Big Hero 6

Big Hero 6

Hiro è un ragazzino di 14 anni orfano da parte dei due genitori (come quasi tutti i supereroi d’altronde…quando inventeranno un supereore con una famiglia viva e felice sarà la cosa più innovativa dell’universo supereroi, perchè, facciamo un po’ il conto: Spiderman alias Peter Parker è orfano di genitori e muore anche lo zio; Iron Man, aveva un padre distaccato ed è orfano di madre…) con un altissimo quoziente intellettivo che però spreca le sue giornate a combattere negli illegali “BotDuelli” ovvero i combattimenti fra robot.

Il fratello maggiore, Tadashi, cerca di fargli capire che sta sprecando il suo dono ma Hiro procede sempre per la sua strada, fino a che, un giorno, non capita nella “scuola dei nerd” del fratello e conosce i bizzarri amici di Tadashi tutti imegnati a sviluppare merabigliose invenzioni: c’è “Gogo” (tutti hanno un soprannome affibbiatogli da Fred, la mascotte della scuola e amico bizzarro del gruppo) una ragazza acida che sta lavorando ad una bici con “sospensioni elettromagnetiche”, “Honey Lemon” che sta creando uno spray in grado di polverizzare qualsiasi oggetto e via così…
Tadashi mostra dunque anche il suo esperimento a Hiro…si tratta di Baymax e fin dalla sua prima entrata vi farà, perlomeno, sorridere. Baymax è progettato per essere un “operatore sanitario” dall’aspetto rassicurante e coccoloso, sembra qausi un marshmallow gigante, e il suo cervello è costituito da un dischetto su cui sono installati varie nozioni di medicina e pronto soccorso.

Da quel momento in poi lo scopo di vita di Hiro non saranno più i BotDuelli, ma entrare nella “scuola dei nerd”.
Tadashi infrma il fratello che la scuola organizza una mostra in cui chiunque può esporre il proprio esperimento, se esso dovesse attirare l’attenzione di Robert Callaghan, il professore addetto al laboratorio dei nerd, ti potevi considerare ammesso.
Hiro comincia dunque a mettersi all’opera e da vita ai microbot…una serie di minuscoli robot (che a me ricordano molto i geomag…sapete le calamitine con le biglie che potete assemblare in tutti i modi?) in grado di collaborare tra loro e costrire cose improponibili, come dice Hiro stesso l’unico limite di microbot è l’immaginazione, infatti essi sono controllati attraverso un “trasmettitore neurale” che consiste in una fascetta da tenere sulla testa che legge i oensieri di chi la indossa e trasmette il messaggio ai microbot.
Questa straordinaria invenzione permetterà a Hiro di entrare nella scuola dei nerd, ma poco dopo un incendio divampa sul luogo della mostra prendendosi le vite di Tadashi Hamada e del professor Callaghan.

Hiro sarà distrutto dalla morte del fratello ma ci penserà Baymax a tirarlo su di morale.
Insieme scopriranno che l’incendio è stato causato da un uomo misterioso per rubare i microbot…ne sta costruendo a migliaia per utilizzarli per recuperare qualcosa dal fondo dell’oceano. Hiro si pone come obbiettivo quello di “acciuffare” questo ladro misterioso e vendicare la morte del fratello. Per farlo inserisce un altro disco nella mente di Baymax contenente i dati di svariate mosse di combattimento e lo dota di un’armatura.
La cosa però si farà più seria del previsto quando si renderanno conto di non poter competere con questo nemico misterioso, un uomo portante una maschera e in grado di controllare tutti i microbot.

A questo punto i ragazzi della scuola dei nerd vengono a conoscenza di questo nemico da combattere responsabile della morte di Tadashi e ipotizzano si tratti di Alistar Krai, un uomo d’affari che aveva proposto a Hiro di vendergli i microbot, ma il ragazzino aveva rifiutato.

Per combattere questa minaccia i ragazzi creano una squadra dotata di armature realizzate grazie al loro incomprabile genio e anche Baymax farà parte del loro invincibele gruppo.

La stora proseguirà tra molte risate e qualche piccolo colpo di scena che non ho intenzione di anticiparvi!
Buona visione.

Qui sotto seguirà il link del trailer, che è solo un piccolissimo assaggio

Hiro Hamada

 (quello qui sopra è Hiro Hamada, da me disegnato)

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