà nella primavera del 2012 e si intitola “La Bottega Battibaleno”. Pierdomenico esce allo scoperto, firma il libro, ma continuano ad esserci i viaggiatori immaginari, e le quattro chiavi. Quindi, l’esplorazione continua. Un’altra storia con i viaggiatori immaginari è Maydala Express, titolo sciagurato per un libro che io volevo intitolare “Un Biglietto per Chissàdove”, scritto con l’amico Davide Morosinotto, ora impegnato in un’esplorazione della giungla australiana (dico davvero). E un altro bel viaggio è quello di Otto Folgore Perotti in Cyboria – il Risveglio di Galeno, dove si cominciano a chiudere i collegamenti tra viaggi immaginari, costruttori di automi, e… bè. Mica posso dirvi tutto!

Quanto della seconda serie è stato creato dopo la scrittura della prima? Quali cose erano già nel progetto originario e quali sono state aggiunte o modificate?
PB: La struttura del labirinto sotterraneo non mi era venuta in mente durante la prima serie. Sapevo della spaccatura, ma non di cosa potesse esserci sotto. E sapevo di Spencer, perché era il segreto iniziale della sparizione di Penelope. Andate a cercarvi la storia misteriosa di questi personaggi e di come sono scomparsi e riapparsi nella storia.

Per dare vita ai protagonisti ha preso ispirazione da persone reali? Se sì, da chi?
PB: Come sempre si fa, si usano nei libri le persone che si conoscono. Mi piace immaginare che il carattere di Nestor e il suo modo di risolvere i problemi sia quello di mio padre. E credo di assomigliare nell’avventatezza un po’ a Jason. Julia è ispirata a Beatrice, una mia grande amica dell’adolescenza, che ora vive a Ceylon, che ho “usato” anche per un altro libro, il Codice dei Re (dove si scoprono cose sulle lingue proibite, che sono un ulteriore collegamento con quanto si scoprirà nella Bottega Battibaleno e sulla lingua del Disco di Festo). Rick è liberamente ispirato al mio amico Andrea Olivieri, che forse ora tanto amico non lo è più, nel senso che è cresciuto e diventato un avvocato importante, mentre io, come vedete, ho scelto le storie.

C’è un personaggio a cui si è affezionato particolarmente o che ha trovato stimolante sviluppare?
PB: Credo Peter Dedalus, perché è il più controverso e misterioso.

Ulysses Moore – Dettagli

Qual è la pronuncia del nome “Ulysses Moore” di colui che l’ha creato?
PB: Ulisses. Senza la “iu” iniziale.

Cosa rappresenta l’immagine al centro del logo di Ulysses Moore nel nono libro?
PB: E’ una mappa. Ma per ora non posso dirvi davvero niente di più. Tranne forse che potreste cercare online informazioni sullo spato islandese, o cristallo dei vichinghi. C’è stato recentemente un bell’articolo sul National Geographic.

Chi è la donna del logo dell’undicesima copertina?
PB: Lo saprete questo autunno.

Prima della data di pubblicazione effettiva dei volumi, in rete sono circolate alcune versioni “alternative” delle copertine del settimo e del decimo libro (di cui abbiamo parlato in questo e inquesto articolo). Un utente afferma addirittura di essere riuscito ad acquistare una versione de Il Paese di Ghiaccio con la “copertina fantasma”. A cosa sono dovute queste incongruenze?
PB: Credo che l’utente abbia ragione. E’ uscita una versione particolare di alcuni libri. A volte sono copie che vengono portate fuori in gran segreto dalle case editrici, chissà da chi. Ulysses Moore suscita sempre molto interesse e curiosità. E ci sono decine di immagini ancora mai pubblicate, che speriamo prima o poi che vedano la luce.

Sempre tramite Internet era stato reso noto il titolo del decimo volume come Il Libro del Vento. Pura invenzione di qualche sito?
PB: No. La notizia è vera. Era il titolo che Ulysses voleva.

Come funziona il tempo nei Luoghi Immaginari? Mettiamo che io attraversi la Porta della Casa degli Specchi e mi rechi nella Venezia del 1700 e che qui faccia varie cose, conosca persone, eccetera; poi torni a casa. Quando tornerò a Venezia, in quale momento sarò arrivato: prima o dopo aver conosciuto quelle persone? Pian piano quella Venezia si trasformerà in una Venezia sempre più moderna?
PB: No. Non è una questione di tempo. Non tutti i luoghi “storici” sono diventati immaginari. Venezia è il problema principale. Ma ce ne sono altri almeno altri quattro, di cui per ora ho avuto modo di ricostruire una Vienna, una Londra e una Buones-Aires, che vivono questa doppia vita. Mi spiego. Eldorado, Atlantide, Mu e tutti i vari luoghi “immaginari” raggiungibili da quelli reali sono semplici da spiegare: sono luoghi al di fuori del tempo, che così rimangono sempre. Ciò che accade lì accade lì e basta. Non c’è un’evoluzione o una storia per cui questi luoghi diventano qualcosa d’altro. Immaginali come all’interno di una bolla. I luoghi più complicati, come Venezia, contengono dentro di sé una di queste bolle, che rimane staccata dalla Venezia storica, quella che possiamo visitare tutti i giorni. Staccati eppure presenti, come un’ombra continua, un fantasma, un’idea. E magari raggiungibili svoltando in un certo momento in un certo vicolo. Per quanto riguarda lo scorrere del tempo, mi risulta che sia costante, almeno in tutti i luoghi immaginari di cui ho conoscenza.

