Ulysses Moore – La porta del Tempo

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Mi sono resa conto (guardando le statistiche del sito) che un sacco di gente finisce sul mio blog per ricerche legate a Ulysses Moore, una saga di cui avevo parlato qualche tempo fa. Nell’articolo precedente avevo semplicemente fatto una panoramica sull’intera saga, notando però queste curiosità ho deciso (per quanto mi sarà possibile) di approfondire ogni capitolo della saga.

Si parte così dal primo libro:

La porta del tempo

(ATTENZIONE: l’articolo potrebbe contenere spoiler [anticipazioni])

Questa storia comincia con un trasloco. La famiglia Covenant, composta da due gemelli; Julia e Jason Covenant e dai due genitori, abbandona la città per scappare dal casino, giungendo a trovar un paesino sperduto, nemmeno segnato sulle mappe, che porta il bizzarro nome di Kilmore Cove. Non solo questo paesino e la loro nuova casa, avranno addirittura l’opportunità di alloggiare nella casa più bella della zona: Villa Argo.

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Villa Argo è una casa dalle moltissime stanze, abbarbicata in cima alla scogliera di Salton Cliff. I due ragazzi, distinguendosi dal resto degli adolescenti, non criticano la scelta dei loro genitori di andare a vivere in un posto dove nemmeno prende internet, anzi, Jason, fissato coi fumetti, si mette subito alla ricerca di fantasmi. Precisamente alla ricerca del vecchio proprietario.

Perchè il vecchio proprietario, il signor Ulysses Moore è sparito, dopo la presunta morte dell’amata moglie Penelope.

Compagno delle avventure dei due fratelli sarà preso Rick Banner, ragazzo del paese che ha sempre avuto il sogno di entrare a Villa Argo e, grazie alla sua amicizia coi gemelli, in un giorno di diluvio, avrà addirittura l’occasione di passarci la notte.

I signori Covenant, per via di problemi con l’agenzia di trasporti, sono costretti a tornare in città, lasciando i ragazzi alle cure di Nestor, lo scorbutico giardiniere che si prende cura della casa da moltissimi anni.

Non ci vorrà molto ai ragazzi per scoprire il lato buono e disponibile dell’anziano.

Quelle di Jason non sono solo fantasie, a Villa Argo si nasconde davvero qualcosa, qualcosa che loro non possono nemmeno immaginare, ma che in poco tempo scopriranno.

E sarà una disgrazia a metterli sulla pista giusta.

Il pomeriggio prima del temporale i ragazzi si ritroveranno a correre sulla scala di pietra che dalla casa porta alla spiaggia.

Jason, inciampando nei gradini si ritroverà appeso per miracolo a uno spuntone di roccia, sotto di lui la scogliera.

Lentamente cecherà degli appigli più saldi.

Infilando la mano in un buco.

In quella fessura troverà un pacco.

I misteri di Villa Argo sono difficili da decifrare, servono logica, coraggio e gioco di squadra.

Cosa fareste voi se vi trovaste in mano un pacchetto contenente il modellino di una nave e un scatolina contenente “Terra-Luce”; ovvero così definite da un foglietto delle palline di terra.

Nella scatola vi è anche un messaggio in lingua sconosciuta, ma il vecchio proprietario non si faceva mancare nulla, nell’immensa biblioteca i ragazzi trovano subito ciò che serve: il dizionario dei linguaggi dimenticati.

Tradotto il messaggio si ritrovano increduli a leggere di una flotta…una flotta nascosta sotto la scogliera di Salton Cliff.

Nella casa troveranno anche la ricevuta di un pacco da ritirare alla libreria Calypso “Buoni libri salvati dal mare”.

Il pacco contiene quattro chiavi molto bizzarre.

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Alligatore. Istrice. Rana. Picchio. Sono questi gli animali in ferro battuto che le ricoprono.

Si sa, le chiavi servono ad aprire, ma cosa aprono a Villa Argo?

E’ una porta, una porta nera, graffiata e vecchia ma indistruttibile che era stata nascosta dietro un armadio.

Posizionate le chiavi nel giusto ordine nelle quattro serrature (dopo vari tentativi decifrano il codice: vanno inserite seguendo l’ordine della catena alimentare) la porta si socchiude, conducendoli all’interno della scogliera.

Si trovano in una sala con quattro porte, ogni porta un simbolo. Sul pavimento c’è incisa una frase, tracciata circolarmene e ripetuta in maniera palindroma, attraverso la decifrazione di anche questo enigma sceglieranno la giusta porta e proseguiranno per stretti cunicoli.

Troveranno anche il modo di utilizzare la Terra-Luce.

In un angusto spazio completamente buio seguito da un crepaccio Jason si metterà a lanciare le palline e sentendole rimbalzare riesce a capire di quanto eve saltare per superare il buco.
La meta del percorso è una grotta sotterranea rischiarata da sciami di lucciole. Un lago ricopre gran parte del terreno e, senza che nessuno sappia come vi è arrivata, in mezzo al lago, ondeggia una nave.
Una nave vichinga: un Dakkar per l’esattezza.
Sarà Jason a muovere la nave grazie all’immaginazione.
E la nave li porterà sull’altra riva, dove un’altra porta li attende.
Ma dietro la porta, cosa si nasconde?
E così si conclude il primo libro, lasciandoti pieno di domande e dubbi irrisolti.
Ma ormai sono qui e alcune curiosità su come funzionano le porte del tempo posso anche elencarvele.
Prima di tutto bisogna dire che Kilmore Cove sorge su un intricato sistema di gallerie sotterranee che collegano Villa Argo, il parco e altri vari luoghi interessanti. Ancora più in profondita vi è il labirinto e altri luoghi detti “immaginari”. E’ a questo che servono le Porte del Tempo (8 in tutto) ognuna conduce in un luogo immaginario differente, mentre la porta di Villa Argo porta a tutti, basta saper indirizzare la Metis (la nave) col giusto coraggio verso la meta desiderata.
Le porte del tempo hanno una legge: per quante persone attraversano la porta all’andata altrettante dovranno tornarne. Finché non vi sarà il rientro le porte resteranno chiuse dal lato di Kilmore Cove.
Per oggi credo che possa bastare così, il primo libro lo conosco piuttosto bene, ma spero di riuscire a fare un resoconto preciso anche per i prossimi.
Vi lascio di seguito la cartina di Kilmore Cove, la mail che “Il Traduttore” (per delucidazioni date un’occhiata al post “Ulysses Moore”) invia alla casa editrice e uno scorcio di un sentiero della Cornovaglia nei pressi del paesino Zennor dal cui l’autore si è ispirato per far nascere le avventure di questo libro.

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*Andando avanti coi libri si scoprirà che non è stato Ulysses Moore a commissionare la traduzione dei suoi taccuini, ma Leonard Minaxo, il guardiano del faro, che vuole far conoscere al mondo le Porte del Tempo e la loro storia.

Indovinello primo libro

« Se con quattro una apri per sorte,
di quattro tre indica il motto,
di quattro due andranno alla morte
e una di quattro porta di sotto.
 »

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