Ulysses Moore

Bene bene, eccomi tornata all’attacco con una piccola recensione.

Ulysses moore

ATTENZIONE: PUÒ CONTENERE SPOILER

Ulysses Moore…avete mai sentito, o meglio, letto questo nome? Se la risposta è negativa vi conviene rimediare il prima possibile dato che avete qui una grandissima fan di questa serie; si tratta per l’appunto di una serie di libri scritta, o meglio, “tradotta” da Pierdomenico Baccalario (autore anche di “Century”, “La strada del guerriero”, “Cyboria” e molti altri libri tutti fantastici). Tradotta? In poche parole questo autore ha inventato un personaggio a cui ha dato il nome di Ulysses Moore (a volte mi piace pensare che esista davvero, anche se sarebbe impossibile) a cui attribuisce la stesura di tutti i libri. Ciò che leggiamo infatti sarebbero i taccuini di Ulysses che sono pervenuti a Baccalario grazie a Leonard, il guardiano del faro di Kilmore Cove che ha deciso che tutti dovrebbero essere messi a parte dell’esistenza delle porte del tempo.

Avete capito qualcosa?

Presumo proprio di no, dunque cercherò di fare mente locale e ripartire da zero.

Prima di iniziare la storia centrale, la “redazione” (che non si sa da chi sia composta) avverte che il primo volume è stato trovato in un baule insieme ad altri, da un loro collaboratore in Cornovaglia. Questo collaboratore (Pierdomenico Baccalario) aggiunge di voler trovare la città ove risiederebbe lo scrittore di questi diari, Ulysses Moore. Ma la città, Kilmore Cove, appare inesistente. Egli, comunicando ciò, ogni volta invia alla redazione la traduzione dei quaderni. Nel secondo libro, lo stesso traduttore, dice di continuare le ricerche su Kilmore Cove, e nel terzo di trovare una guida turistica riguardante la medesima città. È poco dopo la traduzione del quinto libro, che non arrivano più notizie riguardanti il collaboratore. Preoccupata, la redazione attende il sesto e ultimo volume, che arriva insieme ad un telegramma da Kilmore Cove, prova inconfutabile che il traduttore ha trovato l’anonima cittadina. Alla fine del libro, in una lettera, spiega di essere stato a Kilmore Cove, ma rimane abbastanza vago su questo argomento. Con questo congedo, la saga appare ormai conclusa, lasciando però in sospeso alcune questioni.

Fonte: Wikipedia (si, so che dico sempre che tutto ciò che scrivo sono sempre e soltanto mie idee, ma questa è solo una piccola parentesi per contestualizzare il fatto che P.B Baccalario sia solo il traduttore e questo pezzetto di Wikipedia mi pareva abbastanza esaustivo, il centro dell’articolo deve ancora arrivare e quello si che sarà opera mia, anche a correre il rischio che non si capisca niente :D)

Dunque…Tutto comincia quando due ragazzi Julia e Jason Covenan, due gemelli per l’esattezza, giungono in un paesino della Cornovaglia chiamato Kilmore Cove e alloggiano nella vecchia casa in cima alla scogliera che prende il nome di Villa Argo, la vecchia dimora di un uomo chiamato Ulysses Moore e sparito misteriosamente per andare alla ricerca della moglie, Penelope. Assieme a loro vivrà anche Nestor, il giardiniere di fiducia di Ulysses.

I ragazzi, però, non sanno che quello sarà solo l’inizio di non una, ma bensì moltissime avventure.

Esistono infatti delle porte che prendono il nome di “Porte del Tempo” che permettono di raggiungere i “Luoghi Immaginari” e Jason e Giulia, inseme anche a Rick, il loro nuovo amico, verranno a conoscenza di questo segreto serbato gelosamente da quel paesino che non compare sulle mappe.

Le porte, in tutto, sono (mi pare…ho un vuoto di memoria, provvederò a controllare al più presto) sette. Ognuna delle sette porte conduce ad un luogo immaginario ben preciso, tutte meno che una: la porta di Villa Argo. Questa porta (che presenta quattro serrature) conduce in una serie di gallerie labirintiche celate nella scogliera.