Nell’ultimo volume viene detto che le vele nere ritrovate nel Club dei Viaggiatori Immaginari vengono montate sulla nave volante di Pandora, ma questa si trova nell’isola inospitale delle scimmie nei Porti Oscuri. Come possono aver raggiunto questo luogo con le vele senza la nave, che appunto si trova già “imprigionata” a destinazione? O viceversa, il problema è il medesimo.
PB: Dal dodicesimo libro è stato tolto un intero capitolo che lo spiegava. Cercherò di recuperarlo e di mandarvelo. Ma non credo che sarà una cosa semplice.

Nel nono libro, Ultima dà a Rick il suo carnet, poi Rick entra nella porta d’Avorio che, dopo aver affrontato la creatura oscura presente nel Labirinto, torna a Kilmore Cove insieme ai fratelli Forbice, Jason e Anita. Come mai nel 10 libro, il carnet è di nuovo in mano a Ultima?
PB: Anche qui è colpa di un taglio del testo. Ora controllo sui diari. Se non ricordo male, Rick lasciava il carnet di nascosto prima di entrare nella porta, decidendo, con un gran sospiro, di affrontare la parte oscura senza il libro-finestra. Nel labirinto, di fatto, Rick non usa il libro, ma arriva al momento dello scontro con la creatura oscura (il minotauro del labirinto). Tra l’altro, nel labirinto Rick ha un incontro molto particolare, che non è rivelato nel testo, ma che potrebbe esserlo in futuro.

A Bologna vi è una fontana con tre tartarughe. “Raymond Moore” lo sapeva? È mai stato a Bologna?
PB: Non credo che lo sapesse. Direi che bisognerà informarne Ulysses e controllare tra i libri di Raymond.

Ulysses Moore – Il film

È vero che si è pensato di portare la serie di Ulysses Moore sul grande schermo?
PB: Sì. Ci abbiamo pensato.

Come procede il progetto?
PB: C’è un trailer e una pre-produzione. Ma niente di più. Stiamo a vedere.

Domande personali

Come ha avuto l’idea di catapultarsi all’interno della saga, sotto le vesti del misterioso Traduttore?
PB: Mi piaceva avere un ruolo defilato rispetto all’autore, e credo che il ruolo del traduttore fosse la cosa migliore. La casa di cui parlo nel libro era la mia casa di Verona. E da lì si citano Emilio Salgari e La Spezia, che è la città di Iacopo Bruno, l’altra grande mente che si nasconde dietro all’universo visivo e fantastico di Ulysses Moore. Ricordatevi che, se avete amato Ulysses Moore, lo dovete sia alla fantasia di chi l’ha scritto, sia di chi l’ha disegnato.

Alcune delle ambientazioni della saga di Ulysses Moore sono state mete dei suoi viaggi? Se sì, quali sono stati i suoi preferiti?
PB: Tutte le foto che sono presenti nel libro sono foto reali e tutte di luoghi davvero “particolari”, come quelle che vi ho messo online e che potete vedere. (Guarda le foto)

Ha in progetto altri libri? Se sì, potrebbe darci un’anticipazione?
PB: Di Ulysses Moore? Lui non ne vuole sapere. Ma c’è un certo fermento nei Viaggiatori Immaginari. Quindi è possibile che lo tireranno per la giacchetta e lo convinceranno. Se sarà così, vi avvertirò.

Spero che l’articolo sia stato d vostro gradimento 🙂 spero sempre che qualche altro fan della saga scovi miracolosamente uno dei miei post così che io possa trovare qualcuno con qui perdermi in teorie di viaggi immaginari 🙂

In ogni caso, per i pochi vagamente interessati, sono ancora motivata nello scrivere i riassunti di tutti i libri, voglio però essere assolutamente precisa, quindi scriverò il riassunto relativo al secondo dopo averlo riletto…in questo momento ho un sacco di libri tra le mani (la saga di “Sono il numero 4” l’ultimo di libro di Sherlock Holmes scritto da Arthur Conan Doyle e altri vari libri ispirati al personaggio ma scritti da altri autori come “la soluzione sette per cento” o “il mandala di Sherlock Holmes – gli anni mancanti”, altro libro che aspetto di leggere da una vita è “Nessun Dove” di Neil Gaiman, finalmente prenotato in biblioteca…quindi, per farla breve, ci sarà tempo anche per Ulysses Moore “la bottega delle mappe dimenticate”, devo solo divorare prima qualche libro

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...