« Se con quattro una apri per sorte,
di quattro tre indica il motto,
di quattro due andranno alla morte
e una di quattro porta di sotto.
 »

Il bello di questi libri è che sono anche pieni di enigmi e ti sentirai dentro alla storia in una maniera incredibile. Quando leggo un libro il mondo magico di cui sto leggendo, gli omicidi se si tratta di un giallo, le foreste e i dieserti…vivono solo finché ho il libro aperto, quando la copertina viene chiusa so benissimo che tutto ciò che ho letto non esiste (a meno che non si tratti di una storia vera…ma questa è un’altra cosa), la serie di Ulysses Moore è l’unica che mi fa dubitare molto spesso che Kilmore Cove, che Ulysses Moore, che le porte del tempo possano esistere davvero.

Dunque, tornando all’indovinello (ce n’è uno in ogni libro e viene riportato sul retro della copertina e io mi ero fatta il silenzioso patto che avrei aperto il libro e lo avrei cominciato solo se fossi giusta a una spiegazione plausibile dell’indovinello…)

Questo qui sopra vuole dire: “Se con quattro una apri per sorte…” si riferisce alle quattro chiavi e “una” è la porta di Villa Argo. Per sorte vuole indicare anche “per fortuna” perchè le chiavi devono essere messe nel giusto ordine.

“Di quattro tre indica il motto…” Una volta superata la porta si troveranno in una sala scavata nella scogliera, una sala circolare sulla quale si affacciano altre quattro porte. Sul pavimento vi è scritto un’altra specie di indovinello “il motto”.

I tre ragazzi capiscono che solo una porta conduce in qualche luogo, mentre le altre potrebbero condurre alla morte. Grazie alla decifrazione del motto capiscono qual è la porta da imboccare.

Si ritroveranno in u posto ancor più misterioso. Una specie di lago sotterraneo dove dimora una nave. Un dakkar vichingo per l’esattezza, la “Metis”, la nave che conduce a tutti quanti i luoghi immaginari raggiungibili con le altre porte.

La serie di Ulysses Moore conta 12 libri che hanno come protagonisti Julia, Jason, Rick Banner e in seguito si aggiungerà anche Anita Bloom, una ragazzina che dopo aver letto i libri si convincerà dell’esistenza di Kilmore Cove e si metterà alla sua ricerca, avendo successo.

TITOLI:

1. LA PORTA DEL TEMPO                                                7. LA CITTÀ NASCOSTA’

2. LA BOTTEGA DELLE MAPPE DIMENTICATE                  8. IL MAESTRO DI FULMINI

3. LA CASA DEGLI SPECCHI                                            9. IL LABIRINTO D’OMBRA

4. L’ISOLA DELLE MASCHERE                                        10. IL PAESE DI GHIACCIO

5. I GUARDIANI DI PIETRA                                             11. IL GIARDINO DI CENERE

6. LA PRIMA CHIAVE                                                      12. IL CLUB DEI VIAGGIATORI IMMAGINARI

Io sono giunta a conoscenza di questa serie perchè mio papà mi ha regalato quando ero in prima media “Il paese di Ghiaccio” (si, sono partita dal decimo libro…) e da quel giorno mi sono ripromessa di leggere TUTTI i libri di Baccalario…posso dire di essere a 25 su 50, esattamente a metà.

Nel 2012 hanno cominciato ad uscire anche i libri della nuova serie di Ulysses Moore in cui i personaggi saranno invece: Murray, Mina, Connors e Shane. (Secondo me prima o poi ricompariranno anche i vecchi personaggi, per esempio Rick ricompare nel secondo della nuova serie). Naturalmente persistono i personaggi come Ulysses Moore, Penelope e altri abitanti di Kilmore Cove.

Le nuove avventure per ora sono tre:

1. LA NAVE DEL TEMPO

2.VIAGGIO NEI PORTI OSCURI

3. I PIRATI DEI MARI IMMAGINARI

Ho finito oggi il terzo uscito l’anno scorso, mi pare ad ottobre.

I primi 12 sono i migliori, ma anche questi qui sono molto belli e li consiglio a tutti!

“I pirati dei mari immaginari” mi ha fatto rinascere ancor più forte l’idea che Ulysses esista davvero, e adesso vi spiegherò il motivo.

Come ho detto vi sono anche alcuni enigmi da risolvere e nel capitolo 11 a pagina 137 troviamo una serie di numeri. Sono disposti in tre colonne e sono, in tutto, 22 righe.

I protagonisti scoprono che questo codice indica, il primo numero, la pagina, il secondo, la riga e il terzo la parola dell’Odissea posseduta dal Ulysses. Applicando questo codice vengono alla scoperta di un messaggio che permetterà loro di scoprire la mossa successiva per trovare Ulysses.

Io ho provato ad applicare questo codice al libro stesso, quello che stavo leggendo e immaginate la mia euforia mentre mi rendevo conto che veniva fuori un vero e sensato messaggio da parte di Ulysses. Una sognatrice come me non ha potuto fare a meno di montarsi la testa nel leggere una richiesta di aiuto da parte di Ulysses.

Sei un pesce fuor dal lago ma non caschi nella rete

cerca il drago e cerca me

per mille mete

Per chiunque sarebbe un messaggio assurdo, ma una fan di questa serie riconoscerebbe al volo lo stile dell’autore.

Naturalmente so benissimo che è fatto tutto apposta, ma non è forse più bello pensare che Ulysses si affida ai lettori per chiedere aiuto? Ha lasciato un’ultima traccia per trovare Kilmore Cove. E voi volete andare alla ricerca di Ulysses per mille mete?

So che è una cosa stupida, ma la prima cosa che farò non appena ne avrò l’opportunità sarà andare in Cornovaglia alla ricerca di Kilmore Cove.

E’ proprio questo che volevo dire quando ho scritto che ci si sente coinvolti davvero nella storia.

Ho provato anche a dirmi qualcosa di razionale come “ragiona, ma se Baccalario ha davvero tradotto i taccuini di Ulysses, com’è possibile che le pagine, le righe e le parole del libro stampato combacino perfettamente con quelle dei taccuini scritti a mano? Però anche in questo caso Baccalario si salva; in non mi ricordo quale libro fa capire che lui rispetta anche questi dettagli nel ricopiare i taccuini, ovvero fa combaciare pagine, righe e parole”

Se anche voi siete dei sognatori come me credeteci, credete in Kilmore Cove, credete in Ulysses, credere in qualcosa illumina la vita.

E, in riferimento all’articolo che ho scritto qualche giorno fa su “Fantasia e Realtà” guardate qua come la pensa il professor Galippi (uno dei personaggi) su questo argomento:

Sempre da “I pirati dei mari immaginari”:

Realtà e immaginazione sono indissolubilmente legate. Così come l’atto del pensare è legato al fatto che abbiamo un cervello per farlo. Ciò che viviamo fa parte dei nostri sogni tanto quanto ciò che fantastichiamo. Perché entrambe le cose hanno un elemento in comune: noi.

Voi cosa ne pensate?

Preciso anche che in questo mondo ipotizzato (?) da Baccalario tutto quello che le persone immaginano nasce all’interno delle porte del tempo. Provate ad immaginare…salpare a bordo della Metis, seguire le correnti dell’Azzurro (le correnti marine che conducono nei luoghi immaginari irraggiungibili con le porte) e giungere in quei luoghi che abbiamo sognato, che abbiamo ipotizzato…non sarebbe una cosa fantastica?

E’ per questo che voglio credere a Ulysses Moore, è per questo che voglio credere all’esistenza di Kilmore Cove, perchè posso immaginarlo.

Sono tantissime, troppe, le cose che non ho detto ma non riuscirei mai a raccontarvele tutte a meno di non scrivere un libro intero…quindi non vi resta che lanciarvi nella biblioteca o nella libreria più vicina e non farvi sfuggire “LA PORTA DEL TEMPO” così da tuffarvi in questo mondo strabiliante da cui non riuscirete più a staccarvi. Non so che per età sia indicato, ma secondo me è uno di quei libri che non hanno limiti…ho cominciato a leggerli quando avevo 11 anni e adesso che ne ho quasi 15 non potrei immaginare un mondo senza Ulysses Moore.

Forse è il caso di mettere fine a questo poema che ischio di annoiarvi e basta…ma se vi ho fatto nascere anche un minimo di curiosità ricordatevi di non smettere mai di sognare…

conosco un certo sognatore d’oltremare che forse apprezzerà queste mie parole.

Arrivederci a presto…prima o poi riceverete una cartolina da Kilmore Cove…ve lo prometto 😉

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3 pensieri su “Ulysses Moore

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